Royal Screw
17 – 24 ottobre 2025
Il CAM_Casoria Contemporary Art Museum è orgoglioso di presentare Royal Screw, la prima mostra personale in Italia dell’artista Chai Han. In questo corpus di opere profondamente personale, Chai trasforma storie dimenticate in fragili monumenti. Attraverso sculture, installazioni e film, l’artista rivisita il mondo degli Shamate (dal termine inglese “smart”), una sottocultura giovanile nata nelle zone rurali o nelle città industriali della Cina, dove i giovani lavoratori migranti un tempo utilizzavano acconciature stravaganti, avatar digitali ed emoji, il linguaggio visivo di una generazione online, per ritagliarsi una visibilità in un mondo invisibile.
La mostra riunisce le opere di Chai del 2025, tra cui 0.88 Yuan, Jade ID I-IV, The Cheap Thing I & II, Phone Grave e Phone Monument, insieme al film documentario Sha Ma Te, Wo Ai Ni (2019) diretto da Yifan Li. Scatole di sigarette in argilla, giade frammentate e reliquie incise trasformano materiali ordinari in contenitori di memoria. Ogni pezzo parla silenziosamente di dignità, perdita e della creatività ostinata che sopravvive all’interno di sistemi costruiti per cancellare.
Chai è nata a Jixi, al confine settentrionale della Cina, e un tempo apparteneva alla comunità Shamate. La sua pratica trasforma quell’esperienza in una forma di ricordo, un atto di cura per coloro che si sono resi visibili in un mondo che rifiutava di guardare. “Questa mostra non riguarda la nostalgia”, afferma. “È uno scavo. Un monumento a una civiltà a cui non è mai stato permesso di esistere”.
Riflettendo sul dialogo tra Cina e Italia, Chai scrive: “Se guardiamo più indietro nel tempo, sia l’Italia che la Cina erano un tempo conosciute come nazioni di artigianato, dove l’arte e il lavoro erano inseparabili. Ma la globalizzazione ha diviso i nostri percorsi. L’Italia è rimasta famosa per i suoi raffinati prodotti artigianali, mentre la Cina è diventata la fabbrica del mondo. Nel mio lavoro utilizzo materiali antichi come giada, osso e bambù per riportare in vita ciò che le macchine hanno consumato. È una sorta di artigianato al contrario”.
Per Chai, Napoli è più di una città ospitante: è uno specchio. La descrive come un luogo di “vitalità e dignità”, dove la creazione persiste attraverso il cambiamento. Royal Screw trova la sua casa qui, tra gli strati viventi di una città che comprende come la bellezza possa nascere da ciò che resiste.



