{"id":22414,"date":"2005-05-11T19:00:44","date_gmt":"2005-05-11T19:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casoriacontemporaryartmuseum.com\/?p=22414"},"modified":"2022-10-07T11:23:45","modified_gmt":"2022-10-07T11:23:45","slug":"100-artisti-un-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casoriacontemporaryartmuseum.com\/it\/100-artisti-un-museo\/","title":{"rendered":"100 Artisti per un Museo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un nuovo museo di arte contemporanea<\/strong><br \/>\nInaugurazione 28 maggio 2005<\/p>\n<p><strong>Artisti<br \/>\nAhmad Alaa Eddin <\/strong>Siria <strong>Almal\u00e9 &amp; Bond\u00eda<\/strong> Spagna <strong>Felix Anaut <\/strong>Spagna <strong>Klitsa Antoniou <\/strong>Cipro <strong>Norbert Francis Attard <\/strong>Malta<strong> Lloren\u00e7 Barber <\/strong>Spagna<strong> Renato Barisani <\/strong>Italia <strong>Fernando Barredo <\/strong>Spagna<strong> Marta Carolina Beckelman Gonzales <\/strong>Paraguay <strong>Franz Josef Berger <\/strong>Austria <strong>Sandra Bermudez <\/strong>Colombia <strong>Giona Bernardi <\/strong>Svizzera <strong>Monica Biancardi <\/strong>Italia <strong>Martina Braun <\/strong>Austria <strong>Luciano Campitelli <\/strong>Italia <strong>Iraida Cano <\/strong>Guatemala <strong>Odile Cariteau <\/strong>Francia <strong>Renate Christin <\/strong>Germania <strong>Rodolfo Ll\u00f3piz Cisneros <\/strong>Cuba <strong>Pasquale Ciuccio <\/strong>Svizzera <strong>Melita Couta <\/strong>Cipro <strong>Cyop <\/strong>Italia<br \/>\n<strong>Charly d\u2019Almeida <\/strong>Benin <strong>Jos\u00e9 D&#8217;Apice <\/strong>Brasile <strong>Caroline De Lannoy <\/strong>Belgio <strong>Federico Del Vecchio <\/strong>Italia <strong>Huxiang Dong <\/strong>Cina <strong>Zhang Donghong <\/strong>Cina <strong>Frederica Bastide Duarte <\/strong>Portogallo <strong>Metka Erzar <\/strong>Slovenia <strong>Bartolom\u00e9 Ferrando <\/strong>Spagna&nbsp;<strong>Ana Ferreira <\/strong>Spagna <strong>Enzo Fiore <\/strong>Italia <strong>Pierre Gauthier-Dub\u00e9dat <\/strong>Francia &nbsp;<strong>GGTarantola<\/strong> Italia <strong>Vladimir Ga\u015bpari\u0107 <\/strong>Croazia <strong>Ashish Ghosh <\/strong>India <strong>Fabio Giampietro <\/strong>Italia <strong>Klementina Golija <\/strong>Slovenia <strong>Dimitar Grozdanov <\/strong>Bulgaria<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Armin Guerino <\/strong>Austria <strong>Amela Had\u017eimejli\u0107 <\/strong>Bosnia e Erzegovina <strong>Eti Haik-Naor <\/strong>Israele <strong>Jacques Haramburu <\/strong>Francia <strong>Manabu Hasegawa <\/strong>Giappone <strong>Heiko Hofmann <\/strong>Germania <strong>Iabo <\/strong>Italia <strong>Nora Iniesta <\/strong>Argentina <strong>Gisella Jackle <\/strong>Germania <strong>Kaf <\/strong>Italia <strong>Kaory Kawakami <\/strong>Giappone <strong>Nader Khaleghpour<\/strong> Iran <strong>Ria Klop <\/strong>Olanda <strong>Bo\u0161tjan Lapajne <\/strong>Slovenia <strong>Nu\u0161a Lapajne <\/strong>Slovenia <strong>Barbara La Ragione <\/strong>Italia <strong>Liz Magic Laser <\/strong>&nbsp;Stati Uniti <strong>Christian Leperino <\/strong>Italia <strong>Ma Lin <\/strong>Cina <strong>Joan Llacer <\/strong>Spagna <strong>Macro <\/strong>Italia <strong>Christoph Mancke <\/strong>Germania <strong>Mayerle Manfred <\/strong>Germania <strong>Antonio Manfredi <\/strong>Italia <strong>Jannis Markopoulos <\/strong>Grecia <strong>Nikolai Ma\u0161ukov <\/strong>Russia <strong>Ke\u010do Mensud <\/strong>Bosnia e Erzegovina <strong>Manolo Mess\u00eda <\/strong>Spagna <strong>Penka Mincheva <\/strong>Bulgaria <strong>Helmut Morawets <\/strong>Austria <strong>Aghim Muka <\/strong>Albania <strong>Mihoko Nakahara <\/strong>Giappone <strong>Mira Narobe<\/strong>Slovenia <strong>Lindsey Nobel <\/strong>Stati Uniti <strong>Odelot group <\/strong>Spagna <strong>Bonnie Onderwaater <\/strong>Olanda <strong>Milena Ouzounova <\/strong>Bulgaria <strong>Bruno Paladin<\/strong> Croazia <strong>Michael Panayiotis <\/strong>Cipro <strong>Sibille Pasche <\/strong>Svizzera <strong>Gloria Pereda <\/strong>Spagna <strong>Massimo Pianese <\/strong>Italia <strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ivan Piano <\/strong>Italia <strong>Alberto Ponticelli <\/strong>Italia <strong>Robert Primig <\/strong>Austria <strong>Raffo <\/strong>Italia <strong>Robot<\/strong> <strong>Inc2501 <\/strong>Italia <strong>Marie-Fran\u00e7oise Rouy <\/strong>Francia <strong>Titti Sarpa <\/strong>Italia <strong>Ulf Saupe <\/strong>Germania <strong>Raquel Schwartz <\/strong>Bolivia <strong>Maria Grazia Serina <\/strong>Italia <strong>Natalie Silva <\/strong>Italia <strong>Kamen Simov <\/strong>Bulgaria <strong>Irmelin Slotfeldt <\/strong>Norvegia <strong>Ale Staffa <\/strong>Italia <strong>Kim Tae-Jun <\/strong>Corea <strong>Suo Tan <\/strong>Cina <strong>Tatiana <\/strong>Italia <strong>Li Tianyuan <\/strong>Cina <strong>Yoshie Tonegawa <\/strong>Giappone <strong>Cristina Treppo <\/strong>Italia <strong>Fillippos Tsitsopoulos <\/strong>Grecia <strong>Etko Tutta <\/strong>Slovenia <strong>Klavdij Tutta <\/strong>Slovenia <strong>Two four two <\/strong>Cipro <strong>Unz <\/strong>Italia <strong>Pim van Halem <\/strong>Olanda <strong>Willem van Hest <\/strong>Olanda <strong>Ji\u0159i Voves <\/strong>Repubblica Ceca <strong>Celia Washington <\/strong>Scozia <strong>Alan Waters <\/strong>Inghilterra <strong>Liu Wei <\/strong>Cina <strong>Wu Wenguang <\/strong>Cina <strong>Emma Wood <\/strong>Inghilterra <strong>Xu Xianglin <\/strong>Cina <strong>Zhou Xiaohu <\/strong>Cina <strong>Cang Xin <\/strong>Cina <strong>Toshiro Yamaguchi <\/strong>Giappone<strong>Kazuyo Yamamoto<\/strong> Giappone <strong>Huang Yan <\/strong>Cina <strong>Liu Yang <\/strong>Cina <strong>Jung Yeun Park <\/strong>Corea <strong>Ming Yi Chou <\/strong>Taiwan <strong>Zhou Yuechao <\/strong>Cina <strong>Xu Zhenglong <\/strong>Cina <strong>Lin Zijie <\/strong>Cina<\/p>\n<p><strong>Opere<\/strong><\/p>\n<p>ngg_shortcode_0_placeholder<br \/>\n<strong>Testi critici<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA RETE GLOBALE DELL\u2019ARTE<br \/>\n<\/strong><strong>Simona Ciuccio<br \/>\n<\/strong>Il progetto che la Citt\u00e0 di Casoria e l\u2019 \u201cInternational Contemporary Art Centre Association\u201c&nbsp;hanno deciso di realizzare \u00e8 un compito ambizioso. A pochi chilometri da Napoli si edificher\u00e0 un museo d\u2019arte contemporanea. Ci\u00f2 di per se non \u00e8 eminente una volta che in questi ultimi decenni ci si \u00e8 resi conto dell\u2019importanza di creare istituzioni che si occupino di custodire l\u2019arte contemporanea e la rendano accessibile ad un ampio pubblico. Il concetto invece risulta eccezionale per il fatto che il direttore artistico stesso,&nbsp;&nbsp;Antonio Manfredi,&nbsp;&nbsp;non \u00e8 un teorico ma un artista visuale, che da circa vent\u2019anni opera in questa regione. Ecco cos\u2019\u00e8 che rende il progetto unico nel suo ambito. Un artista non ha e non pu\u00f2 mai avere la stessa prospettiva di uno storico d\u2019arte o di un critico, perch\u00e9 conosce i problemi artistici non solo visti dall\u2019esterno bens\u00ec dall\u2019interno. Non solo immagina, ma sa cosa vuol dire iniziare un nuovo lavoro, ritrovarsi davanti a una tela vuota o realizzare un nuovo concetto artistico, perch\u00e9 sono le sue sfide quotidiane. Il Museo Internazionale d\u2019Arte Contemporanea di Casoria \u00e8 ora in via di realizzazione, l\u2019apertura al pubblico \u00e8 previsto per il 2007\/2008. Com\u2019\u00e8 noto una collezione \u00e8 parte essenziale del museo che potr\u00e0 essere visitata oltre alle esposizioni temporanee. Come viene creata una collezione del genere? Anche qui il futuro museo percorre cammini nuovi. Il concetto \u00e8 fondamentalmente semplice ma non per questo meno innovativo e saggio. Per non dover ricorrere ad una collezione gi\u00e0 esistente, \u00e8 stata effettuata una ricerca di artisti in tutto il mondo invitandoli a partecipare all\u2019esposizione \u201c100 Artists for a museum\u201d. Le opere esposte in seguito entreranno a far parte del futuro museo. Il progetto durer\u00e0 tre anni. Quindi nel momento d\u2019apertura del museo vi si trover\u00e0 integrata una collezione di circa 300 opere di artisti internazionalmente apprezzati. Cos\u00ec quest\u2019esposizione temporale offre al pubblico un assaggio di ci\u00f2 che proporr\u00e0 il futuro museo. Inoltre l\u2019Art Center \u00e8 gi\u00e0 attivo ed ha in mente di o ha gi\u00e0 in parte organizzato simposii ed altre attivit\u00e0. Lo scopo di queste manifestazioni \u00e8 quello di dar vita a questo \u201cluogo d\u2019arte\u201d e di dare al pubblico la possibilit\u00e0 di confrontarsi continuamente con tematiche e questioni d\u2019arte contemporanea e di conoscerle meglio. Nella prima esposizione \u201c100 Artists for a museum\u201d saranno presenti artisti provenienti da quaranta paesi diversi. L\u2019alto numero di nazioni presenti lascia immaginare che in sostanza non si tratta di ridurre allo stesso denominatore o di trovare una corrente comune all\u2019interno dell\u2019arte contemporanea. Attraverso questa rete globale si cerca di richiamare l\u2019attenzione sulle sintonie e le differenze che si ritrovano nelle tematiche e nel materiale che possibilmente conducono ad intense discussioni e confronti. Lo spettro si mostra ampio gi\u00e0 solo tra gli artisti dei vicini dintorni geografici.&nbsp;<em>Renato Barisani<\/em>, il napoletano nato nel 1918, che attraverso la sua continua ricerca di tecniche e materiali cercando un linguaggio concreto ha influenzato l\u2019arte di quest\u2019ultimo secolo fin oltre la sua regione, \u00e8 presente cos\u00ec come lo sono alcuni altri suoi concittadini dell\u2019ultima generazione.&nbsp;<em>Christian Leperino<\/em>, del 1979, conosciuto oltre che per i video, la fotografia e le performance anche per i suoi dipinti innovativi, ci dimostra con il suo ritratto molto impressionante in mostra, che la pittura \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai. Anche&nbsp;<em>Monica Biancardi<\/em>&nbsp;riesce a toccare l\u2019anima con le sue fotografie delicate riprendendo le tematiche dell\u2019esistenza umana, che restano valide a prescindere dallo spazio e dal tempo. Con i due artisti dalla Svizzera, Sybille Pasche e Pasquale Ciuccio, vediamo rappresentate due posizioni di scultura contemporanea. Mentre da&nbsp;<em>Sybille Pasche<\/em>&nbsp;\u00e8 questione di rendere visibile la determinata pietra e di studiarne la struttura, nell\u2019installazione al suolo di&nbsp;<em>Pasquale Ciuccio<\/em>, utilizzando uno strato di colore ultramarino, ci si rende conto solo a seconda vista che si tratta di pietre. La scultura appare in tale leggerezza che essa sembra quasi staccarsi dal suolo e fluttuare. Oltre a numerosi artisti europei vi troviamo anche rappresentanti di altri continenti, come la guatemalteca&nbsp;<em>Iriada Cano<\/em>&nbsp;e la boliviana&nbsp;<em>Raquel Schwartz<\/em>, che impressionano con le loro installazioni. Anche il cinese&nbsp;<em>Li Tianyan<\/em>&nbsp;riesce ad affascinarci con una sua fotografia che testimonia ci\u00f2 che il pubblico sa al pi\u00f9 tardi a partire dalla Biennale di Venezia, vale a dire che la Cina cos\u00ec come la restante arte extra-europea possono presentare scene artistiche vivaci e attraenti e che il nostro sguardo deve essere globale se non vogliamo fare a meno di attualit\u00e0, bellezza e bravura. Guardando le opere dei cento artisti possiamo dire con certezza che la eterogeneit\u00e0 presenta un campo incredibilmente vasto dell\u2019arte contemporanea e che quindi a Casoria sta per nascere una collezione che ci permetter\u00e0 di ricevere impulsi sempre nuovi alla discussione sull\u2019arte attuale.<br \/>\nBaden Baden, aprile 2005<\/p>\n<p><strong>UN PROGETTO PER IL MUSEO DELLA CITT\u00c0<br \/>\n<\/strong><strong>Vitaliano Corbi<br \/>\n<\/strong>La convinzione che il turismo rappresenti per il nostro paese un\u2019importante risorsa economica ha indotto spesso gli amministratori pubblici, e i loro amministrati, a riporre grande fiducia in tutte quelle iniziative che, in un modo o in un altro, dovrebbero avere la capacit\u00e0 di promuoverlo. Oggi quasi non c\u2019\u00e8 iniziativa pubblica, nel campo dell\u2019arte contemporanea, che non venga proposta nell\u2019ottica del cosiddetto \u201cturismo culturale\u201d. Una mostra acquista interesse quando le viene riconosciuto il ruolo di \u201cattrattore\u201d, quando, indipendentemente dal suo valore culturale, si ritiene che possa contribuire ad orientare il flusso turistico verso la localit\u00e0 che la ospita. In realt\u00e0, affinch\u00e9 il turismo d\u2019arte diventi davvero un fattore importante di sviluppo economico sono necessarie una serie di condizioni (che vanno da una politica adeguata di tutela e di valorizzazione dell\u2019ambiente e del patrimonio storico-paesaggistico all\u2019efficienza dei servizi e delle strutture d\u2019ospitalit\u00e0, alla capacit\u00e0 di programmazione e di coordinamento) che, tutte insieme, fanno di una mostra o di un concerto in piazza qualcosa di pi\u00f9 di un episodio isolato, di un momento di \u201cfesta\u201d nel tessuto di una grigia e degradata quotidianit\u00e0. Quando mancano questi presupposti, il \u201cgrande evento\u201d, come da qualche tempo viene enfaticamente definita qualsiasi pretenziosa manifestazione artistica, non produce altro effetto che una modesta risonanza sui media locali e qualche marginale incremento di consenso: l\u2019obiettivo di intercettare il flusso turistico rimane fuori portata, diventa anzi un miraggio irraggiungibile per il quale si sacrifica ogni altro traguardo e si rinuncia all\u2019elaborazione di linee di politica culturale pi\u00f9 coraggiose, in grado di incidere positivamente nella formazione dell\u2019opinione pubblica e, oserei dire, nella coscienza civile nella cittadinanza .<br \/>\nQuesta breve premessa era necessaria per richiamare l\u2019attenzione su un aspetto fondamentale del progetto Una Citt\u00e0 per l\u2019Arte, affidato dal Comune di Casoria alla cura di Antonio Manfredi e dell\u2019International Contemporary Art Center. Il progetto ha gi\u00e0 prodotto alcuni risultati rilevanti, come il Simposio internazionale svoltosi nello scorso ottobre e la realizzazione del Parco delle Sculture. Ora, con questa mostra che vede la partecipazione di circa cento artisti provenienti da ogni parte del mondo, si affronta un passaggio decisivo, che porter\u00e0 all\u2019istituzione del Museo d\u2019Arte Contemporanea della Citt\u00e0 di Casoria.<br \/>\nA me, che seguo la generosa impresa di Manfredi e dei suoi collaboratori con ammirazione e grande interesse, ma solo dall\u2019esterno, non tocca certamente il compito di illustrare i contenuti e gli obiettivi del progetto. Penso, per\u00f2, che sia doveroso da parte di chi da molti decenni partecipa alle vicende della vita artistica non solo napoletana con un ruolo che \u00e8, se non altro, di testimone pubblico, sottolineare il caso niente affatto frequente di un\u2019amministrazione cittadina che, rinunciando alle solite iniziative che inseguono la speranza di qualche vantaggio promozionale, in chiave turistica o elettorale, s\u2019impegna invece su una linea progettuale a lungo termine, centrata su obiettivi di crescita culturale e civile della cittadinanza. Chi ha avuto modo di seguire le diverse fasi del Simposio Internazionale di Scultura, che ha messo a contatto diretto gli organizzatori della manifestazione, gli artisti e la popolazione di Casoria, con la partecipazione attiva di una folta rappresentanza studentesca, sa che queste nostre considerazioni non si riferiscono solo alle motivazioni che hanno ispirato il progetto Una Citt\u00e0 per l\u2019Arte, ma toccano il piano della concreta operativit\u00e0 cui esso ha gi\u00e0 dato corso.&nbsp;<br \/>\nUn tratto caratterizzante del progetto sta sicuramente nel modo in cui esso ha affrontato l\u2019obiettivo del coinvolgimento dei giovani, mettendo direttamente in contatto gli alunni con le opere e con gli artisti. E\u2019 evidente che questo proposito si fonda sulla convinzione che l\u2019attivit\u00e0 artistica non sia riducibile a un\u2019esigenza espressiva ingenua e preriflessiva, ma contiene in s\u00e9 un elemento di consapevolezza critica e che questa dimensione autoriflessiva \u00e8 strettamente collegata alla concretezza del fare arte. In realt\u00e0, autoriflessivit\u00e0 e apertura pragmatica al mondo sono polarit\u00e0 costitutive dell\u2019esperienza artistica e non a caso esse sono presenti ed esplicitamente tematizzate nell\u2019arte contemporanea, a partire dalle avanguardie storiche dell\u2019inizio del Novecento. Va inoltre osservato che l\u2019importanza della dimensione educativa non \u00e8 semplicemente una conseguenza&nbsp;&nbsp;dell\u2019aver individuato nella scuola un terreno propizio a un\u2019iniziativa di promozione e di conoscenza dell\u2019arte contemporanea. Quella dimensione \u00e8 gi\u00e0 implicita nel carattere aperto e costitutivamente problematico dell\u2019arte e pu\u00f2 essere avvertita pienamente quando, rivolgendo l\u2019attenzione sulla processualit\u00e0 della ricerca artistica,&nbsp;&nbsp;se ne colga la connessione con ogni altro momento esperienziale e&nbsp;&nbsp;l\u2019incidenza sullo sviluppo e sulla crescita dell\u2019individuo. Non a caso tra i primi ad aver posto l\u2019accento su quello slancio immaginativo che proietta la ricerca artistica oltre il traguardo dell\u2019esistente, c\u2019\u00e8 John Dewey, che aveva visto nell\u2019immaginazione \u201clo strumento essenziale dell\u2019educazione\u201d. Il ruolo insostituibile dell\u2019immaginazione artistica sta da una parte nella sua capacit\u00e0 di aderire alla realt\u00e0 dell\u2019esperienza, ai suoni, ai colori, alle qualit\u00e0 sensibili delle cose del mondo, e, dall\u2019altra, nell\u2019esigenza di totalit\u00e0 che in essa si esprime. Attraverso l\u2019arte noi avvertiamo che gli oggetti che l&#8217;intelletto ci consente di raggiungere sono frammenti di quella possibile totalit\u00e0 di esperienza che l&#8217;immaginazione ci dischiude. Sappiamo bene, dopo Kant, che all\u2019idea della totalit\u00e0 del mondo interno e del mondo esterno non corrisponde nessun particolare contenuto conoscitivo e che perci\u00f2 essa non pu\u00f2 rivestire il carattere di effettiva conoscenza. Ma tale ideale di totalit\u00e0, che pu\u00f2 aspirare solo a presentarsi come un modello regolativo, si rispecchia nel carattere di organicit\u00e0 dell\u2019esperienza artistica, nell&#8217;immanenza del tutto nelle parti, del fine nei mezzi che questa, pur nella sua finitezza, sembra in grado di realizzare. Nelle opere d\u2019arte convivono frammenti di storie individuali, stili linguistici diversi e dissonanti accenti espressivi, tracce cognitive destinate \u201cnormalmente\u201d a rimanere separate. Ma la loro convivenza non \u00e8 solo un dato di fatto. E\u2019 il risultato della condivisione di un progetto riconoscibile come elemento unitario che attraversa e tiene insieme quella molteplicit\u00e0 di differenze. Il valore estetico non \u00e8 un sigillo di totalit\u00e0 impresso una volta per sempre, ma piuttosto un\u2019aspirazione, la traccia visibile di un processo che nell\u2019opera raggiunge il momento del suo compimento e insieme del suo rinnovarsi. La consapevolezza di questa tensione processuale \u00e8 alla base dell\u2019idea di un museo che sia non solo luogo di conservazione e di esposizione dell\u2019opera d\u2019arte, ma campo di ricerca e di sperimentazione, spazio d\u2019incontro e di dialogo formativo o, come giustamente dice Manfredi, \u201cmuseo-laboratorio\u201d.<br \/>\nL\u2019impostazione data al progetto Una Citt\u00e0 per l\u2019Arte, chiaramente segnata negli obiettivi che sono stati gi\u00e0 realizzati, ci autorizza ad avanzare un\u2019ulteriore considerazione. La giusta attenzione verso i problemi dell\u2019organizza\u00adzione della cultura e il riconoscimento dell\u2019importanza dell&#8217;attivit\u00e0 svolta dalle gallerie private nel campo della distribuzione e della vendita dei prodotti artistici non giustificano la trasfigurazione del mercato in protagonista della storia dell\u2019arte, con il conseguente scarso interesse dei media e delle stesse istituzioni pubbliche verso i problemi specifici della formazione e della produzione artistica, verso il mondo degli studi e dei laboratori degli artisti, le istituzioni scolastiche, le accademie e le universit\u00e0, verso il contesto, cio\u00e8, delle condizioni e dei fattori &#8211; non riducibile al solo circuito del mercato &#8211; che concorrono direttamente allo svolgimento della vita artistica. E\u2019 con questa realt\u00e0 che deve rapportarsi un museo d\u2019arte contemporanea e non solo con l\u2019attivit\u00e0 delle gallerie private. Certo, il mercato \u00e8 una realt\u00e0 che condiziona in maniera determinante, nel bene e nel male, lo svolgimento della vita artistica e un\u2019amministrazione democratica non pu\u00f2 ignorarlo. Ma dal progetto Una Citt\u00e0 per l\u2019Arte viene la preziosa indicazione che \u00e8 necessario rapportarsi con questa realt\u00e0 sulla base di un proprio progetto di sviluppo culturale e che in tal modo si pu\u00f2 evitare di fare da cassa di risonanza a quanto le mode e il mercato hanno gi\u00e0 portato al successo.<br \/>\nInfine, merita un cenno il richiamo esplicito e costante, da parte del curatore del progetto e dei rappresentanti delle istituzioni in esso impegnati, all\u2019arte come strumento di solidariet\u00e0 tra i popoli e alla necessit\u00e0 che l\u2019attuale impetuoso processo di globalizzazione dell\u2019economia e della comunicazione sia indirizzato non gi\u00e0 verso l\u2019eliminazione delle differenze, ma verso la loro comprensione, in quanto elemento di forza nella costruzione di un&#8217;etica mondiale, fondata sul senso della comune appartenenza umana. L\u2019orizzonte marcatamente internazionale in cui s\u2019inseriscono tutti i momenti del progetto \u2013 e in particolare questa mostra \u2013 sta a testimoniare che anche l\u2019arte pu\u00f2 assumersi quest\u2019 impegno etico e dare il proprio contributo alla comprensione reciproca tra i popoli e ad una pacifica, costruttiva convivenza, nel cui ambito le differenti tradizioni possono trovare una giustificazione etico\u2011filosofica ed esplicarsi in un clima di fratellanza. La mondializzazione degli scambi, che accelera la competizione economica e tende ad imporre standard omologanti, potr\u00e0 allora essere vissuta come impegno affinch\u00e9 essa si trasformi in opportunit\u00e0 di apertura agli altri e di dialogo tra tutti gli uomini, in modo che anche il campo dell\u2019arte e della creazione diventi davvero territorio di libert\u00e0 e di valorizzazione delle differenze.<br \/>\nNapoli, marzo 2005<\/p>\n<p><strong>L\u2019ARTE GLOBALE<br \/>\n<\/strong><strong>Helena Dagureeva<br \/>\n<\/strong>Ho conosciuto Antonio Manfredi in occasione della sua personale nell\u2019 Ethnographic Russian Museum di San Pietroburgo nell\u2019inverno del 1995, gi\u00e0 all\u2019epoca, passeggiando per la Nieschi discutendo per ore, a volte anche animatamente, sul significato del fare arte mi accorsi che la sua visione dell\u2019arte era globale, non mi sono quindi affatto meravigliata quando sono venuta a conoscenza del suo progetto di realizzare un Museo di Arte Contemporanea. E\u2019 veramente arduo fare una panoramica esaustiva su tutte le opere presenti a questa mostra dal titolo&nbsp;<em>100 Artists for a Museum<\/em>, ci troviamo di fronte ad artisti differenti per stile, tecnica,&nbsp;&nbsp;et\u00e0 e formazione. Eppure gi\u00e0 ad uno sguardo d\u2019insieme risulta evidente come la rassegna restituisca con grande evidenza quella che \u00e8 la caratteristica principale della ricerca artistica di questi anni: un contesto aperto, dove all\u2019assenza di correnti nettamente dominanti e di rigidi separazioni settoriali corrisponde la complessa, indefinibile fenomenologia di un pluralismo diffuso, in cui il protagonismo delle diverse personalit\u00e0 traccia percorsi mobilissimi, che s\u2019accostano, s\u2019incrociano, divaricano, creando cos\u00ec una rete di identit\u00e0 e di differenze che scavalca i confini geopolitici e assume dimensioni planetarie.<br \/>\nDalla fotografia alla pittura e alla scultura, dal video alla installazione, ci accorgiamo che ai linguaggi e alle tecniche tradizionali delle arti visive si aggiungono altre modalit\u00e0 espressive, come quelle consentite dalle nuove tecnologie della comunicazione, in un rapporto che non \u00e8 solo di convivenza nella distinzione, ma anche di osmosi, di meticciamenti, di contaminazioni reciproche. Questo processo \u00e8 documentato, tra l\u2019altro, dalle opere fotografiche delle giovani artiste italiane&nbsp;<em>Barbara La Ragione<\/em>, che attraverso le mostruose deformazioni dei suoi \u201critratti\u201d allude a una dolorosa diagnosi della condizione umana,&nbsp;&nbsp;e&nbsp;<em>Monica Biancardi<\/em>, capace di cogliere, nel flusso della quotidianit\u00e0, momenti di sofferenza e&nbsp;&nbsp;di dolcissima sensualit\u00e0, e di consegnarli icasticamente ai suoi fotogrammi, della americana&nbsp;<em>Liz Magic Laser<\/em>, con le sue figure femminili percorse dal fascino di una fluida e misteriosa energia, e della bulgara&nbsp;<em>Penka Mincheva<\/em>, il cui dittico &#8230; it sometimes hurts&#8230; gioca efficacemente sul contrasto tra l\u2019estrema nitidezza della resa iconica e l\u2019ambiguit\u00e0 delle corrispondenze semantiche.<br \/>\nDiverso invece l\u2019utilizzo della fotografia da parte del giovane fotografo tedesco&nbsp;<em>Ulf Saupe<\/em>, che muta le sue figure umane in tracce metamorfiche in dinamico attraversamento di campi visivi indeterminati, e&nbsp;&nbsp;dell\u2019americana<em>&nbsp;Lindsey Nobel<\/em>, impegnata a tradurre il dato fotografico in nuclei filamentosi di una inquietante materia vivente. Le immagini alla Rorschach della colombiana<em>Sandra Bermudez<\/em>, con le loro fiorite simmetrie, esplorano il mondo&nbsp;della sessualit\u00e0 femminile, in una ricerca che riesce a bilanciare il rigore della forma con l\u2019imprevedibilit\u00e0 del caso.<br \/>\nL\u2019installazione dell\u2019argentina&nbsp;<em>Nora Iniesta<\/em>&nbsp;utilizza l\u2019ingrandimento di una vecchia foto di famiglia per portarci in un dimensione a mezza strada tra la precisione del&nbsp;&nbsp;referto documentario e la seduzione di una memoria dilatata del tempo. Ancora allo scorrere della dimensione temporale ci riconducono l\u2019installazione della boliviana&nbsp;<em>Raquel Schwartz<\/em>, che<em>&nbsp;<\/em>&nbsp;presenta un manto realizzato con nastri recuperati da vecchie cassette audio, e quella dell\u2019indiano Ashish Ghosh, realizzata con ventuno magliette di plastica trasparente serigrafate con motivi derivanti dalla storia e della cultura indiana.<br \/>\nSu una linea di impegno sociale si colloca, invece, la scultura interattiva dal titolo \u201cSwing I\u201dI dell\u2019artista maltese&nbsp;<em>Robert Francis Attard<\/em>, che presenta una serie di cinque altalene realizzate con fucili da guerra. Di grande impatto emotivo sono le opere dei pittori italiani&nbsp;<em>Fabio<\/em>&nbsp;<em>Gianpietro<\/em>, con la sua mamma\/zebra, carica di una pietas che, nella sua dichiarata inclinazione alla monumentalit\u00e0, ha accenti da murales messicani,<em>&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>Christian Leperino<\/em>, con il lacerante, tragico espressionismo del suo bambino urlante, dal titolo \u201cBes\/an\u201d, del bulgaro&nbsp;<em>Dimitar Grozdanov<\/em>, con il ritmo oscuro della la sua plastica, drammatica sequenza di passi, del tedesco&nbsp;<em>Heiko Hoffman<\/em>, con una serie di quattro dipinti di figure femminili in cui la matrice espressionistica e gestuale si stempera in gradevoli pastosit\u00e0 cromatiche, dell\u2019austriaco&nbsp;<em>Robert Primig<\/em>, che incide nella luce abbagliata del fondo frammenti figurali di forme, e dello bosniaco&nbsp;<em>Ke\u010do Mensud<\/em>, con il suo \u201cGrytan silente\u201d, dal segno grafico pieno di graffiante dinamismo.<br \/>\nIl brasiliano&nbsp;<em>Jos\u00e9 D\u2019Apice<\/em>&nbsp;presenta, con \u201cImmagine e somiglianza\u201d,<em>&nbsp;<\/em>un\u2019opera che nella dolcezza di una luminosit\u00e0 soffusa rivela una mirabile costruzione formale. N\u00e9 meno raffinata, nella prevalenza ovattata dei grigi, \u00e8 il lavoro dell\u2019inglese&nbsp;<em>Emma Wood<\/em>, che espone un grande collage realizzato con media diversi e disegni a china su carta.<br \/>\nDa una personale elaborazione dell\u2019esperienza astratto-informale nascono l\u2019ariosa spazialit\u00e0 dell\u2019austriaco&nbsp;<em>Armin Guerino<\/em>, il luminoso e caldo cromatismo del connazionale&nbsp;<em>Helmut Morawets<\/em>, i mobili incastri di geometrie trasparenti dell\u2019iraniano&nbsp;<em>Nader Khaleghpour<\/em>, la pausata danza delle forme sullo sfondo animato da cilestrine penombre dell\u2019inglese&nbsp;<em>Alan Waters<\/em>, l\u2019ordinato assetto compositivo di toppe e macchie sul timbro squillante del rosso della tedesca&nbsp;<em>Renate Christin<\/em>, le delicate e misteriose variazioni cromatiche su orizzonti multipli del ceco&nbsp;<em>Jiri Voves<\/em>.<br \/>\nSu diverse linee di ricerca pittorica si muovono il cubano&nbsp;<em>Rodolfo Llopiz Cisneros<\/em>, col suo gioioso montaggio di scritte e di icone familiari, l\u2019italiana di origini americana&nbsp;<em>Natalie Silva<\/em>, che declina le immagini in forme di pi\u00f9 energica e corsiva immediatezza, l\u2019austriaco&nbsp;<em>Franz Josef Berger<\/em>, che in \u201cPer-che\u201d costruisce per accostamenti di frammenti un\u2019immagine inedita di Napoli, l\u2018israeliana&nbsp;<em>Eti Haik Naor<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>che nel suo lavoro di forte e ricercata matericit\u00e0 ha utilizzato il sale come medium.<br \/>\nDi diversa estrazione culturale l\u2019opera pittorica del siriano&nbsp;<em>Ahmad Alaa Eddin<\/em>, che partendo dai segni grafici della scrittura approda a risultati di tenero lirismo, in cui la morbida partitura delle geometrie si coniuga con un tonalismo di attonita luminosit\u00e0. Suggestive le opere di&nbsp;<em>Aghim Muka<\/em>, il cui \u201cPuzzle\u201d<em>&nbsp;<\/em>assembla, come su una scacchiera della memoria, icone che sono tracce di emozioni e pensieri, dell\u2019artista del Benin<em>&nbsp;Charly d\u2019Almeida<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>che trasforma la superficie del quadro in uno schermo di apparizioni luminescenti, della norvegese&nbsp;<em>Irmelin Slotefeldt<\/em>, con un dipinto in cui il paesaggio si apre su aere lontananze, dell\u2019italiana&nbsp;<em>Maria Grazia Serina<\/em>, con i suoi uomini\/insetti realizzati con un grafismo entomologico sensibilissimo.<br \/>\nDi natura post-ecologica l\u2019opera del giovane artista italiano&nbsp;<em>Federico Del Vecchio<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>che nel nitore lineare delle sue icone fonde i temi dell\u2019artificio tecnologico e della natura, con un effetto che s\u2019insinua nella nostra percezione della realt\u00e0 e la altera. Enigmatica la piccola, ma non per questo meno efficace, tela della scozzese&nbsp;<em>Celia Washington<\/em>, dove un aereo\/uccello colpisce una figura mezzo animale e mezzo umano e ci riporta ai fatti dell\u201911 settembre.<br \/>\nNell\u2019area di ricerca tra scultura e installazioni si collocano il delicato minimalismo della scultura in cristallo della portoghese&nbsp;<em>Frederica Bastide Duarte<\/em>, il lavoro in ferro del tedesco&nbsp;<em>Christoph Manke<\/em>, che nella sua compatta matericit\u00e0 lascia affiorare la griglia di una sagoma topologica, e quelli delle&nbsp;&nbsp;giovanissime artiste italiane&nbsp;<em>Titti Sarpa,<\/em>&nbsp;con la scultura bambola \u201cSitting doll\u201d che declina con affettuosa delicatezza l\u2019ossimoro di una ludica malinconia, e&nbsp;<em>Cristina Treppo<\/em>, con la fluente ariosit\u00e0 della sua cascata di fiori rosa.<br \/>\nDi particolare valore ritmico le sette piccole tele astratte dal titolo \u201cL\u2019immage di Napoli\u201d&nbsp;&nbsp;dell\u2019austriaca&nbsp;<em>Martina Braun<\/em>, con il loro accentuato sviluppo orizzontale, e le quattro del tedesco&nbsp;<em>Mayerle Manfred<\/em>. Affascinante, per il calibrato equilibrio tra rigore geometrico e intensit\u00e0 percettiva, appare il luminoso quadro della pittrice belga&nbsp;<em>Caroline De Lannoy<\/em>. Particolarmente interessante il trittico dell\u2019artista croato&nbsp;<em>Bruno Paladin<\/em>, che ha realizzato una vibrante composizione attraversata da una trama di venature d\u2019ombra.<br \/>\nMeritano anche grande attenzione le opere dei fumettisti italiani&nbsp;<em>Alberto Ponticelli<\/em>, con una \u201ctavola\u201d dal diramato e nervoso linearismo, e&nbsp;<em>Ale Staffa,&nbsp;<\/em>con una striscia gigante gustosamente ironica, e dello svizzero&nbsp;<em>Giona Bernardi<\/em>, che dipinge una sorta di reportage sociale utilizzando un linguaggio personale di forte accento realistico<br \/>\nEd infine l\u2019installazione video fotografica di Antonio Manfredi, il quale in \u201cRed vision\u201d istituisce, tra le immagini del dittico, una rete di silenziosi rimandi, sul filo delle opposizioni e delle analogie iconiche. Il lavoro di Manfredi introduce alla sezione, notevolmente significativa per numero e qualit\u00e0 delle opere, dei videoartisti, che vede la presenza degli italiani&nbsp;<em>Massimo Pianese<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Ivan Piano<\/em>&nbsp;con i loro video dal titolo \u201cThe bedroom\u201d e \u201cRed Rain\u201d, della bosniaca&nbsp;<em>Alema&nbsp;Had\u017eimejli\u0107<\/em>con il suo ciclo del giorno e notte dal titolo \u201cKrug\u201d e dei greci&nbsp;<em>Fillippos Tsitsopoulos<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Jannis Markopoulos<\/em>&nbsp;rispettivamente con le opere dal titolo \u201cA drop of dust again\u201d e \u201cLiquid and melted two\u201d.<br \/>\nQualche cenno vorrei dedicare alle sculture monumentali realizzate nel 2004 in occasione del 1\u00b0 Casoria International Sculture Symposium che sono andate a costituire il primo nucleo di sculture del Parco delle Sculture della citt\u00e0. \u201cCurve nello spazio\u201d dell\u2019eclettico artista napoletano&nbsp;<em>Renato Barisani<\/em>, una splendida traccia di luce, una spada brillante, una forma astratta nello spazio concreto. \u201cRogo di luce\u201d dello spagnolo&nbsp;<em>Fernando Barredo<\/em>, un totem lucente dedicato a Crapula<em>,&nbsp;<\/em>il dio che combatte i senza sesso. Una maschera urlante, un atto di accusa alle menzogne ideologiche nella storia dell\u2019uomo. \u201cPresente\/futuro\u201d dello scultore napoletano&nbsp;<em>Luciano Campitelli<\/em>, un viaggio nella forma pura della materia attraverso la rilettura dell\u2019esperienza futurista del nostro secolo. \u201cThe shadow of the ring\u201d dell\u2019artista slovena&nbsp;<em>Metka Erzar<\/em>, l\u2019ombra dell\u2019anello; una sorta di meridiana, un segnale, un orologio naturale. Una ricerca introspettiva sull\u2019interazione tra spazio e luce alla ricerca dei punti energetici della terra. \u201cThe animals\u201d dell\u2019italiano&nbsp;<em>Enzo Fiore<\/em>, una ricerca antropologica sulla essenzialit\u00e0 della materia che diventa forma viva. \u201cPlavi obljic icretama\u201d del croato&nbsp;<em>Vladimir Ga\u015bpari\u0107<\/em>, una freccia di marmo e ferro tesa verso il cielo, la ricerca dello spazio e della materia! la pietra che irradia nello spazio la sua energia.&nbsp;<em>Domani,<\/em>&nbsp;una enorme sasso di basalto del Vesuvio della scultrice tedesca&nbsp;<em>Gisella Jackle<\/em>, un\u2019oscura, cupa roccia levigata. Una ricerca nell\u2019essenza della materia. Una roccia lavica pronta ad espellere la sua energia. \u201cRinascita\u201d, la scultura in ferro della giapponese&nbsp;<em>Kaori Kawakami&nbsp;<\/em>simboleggiante la rinascita della materia, un seme pronto ad iniziare il suo ciclo vitale. L\u2019intrigante installazione di&nbsp;<em>Antonio Manfredi<\/em>&nbsp;dal titolo \u201cNon \u00e8 spiderman! ovvero prigioniero della stupidit\u00e0\u201d, un\u2019opera concettuale sul significato dell\u2019essere umano della quale lo stesso autore ci scrive: \u201cCome in un incubo! prigioniero della stupidit\u00e0 umana, resti sospeso tra realt\u00e0 e fantasia, tra passato e futuro, tra cielo e terra\u201d.&nbsp;&nbsp;\u201cFly to sky\u201d, l\u2019imponente scultura in ferro e legno del bulgaro&nbsp;<em>Kamen Simov,&nbsp;<\/em>un\u2019insetto che sorge dalla terra profonda pronto a librarsi nel cielo.<em>&nbsp;<\/em>\u201cWest and cast to combine\u201d dello scultore cinese&nbsp;<em>Suo Tan,&nbsp;<\/em>un finto reperto archeologico, una stele coronata di fiori. Una straordinaria visione del mondo orientale attraverso il tatuaggio della materia.<em>&nbsp;<\/em>Ed infine quella che forse simboleggia in se tutto il progetto della Citt\u00e0 di Casoria,&nbsp;<em>The Cog-la ruota dentata,&nbsp;<\/em>la grande scultura che tutti gli artisti presenti al Casoria International Sculture Symposium&nbsp;&nbsp;hanno voluto realizzare utilizzando una imponente ruota dentata per altoforno di archeologia industriale e che segna indubbiamente la nascita di una nuova era per la Citt\u00e0 di Casoria.<br \/>\nSan Pietroburgo, aprile 2005<\/p>\n<p><strong>L\u2019ARTE ORIENTALE<br \/>\n<\/strong><strong>Zhao Shulin<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 un caso che siano cos\u00ec tanti gli artisti orientali, cinesi, giapponesi, coreani e taiwanesi invitati a questa manifestazione, cos\u00ec come non \u00e8 un caso che sia io a scrivere per questi artisti. Quando nel 2001 conobbi Antonio Manfredi impegnato nella realizzazione di alcune sculture monumentali in Cina, immediatamente nacque un feeling che ci port\u00f2 successivamente a collaborare per varie iniziative comuni. Insieme visitammo a Pechino e in tutta la sua sterminata provincia decine di studi di pittori, scultori, fotografi e performer che in buona parte abbiamo invitato a questa manifestazione per la realizzazione del Museo Internazionale di Arte Contemporanea della Citt\u00e0 di Casoria per il quale Manfredi \u00e8 il curatore.<br \/>\nL\u2019arte orientale fin dagli esordi \u00e8 nata sottolineando il suo aspetto prettamente didattico e ha sempre evidenziato il suo intento nello sviluppare valori in grado di regolare i rapporti umani. Il pittore orientale riflette nelle sue opere la storia, il suo pensiero, l&#8217;anima e la sua concezione filosofica.<br \/>\nIn questi primi anni del nuovo millennio, la scena dell\u2019arte contemporanea si presenta molto articolata, vi partecipano artisti cos\u00ec diversi per storia e per educazione da rendere vano ogni tentativo di racchiuderla in una definizione unitaria, che possa valere per tutti i suoi aspetti.<br \/>\nCos\u00ec, l\u2019arte cinese in particolare e quello orientale in generale, si occidentalizza solo in apparenza, mantenendo nella sostanza le proprie prerogative caratteriali e culturali, pur guardando con interesse alla storia dell\u2019arte occidentale, ne trasforma il linguaggio in una originale fusione tra Asia e Occidente, sviluppando cos\u00ec una assoluta originalit\u00e0 di stile e di contenuti.<br \/>\nIl supporto fotografico e il video ha rappresentato forse , in questo ultimo decennio, il mezzo espressivo pi\u00f9 idoneo a soddisfare le esigenze creative degli artisti orientali dell\u2019ultima generazione e delle loro performances, il messaggio delle opere esposte in questa mostra di Casoria offre spunti di riflessione sul rapporto fra tradizioni e culture diverse tra loro.<br \/>\nSono infatti molti gli artisti che hanno presentato un video o una fotografia.<br \/>\nIl cinese<em>&nbsp;Huang Yan<\/em>&nbsp;\u00e8 conosciuto in tutto il mondo come il tatuatore di paesaggi policromi sui corpi, attingendo dalla body art e dall\u2019arte del tatoo, ripropone tematiche proprie della tradizione cinese: a Casoria espone appunto una fotografia delle sue performances dove si dipinge sul corpo i simboli stessi dell\u2019iconografia cinese, come le montagne delle antiche pitture cinesi.<br \/>\n<em>Liu Yang<\/em>&nbsp;propone una piccola serie di immagini di donne, notevoli per la discrezione e la delicatezza, anche cromatica, con cui \u00e8 avvicinata la realt\u00e0 del mondo femminile.&nbsp;<em>Cang Xin<\/em>&nbsp;si autoritrae al centro di un\u2019aiuola di rose, in un paesaggio dai colori nitidi e dall&#8217;atmosfera quasi irreale.&nbsp;<em>Zhou Yuechao<\/em>&nbsp;presenta due fotografie di grande formato, realizzate durante una performance dal titolo \u201cFloating Installation-Teahouse\u201d nella citt\u00e0 di Chongqing dove un gruppo di 5 uomini scelti a caso e una donna vengono mirabilmente utilizzati per una performance che vuole essere un paradosso della moderna concezione dell\u2019arte e della cultura.<br \/>\n<em>Li Tianyuan&nbsp;<\/em>espone la foto di un pallido cielo dal forte potere evocativo per l\u2019assenza, in un campo totale di minime variazioni cromatiche, di qualsiasi altro elemento iconico.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nIl fotografo coreano&nbsp;<em>Kim Tae-Jun<\/em>&nbsp;\u00e8, invece, presente con una grande foto di pi\u00f9 di quattro metri di lunghezza, realizzata mirabilmente nell\u2019interno di un vecchio ristorante coreano.<br \/>\nCon il video dal titolo \u201cUtopian machine\u201d,&nbsp;<em>Zhou Xiaohu,&nbsp;<\/em>lavorando con personaggi realizzati in plastilina, mette in scena un interessante confronto tra la cultura orientale ed occidentale con le sue miserie e i suoi drammi.<br \/>\nDi particolare interesse anche il film documentario di 56 min. di&nbsp;Wu Wenguang&nbsp;dal titolo \u201cDance with farm workers\u201d,<em>&nbsp;<\/em>dove l\u2019 artista utilizza operai di una industria tessile per realizzare una performance di grande effetto scenografico.<br \/>\nSulla linea dell\u2019analisi politica della societ\u00e0 cinese \u00e8 invece il suggestivo video dell\u2019artista&nbsp;<em>Liu Wei,&nbsp;<\/em>dove in una sorta di sogno autobiografico si succedono immagini del presente e del passato comprese quelle dei fatti di piazza Tyenamen.<br \/>\nAncora un video dal titolo \u201cAliens\u201d, ma questa volta del giapponese&nbsp;<em>Manubu Hasegawa<\/em>. Il lavoro, realizzato nel corso di quattro anni, presenta una successione frenetica di migliaia disegni di alieni.<br \/>\nNel momento in cui la Cina in particolare e l\u2019oriente in generale si apre al mondo come una paradossale combinazione tra tradizione e novit\u00e0, gli artisti manifestano un\u2019energia creativa piena di immaginazione che poggia, per\u00f2, sempre su una grande consapevolezza culturale riguardo al proprio passato e alle significative trasformazioni del presente. Un mirabile esempio lo abbiamo con alcune opere che saranno esposte a Casoria e che faranno parte della collezione permanente del Museo: a incominciare dai pittori cinesi&nbsp;<em>Huxiang Dong<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>che in una piccola tela ad olio ci presenta i singolari effetti di luce su un corpo di donna coperto da un vestito di plastica trasparente,&nbsp;<em>Zhang Donghong<\/em>, affascinato anch\u2019egli dai giochi della luce, ma in un contesto pittorico molto differente, dove s\u2019intravede una lingua che sfuma nel colore azzurro dello sfondo,&nbsp;<em>Ma Lin<\/em>, con un dipinto di grande energia figurativa, in cui trionfa uno spettacolare simbolismo, e infine<em>&nbsp;Xu Xianglin<\/em>, con un tenero pastello su carta pergamena che d\u00e0 vita, sulla trasparenza di un cielo, a una scena dai toni fiabeschi.<br \/>\nParticolarmente significativa, per il respiro della sua dislocazione spaziale, \u00e8 l\u2019opera del pittore taiwanese&nbsp;<em>Ming Yi Chou<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>il quale con sedici elementi realizza una composizione, intitolata significativamente \u201cFelicitad\u201d, che ci porta in una foresta di fiori.<br \/>\nUna segnalazione a parte meritano gli artisti giapponesi&nbsp;<em>Mihoko Nakahara<\/em>, che, con una ricerca di sapore concettuale, distribuisce sulla superficie monocroma delle sue opere piccole pietre che dilatano la percezione dello spazio circostante,&nbsp;<em>Toshiro Yamaguchi<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>il cui acrilico su tela, intitolato \u201cSpring\u201d, fornisce un esempio di svolgimento musicale realizzato attraverso la ritmica distribuzione<em>&nbsp;<\/em>delle forme sulla superficie dipinta, e<em>&nbsp;Kazuyo Yamamoto<\/em>, che, nel suo olio su tela, ha inserito sul fondo verde un arcipelago di forme tondeggianti.<br \/>\nDi diversa natura le opere della scultrice giapponese&nbsp;<em>Yoshie Tonegawa<\/em>, che conduce una ricerca di raffinato materismo su strutture di essenziale geometrismo, degli scultori cinesi&nbsp;<em>Xu Zhenglong<\/em>, con una piccola scultura in resina, intitolata \u201cRevival\u201d, che raffigura un personaggio dalla caratterizzazione singolarmente accentuata, e&nbsp;<em>Li Zijie<\/em>, con un\u2019opera in materiale plastico argentato raffigurante una sorta di argenteo idolo coronato da due mani congiunte in preghiera, che \u2013 scrive l\u2019autore \u2013 sono il simbolo di Dio.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nPechino, aprile 2005<\/p>\n<p><strong>UN\u2019IDEA APERTA<br \/>\n<\/strong><strong>Artemis Eleftheriadou<br \/>\n<\/strong>Il significato e il valore del \u201cprogetto museo\u201d rimane vitale, seppure sottoposto a sfide continue. Perch\u00e8 il processo con cui avviene la familiarizzazione e l\u2019interazione del grande pubblico con l\u2019arte e la storia dell\u2019arte \u00e8 sempre aperto a nuove proposte. La necessit\u00e0 di creare una cultura del museo viene effettivamente discussa e rivalutata.<br \/>\nIl Museo Internazionale di Arte Contemporanea di Casoria promuove un vigoroso programma, con la forte volont\u00e0 di creare una collezione di opere di artisti internazionali contemporanei. Nel corso di un programma Triennale si completer\u00e0 una collezione di 300 opere d\u2019arte, le quali in seguito costituiranno la Collezione Permanente del Museo.<br \/>\nRetto da un\u2019idea aperta e differente, il museo promuove un\u2019alternativa alla nozione comunemente accettata e familiare di arte e di storia dell\u2019arte. Non avendo un carattere vincolante, Il Museo Internazionale di Arte Contemporanea di Casoria esplora le sue nuove potenzialit\u00e0 con la speranza di diventare sempre pi\u00f9 attivo nella vita culturale di una comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 ampia. E\u2019 interessante notare come il museo inviti e esibisca artisti provenienti da luoghi diversi, compresi anche luoghi che sono costantemente trascurati&nbsp;&nbsp;dalle tendenze dominanti dell\u2019arte contemporanea. Questo particolare intento consente di dar voce a una molteplicit\u00e0 di idee nuove e alternative, accanto a discorsi artistici pi\u00f9 tradizionali o riconosciuti.<br \/>\nNella mostra in corso, \u201c100 Artisti per un Museo\u201d, la quale inaugura il progetto Triennale del museo, Cipro partecipa con quattro opere presentate rispettivamente da Klitsa Antoniou, Melita Couta, Panayiotis Michael e il gruppo artistico Two four two. Poich\u00e8 l\u2019arte spesso diviene il mezzo di collegamento del personale con il sociale, del privato con il politico, dell\u2019illusione con la realt\u00e0, od anche della vita con l\u2019arte stessa, le quattro proposte cipriote sono raggruppate insieme per esplorare una vasta gamma delle problematiche che vengono a crearsi nel contesto della cultura contemporanea. E\u2019 necessario precisare che la loro presenza in comune si \u00e8 materializzata tenendo conto delle loro differenze&nbsp;&nbsp;in termini di metodi d\u2019arte, di contenuti e di esecuzione della stessa. Rispondendo alle aspettative, le opere offrono una visione rappresentativa seppure ridotta dell\u2019attuale scena artistica cipriota.<br \/>\nE\u2019 ragguardevole il fatto che, nell\u2019opera di&nbsp;<em>Klitsa Antoniou<\/em>&nbsp;(Regina, 2004), il posto centrale sia occupato da una interrelazione di significati paralleli, ma allo stesso tempo equamente semantici, privati e politici, che mirano a intervenire sulla storia, la cultura e il privato. Allo stato attuale delle cose, dove le frontiere geografiche, politiche e culturali sono piuttosto fluide se non addirittura disfunzionali, la Antoniou cerca di coinvolgere quella micro e macro politica che riguarda l\u2019identit\u00e0 privata e sociopolitica degli individui. Mentre i confini sono diventati fluidi e le strutture culturali hanno spostato il loro centro d\u2019interesse, c\u2019\u00e8 un ancora pi\u00f9 forte desiderio di esplorare il proprio contesto privato e la&nbsp;&nbsp;necessit\u00e0 di appartenenza, dal momento che il ritrovare la propria identit\u00e0 personale coinvolge in gran misura la propria comprensione di luogo nel suo specifico essere.&nbsp;&nbsp;Quasi abbandonata nella nebbia di un posto di lavoro, l\u2019opera nega la sua caratteristica di esibizione teatrale. La fotografia di una donna nuda vista da dietro \u00e8 posata su due gambe di un tripode di legno, lasciata agli sguardi speculativi di chi la osserva. Le mani della donna sono piegate indietro, come se con questo timido gesto essa voglia nascondere la sua nudit\u00e0, enfatizzata dalla ruvida luce naturale. Ci\u00f2 che risulta abbastanza difficile notare \u00e8 che sotto la composizione, una sorta di tavolo, \u00e8 situata una mappa storica del Mediterraneo. Sorprendentemente, l\u2019isola di Cipro assume la stessa posizione degli organi sessuali della donna. Un elemento spesso ricorrente nell\u2019opera della Antoniou \u00e8 l\u2019inclusione di informazioni nascoste che si devono scoprire e che funzionano come la&nbsp;<em><u>battuta finale\/il punto di forza<\/u><\/em>&nbsp;della apparente opera d\u2019arte.<br \/>\nLa rappresentazione bi-dimensionale dell\u2019isola \u00e8 circondata dalla presenza potente di alghe marine naturali, elemento naturale comune alle coste marine, che suggeriscono peli pubici messi in mostra dalla figura distesa. Costanti tumulti politici e invasioni frequenti da parte di diversi stati stranieri caratterizza, anche al presente, la storia e l\u2019identit\u00e0 dell\u2019isola. In aggiunta alla ricerca di appartenenza&nbsp;&nbsp;e della posizione dell\u2019isola nelle carte geografiche di origine occidentale, Antoniou giustappone il significato del corpo femminile \u2013 o meglio del suo stesso corpo \u2013 come un segno culturale che ricerca i suoi propri parametri di sessualit\u00e0 e identit\u00e0. Il corpo femminile \u2013 il suo corpo \u2013 diviene il campo di battaglia del desiderio e del rifiuto, nello stesso modo in cui l\u2019isola diviene il territorio dove i ciprioti tuttora lottano per comprendere e definire i loro molteplici ruoli e le loro molteplici identit\u00e0. Ancora di pi\u00f9 in un periodo in cui l\u2019isola geograficamente, politicamente e culturalmente appartiene sia all\u2019Occidente che all\u2019Oriente.<br \/>\nColto fra disgusto e bellezza, il busto femminile di&nbsp;<em>Melita Coutas<\/em>, (Rose, 2004),&nbsp;&nbsp;evoca una gamma di stati emotivi contrastanti. Laddove l\u2019opera \u00e8 un pensiero evidente, espressamente enunciato che stimola la natura della psiche femminile e le politiche che la governano, il busto si viene a trovare inoltre in una condizione non facile a causa di un suo dislocamento materiale e di una manipolazione del corpo umano quasi bizzarro. La posa del busto che imita quella di una statua, con un arto espressamente reciso, afferma che non \u00e8 stato fatto alcuno sforzo perch\u00e8 sembri imitare la vita.&nbsp;&nbsp;Al contrario, l\u2019opera richiama i prototipi di bellezza stabiliti dalla tradizione greco-romana. La bellezza diviene una questione dolorosa, visto che al busto \u00e8 stata portata via la pelle, la superficie su cui sono iscritte le qualit\u00e0 della bellezza fisica. Con ironia, sotto la pelle assente si rivela la fibra della carne, meticolosamente studiata e interpretata, poich\u00e9 ogni muscolo \u00e8 vividamente esposto. Muscoli e fibre della carne sono realizzati con infiniti, lunghi capelli femminili, segno di bellezza e&nbsp;<em><u>forza vitale<\/u><\/em>. Resistenti alla decomposizione naturale, anche dopo la morte, i capelli in questa opera ottengono un dislocamento quasi arcano. Ci\u00f2 che \u00e8 familiare, erotico e amato, diviene ora il mezzo per ritrarre la realt\u00e0 clinica dell\u2019anatomia umana quando la pelle \u00e8 stata strappata via. Nell\u2019opera della Couta viene espressamente data chiara attenzione ai modi con i quali una donna percepisce il proprio corpo e la propria sessualit\u00e0, visto che la figura diviene cosciente della propria immagine mentre fissa con leggiadria il riflesso di s\u00e9 stessa nello specchio. Questa figura-busto \u00e8 esposta con brutalit\u00e0 ed \u00e8 consapevole dello sguardo delle persone che la osservano, provocando in esse piet\u00e0 o repulsione. La vittimizzazione e l\u2019abuso che la cultura e la moda attuale infliggono alla donna sono non soltanto suggeriti ma piuttosto bruscamente \u201cscolpiti\u201d sulla fisicit\u00e0 del corpo. Come nell\u2019intestino di Helen Chadwick attorcigliato a una&nbsp;<em><u>placchetta di sottili capelli biondi<\/u><\/em>, cos\u00ec la Couta esplora il rapporto fra esteriore ed interiore<em>,<\/em>&nbsp;fra vanit\u00e0 e decomposizione, fra desiderio e dolore. L\u2019opera tuttavia funziona anche oltre questa apparente incarnazione di una primaria \u201cquestione femminista\u201d, poich\u00e9 il lavoro cattura anche un senso di immagineria onirica. Ci\u00f2 viene ottenuto con l\u2019uso di un irrazionale dislocamento e la coesistenza di condizioni contraddittorie, mentre il lavoro assume un linguaggio del passato, i significati reconditi di un incubo e un\u2019ambigua sessualit\u00e0.<br \/>\nSe, da una parte, non \u00e8 possibile negare la&nbsp;&nbsp;necessit\u00e0 di comunicare un pensiero, un momento, un paesaggio, dall\u2019 altra, risulta alquanto discutibile che si riesca a raggiungere simile obiettivo nella sua interezza. La natura elusiva della ri-verbalizzazione o ri-rappresentazione di un\u2019esperienza rinforza la realizzazione di alcune qualit\u00e0 intraducibili. Allo stesso modo, il processo di creazione di un\u2019opera d\u2019arte passa attraverso una serie di dolorosi momenti&nbsp;&nbsp;che negoziano l\u2019incapacit\u00e0 di creare ci\u00f2 che realmente si trova nella mente dell\u2019artista.&nbsp;&nbsp;Spesso, qualsiasi cosa si intendesse realizzare essa intraprende in seguito un percorso inevitabile che risponde a un impulso necessario: raggiungere lo spettatore. Sotto questo aspetto, l\u2019opera d\u2019arte esibita non potr\u00e0 mai essere considerata come compiuta ma piuttosto nel processo di una evoluzione sempre in atto, mai conclusa.&nbsp;&nbsp;Ci\u00f2 che vede lo spettatore \u00e8 soltanto un momento congelato, un\u2019istantanea nel trascorrere del tempo.&nbsp;&nbsp;Con una quasi ossessiva perseveranza, Panayiotis Michael compone metodicamente un\u2019immagine di stratificati diagrammi, disegni architettonici, percorsi, cartografie di spazi o situazioni, (To Approach You \u2013 Plan 2, 2002-2003). Somigliante a panorami urbani architettonici, a reti, a scanalature, dettagliati in una maniera affascinante, questa mappa bizzarra articola impossibili e immaginari campi di percezione. Lottando per trarre un senso fuori dal caos, egli forma i suoi pensieri irrealizzati col tradurre geograficamente le debolezze di poco conto, i vicoli cechi, le ripetizioni ossessive e le attraenti minuzie della mente. Nel libro \u201cLe citt\u00e0 invisibili\u201d di Italo Calvino Marco Polo descrive a Kublai Khan le citt\u00e0 che ha visitato. Khan ascolta il giovane esploratore con eccitazione e sospetto riguardo alla veridicit\u00e0 del racconto. In un caso o nell\u2019altro, tuttavia, sia il Khan che il lettore restano incatenati dalla forza delle vivide e ricche descrizioni delle citt\u00e0. C\u2019\u00e8 un carattere euforico e seduttivo nell\u2019immaginare ci\u00f2 che \u00e8 impossibile vedere o comunicare nella realt\u00e0. Coinvolto in un interminabile processo giocoso, Michael \u201crinuncia\u201d all\u2019attuazione della sua impossibile opera d\u2019arte e la risolve con il registrare geograficamente il desiderio, il progetto del pensiero di quella. La realizzazione cartografica del panorama mentale \u00e8 congelato nel tempo. Viene tradotta in un risultato estetico statico, il quale riflette l\u2019energia, la passione e il tormento del momento della sua creazione.<br \/>\nLa fotografia estremamente teatrale, in un certo modo scultorea messa in mostra dal gruppo&nbsp;<em>Two four two<\/em>&nbsp;usa l\u2019immagine di s\u00e9 stessi, quale evidenza sentimentale del loro cosmo privato, articolato nel contesto pubblico. Identit\u00e0 pre-costruite dettate dalla moda e dal marketing mettono ciascuna costantemente in questione il proprio rapporto con la propria identit\u00e0.&nbsp;<em>Il mio corpo non mi appartiene pi\u00f9 come non mi appartiene pi\u00f9 il suo comportamento sessuale e la sua identit\u00e0<\/em>. L\u2019uso dell\u2019insegna luminosa, la quale a volte fa riferimenti ai tabelloni pubblicitari visti alle fermate dell\u2019autobus, nelle stazioni o anche nelle decorazioni di un negozio, \u00e8 un elemento ricorrente nell\u2019opera dei 242, (Personal Grids, 2004). Dissimulata sotto l\u2019aspetto di ritratto fotografico, l\u2019opera investiga la realizzazione dell\u2019identit\u00e0 privata di un individuo come un veicolo di discorso emozionale che diviene di dominio pubblico. Un dominio che non \u00e8 soltanto esteticamente esigente, ma \u00e8 anche in cerca di comportamenti sociali accettabili. Mentre le insegne luminose appaiono ordinarie e semplici, \u00e8 stata applicata sopra le insegne una grata di barre d\u2019alluminio, parte delle strutture reggenti delle luci industriali, causando un effetto a specchio interminabile. Frammenti delle immagini sono riflessi incessantemente arricchendo la profondit\u00e0 visuale e formando una solida grata, tenendo lo spettatore dentro e fuori l\u2019immagine e verificando l\u2019esitazione e il bisogno del privato che diviene pubblico. Le immagini usate nell\u2019opera trasmettono un carattere fortemente coinvolgente provocato sia dalla loro onest\u00e0 che dalle loro suggestive alterazioni, dal loro essere in un quasi antico bianco e nero, cos\u00ec come dal loro rinvio a familiari, pre-costruite identit\u00e0 pubbliche. C\u2019\u00e8 la sottile ambiguit\u00e0 che, sotto le luci fluorescenti, i visi ritratti siano resi pi\u00f9 belli o piuttosto passati clinicamente ai raggi-X. Sono quelle dure, cliniche insegne luminose o lussuose visualizzazioni pubblicitarie? 242, impiegando materiali altamente industriali, estraniatosi dal processo creativo, la maggior parte dell\u2019opera appare quasi trovata, come fosse un elemento di design che interagisce con il vocabolario architettonico dello spazio. L\u2019opera provoca lo spettatore \u201ca leggere sulla superficie\u201d, allo stesso modo in cui la pubblicit\u00e0 contemporanea ritrae il corpo. Risulta alquanto particolare, ed \u00e8 questo probabilmente l\u2019elemento forte dell\u2019opera dei 242, che mentre essi&nbsp;&nbsp;usano materiali industriali, rifiniture perfettamente eseguite e c\u2019\u00e8 un\u2019assenza evidente di trattamenti manuali, l\u2019opera diventi piuttosto introspettiva, ma allo stesso tempo intensamente espressiva, suscitando tensione emozionale.<br \/>\nNicosia, aprile 2005<\/p>\n<p><strong>CASORIA CONTEMPORARY ART MUSEUM<br \/>\n<\/strong><strong>Marina Gauthier-Dub\u00e9dat<br \/>\n<\/strong>In un posto il cui nome suggerisce gli splendori della Terra e la grandiosit\u00e0 dell\u2019Essere Umano, sta per nascere un nuovo museo dedicato all\u2019arte contemporanea internazionale grazie alla determinazione ed alla cura delle autorit\u00e0 di Casoria e del Centro Internazionale d\u2019Arte Contemporanea di Napoli diretto da Antonio Manfredi.<br \/>\nArtisti ed amanti dell\u2019arte francesi sono lieti di dare il benvenuto e di augurare il meglio per questa nascita.<br \/>\nCome se venisse fuori dai sogni di Charles Baudelaire, Andr\u00e9 Malraux o Elie Faure, questo Museo ha lo scopo, nella sua eterogeneit\u00e0, di rappresentare il riflesso dell\u2019Arte del nostro tempo ovunque nel mondo, per mettere in evidenza la sua essenza universale, infinita e metafisica. Quindi la vasta e completa struttura \u00e8 stata creata per la conoscenza, la riflessione e la contemplazione e divisa in diversi settori d\u2019attivit\u00e0: una galleria per la collezione permanente, un\u2019altra galleria per le mostre temporanee, un parco con monumentali sculture, una sala di lettura e proiezione, un laboratorio pedagogico, un area multimediale, un bookshop, sudi ed appartamenti destinati agli artisti.<br \/>\nQuesto \u201cMuseo Ideale\u201d, cos\u00ec perfetto da non sembrare vero, aprir\u00e0 le sue porte nel 2008 ad un pubblico eclettico, gi\u00e0 \u201ciniziato\u201d o neofita, sempre sensibile e di mente aperta, avido di emozioni e di gradevoli forme (bellezza plastica). Senza dubbio esso sar\u00e0 affascinato da tutte le tendenze plastiche del nostro tempo: astrazioni liriche o analitiche; espressionismi astratti o realistici; figurazioni oniriche, pop, iperrealistiche , surrealiste o impegnate; arte primitiva e altro ancora. Mostrer\u00e0, inoltre, tutti i materiali utilizzati dagli artisti, come la pittura, la scultura, la foto, i video. Si appassioner\u00e0 particolarmente alla ricerca di tipologie culturali, implicite, ovvie o inesistenti a seconda dei casi, scoprendo infine, attraverso le quaranta nazioni rappresentate, il comune carattere del pensiero, dei sentimenti dell\u2019Essere, al di l\u00e0 delle frontiere del razionalismo.<br \/>\nSeguendo l\u2019esempio delle sue vicine \u2013 citt\u00e0 antiche, medievali o barocche come Pompei, Ercolano, Capri o Caserta \u2013 la citt\u00e0 di Casoria, vicina a Napoli, marcia verso la civilizzazione con l\u2019inizio di un nuovo capitolo: il ventunesimo secolo.<br \/>\nVorremmo congratularci in questa sede con Antonio Manfredi, Giosu\u00e8 De Rosa, Giulio Russo, Pino Esposito e tutti i promotori di uno dei pi\u00f9 bei progetti del nostro tempo. E li ringraziamo per aver invitato la Francia a prendere parte a questa grande avventura.<br \/>\n<em>Jacques Haramburu<\/em><strong>&nbsp;<\/strong>dopo aver completato gli studi alla Scuola di Arti Decorative, Belle Arti di Parigi e Arti Decorative di Aubusson, Haramburu si lancia nell\u2019indagine delle forme a carattere espressivo. Utilizza diversi supporti tecnici come la pittura, la ceramica e gli arazzi. Con una gestualit\u00e0 dinamica e attraverso il dripping, lacera e tratta rozzamente le superfici, insistendo sulla quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei materiali. Copre tutta la superficie plastica con uno strato omogeneo. Ma, talvolta, preferisce suddividere la superficie in due parti, creando un forte contrasto tra un\u2019atmosfera calma da un lato ed un campo di battaglia dall\u2019altro. In questo modo, come nella scrittura automatica, riesce a trascrivere il pi\u00f9 onestamente possibile le emozioni, le sensazioni ed i sentimenti umani.<br \/>\nDopo un soggiorno nella Casa de Vel\u00e1zquez a Madrid, l\u2019artista sceglie di non usare pi\u00f9 i colori. Utilizzando solo le forme ed il bianco e nero, egli crea una sobria e mistica angoscia, talvolta attraverso euritmie plastiche dolci e trascinanti, grazie ad un utilizzo aereo e leggero del pennello, talvolta con forme violente e morbide e schizzi o impasti di pittura. Grazie ai suoi riferimenti alla sofferenza fisica e mentale e alla minaccia della morte, il suo lavoro pu\u00f2 essere comparato all\u2019espressionismo Spagnolo \u2013 specialmente a Saura, Millares, T\u00e0pies o Feito \u2013 pi\u00f9 che alle produzioni americane.<br \/>\nIl dittico senza titolo che espone a Casoria esprime correttamente una serenit\u00e0 malinconica, rasserenante e spaventosa allo steso tempo, commovente ed affascinante come l\u2019allegro mezza voce di un concerto.<br \/>\n<em>Odile Cariteau&nbsp;<\/em>Profondamente segnata dall\u2019esperienza in uno dei pi\u00f9 originali e pittoreschi paesi dell\u2019Africa, dove ha trascorso l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza, Odile Cariteau si appassiona dapprima alle varie definizioni dei simboli universali, specialmente attraverso le religioni e le filosofie orientali. A partire da quelle ricerche, a prima vista scientifiche, ella scopre un cammino puramente spirituale, che si applica naturalmente al suo lavoro di creazione artistica. In seguito, lo studio degli antichi caratteri ebraici della Torah, basati sulla \u201canagogie\u201d del quadrato, e poi delle calligrafie, pi\u00f9 libere e complesse allo stesso tempo, del Tchan, Ta\u00ef-Chi-Chuan e Chi Gong, sembrano fornire una strada per penetrare il mistero della nostra Genesi e della comprensione del mondo. Questo studio influenza moltissimo le sue aspirazioni plastiche e le sue composizioni.<br \/>\nUsando soprattutto come supporto la tela, ma anche la pietra, i mattoni, le piastrelle e la ceramica, specialmente il raku, l\u2019artista lascia che schizzi e chiazze irregolari \u2013 spesso nere e grigie \u2013 corrano sulla superficie, in una maniera tale che la loro struttura ci ricorda gli elementi della natura \u2013 il cielo, il vento, le stelle \u2013 ed allo stesso modo le riflessioni di un uomo in perpetua ricerca della saggezza.<br \/>\nSeguendo l\u2019esempio di Zao-Wou-Ki, Gao Xingjian o, pi\u00f9 vicini a noi, Turner e Mathieu, Cariteau ci comunica qualcosa con un \u201cardente tatto\u201d, perch\u00e9 in questo dinamismo lineare, onirico e persino espressionista, l\u2019orientale succulenza di una perfetta padronanza della pennellata dell\u2019artista \u00e8 essenziale.<br \/>\n<em>Marie-Fran\u00e7oise Rouy&nbsp;<\/em>Avendo sviluppato molto presto una vera passione per le arti plastiche, la musica, la letteratura e le lingue, la personalit\u00e0 di Marie-Fran\u00e7oise Rouy \u00e8 caratterizzata da un autentico e ricco eclettismo che conferisce al suo lavoro non solo una necessaria profondit\u00e0 metafisica ma anche un estetica fondamentalmente rigorosa, nella sua marcia verso l\u2019avanguardia.<br \/>\nE\u2019 cos\u00ec che, ad esempio, i Pi \u2013ancestrali simboli cinesi del cielo \u2013 dapprima si impongono nel suo immaginario e poi vengono realizzati in calcestruzzo, un materiale non usato spesso nelle creazioni plastiche ma che consente ancora di creare numerose forme e strutture.<br \/>\nQuei cerchi, allegorie del divino, ma anche altre figure geometriche, pi\u00f9 o meno classiche ed espressive dell\u2019essenza spirituale, hanno due lati. Uno \u00e8 piatto e rifinito, in cui l\u2019artista introduce vari pigmenti, calligrafie orientaleggianti a foglie d\u2019oro ed una voluta alternanza di superfici lucide e brillanti ed altre ruvide e matte. L\u2019altro lato \u00e8 grezzo e irregolare, ridotto ad una condizione primitiva al fine di dare completa libert\u00e0 al dualismo delle cose: da una parte, la genesi elementare, dall\u2019altra, il progresso verso la perfezione.<br \/>\nNel lavoro di Marie-Fran\u00e7oise Rouy, tutte le filosofie sembrano convivere in un sincretismo armonioso e pertinente.&nbsp;Allo stesso modo, le sue orientazioni espressioniste, liriche o legate alla materia, ben si accordano con le espressioni plastiche estremo-orientali, e creano in tal modo un arte esaustiva ed al contempo originale<br \/>\n<em>Pierre Gauthier-Dub\u00e9dat&nbsp;<\/em>Dopo aver completato brillantemente gli studi alla Scuola Nazionale d\u2019Arte di Parigi ed aver imparato l\u2019arte dell\u2019incisione su lastre di rame nelo studio di Johnny Friedlaender, Pierre Gauthier-Dub\u00e9dat si dedic\u00f2 alla creazione in una maniera spirituale ed al contempo estetica. Seguendo l\u2019esempio di Socrate alla ricerca della Bellezza, sa che solo l\u2019armonia conduce all\u2019assoluto. Fanciullo del ventesimo secolo, l\u2019artista domina l\u2019incessante metamorfosi dell\u2019avanguardia al punto che la sua ricchezza e complessit\u00e0 lo nutre e lo porta a creare un linguaggio unico, allo stesso tempo pioniere e completamente radicato nella sua generazione, penetrando in tal modo l\u2019universalit\u00e0 proteiforme e l\u2019atemporalit\u00e0 della Storia dell\u2019Arte.<br \/>\nLe sue prime opere, violente e tenebrose, conducono lo spettatore suo malgrado ad un universo che ricorda Goya, dove semplici conversazioni, passeggiate bucoliche o incontri amorosi divengono inusuali coreografie circolari, trascinando l\u2019intera scena in una pi\u00f9 o meno accentuata rotazione.<br \/>\nCol passare degli anni, i personaggi svaniscono, poi spariscono del tutto, lasciando lo spazio e l\u2019azione alla Natura, talvolta ostile e spaventosa, talvolta gentile e ospitale. Questa natura nasce dal sogno o direttamente dall\u2019ispirazione data dai viaggi compiuti dall\u2019artista ovunque nel mondo. Dunque, essa penetra la nostra percezione e ricostruisce il nostro universo. Cos\u00ec, attori ed esteti ad un tempo, passiamo attraverso le numerose porte, propilei, archi, stretti passaggi tra due dirupi o nel mezzo di una fitta foresta, che predominano nelle sue composizioni. Siamo cos\u00ec inevitabilmente attratti da questo \u201cal di l\u00e0\u201d, pieno di speranze e meraviglie emozionali, che ricorda il Paradiso di Dante. E, poi, contempliamo il mondo, appollaiati su altezze che si aprono sull\u2019infinito e sugli umori del cielo.<br \/>\nFondamentalmente lirica, la pittura di Pierre Gauthier-Dub\u00e9dat vuole esprimere il pi\u00f9 fedelmente possibile i sentimenti e le riflessioni dell\u2019uomo nella sua ricerca della verit\u00e0, attraverso la costante e illimitata scoperta degli elementi che lo circondano. E quindi, la sua pittura arricchisce, con le sue innegabili qualit\u00e0, la tendenza parigina con cui l\u2019artista ha molte cose in comune, oltre Vieira Da Silva, Soulages, Atlan, De Sta\u00ebl.<br \/>\nParigi, marzo 2005<\/p>\n<p><strong>UN VERO PIACERE PER I SENSI<br \/>\n<\/strong><strong>Ana M. Revilla<br \/>\n<\/strong>Il progetto triennale per la creazione del Museo Internazionale di Arte Contemporanea della Citt\u00e0 di Casoria rappresenta una questione concettuale difficile da descrivere in poche parole, perch\u00e9 rompe con l\u2019idea di museo tradizionale e riunisce lo sforzo di centinaia di persone riunite allo scopo di creare uno spazio vivo che sia capace di rappresentare un riferimento culturale e che si adatti alle innovazioni ed ai cambiamenti della creazione contemporanea.<br \/>\nNon dico nulla di nuovo ne quando affermo che l\u2019arte e la creazione contemporanea vivono in una vertiginosa voragine, ne quando dico che le teorie sull\u2019arte contemporanea progrediscono di continuo e che l\u2019idea di museo propria del XIX secolo \u00e8 ormai obsoleta. Oggi \u201cl\u2019arte non \u00e8 solo realizzata dagli artisti in senso proprio\u201d, in primo luogo perch\u00e8 viviamo in un\u2019epoca di relativismo artistico in cui non esiste un criterio unico di distinzione tra cosa \u00e8 e cosa non \u00e8 arte &#8211; tutto pu\u00f2 essere arte \u2013 che porta allo sviluppo di diverse teorie sia circa l\u2019essenza della \u201cartisticit\u00e0\u201d nel suo \u201csignificato\u201d sia circa il piacere estetico che essa provoca &#8211; e in secondo luogo perch\u00e9 l\u2019arte contemporanea viene determinata da molti agenti e fattori, creatori, artisti, curatori, musei, centri d\u2019arte, che cercano di trovare nuovi corsi e costruire un nuovo discorso.<br \/>\nAttraverso questo progetto possiamo prendere parte alla costruzione di questo nuovo discorso.<br \/>\nIl Museo di Arte Contemporanea di Casoria punta a realizzare, oltre diverse sale espositive anche spazi in cui gli artisti lavorino, laboratori d\u2019arte, luoghi destinati alla riflessione ed al dibattito sull\u2019arte e le culture contemporanee.<br \/>\nCome direttrice di un centro d\u2019arte contemporanea con caratteristiche ed obiettivi simili, apprezzo la ricchezza di questo progetto e la sua capacit\u00e0 di dialogare con gli agenti dell\u2019arte contemporanea, con il pubblico e con chiunque si mostri interessato a conoscere ed a contribuire allo sviluppo delle nostre manifestazioni artistiche, culturali ed estetiche.<br \/>\n\u201c100 artisti per un Museo\u201d raggruppa artisti provenienti da diverse nazioni e che lavorano in diverse discipline. Gli artisti spagnoli selezionati quest\u2019anno mostrano nelle loro creazioni, originalit\u00e0, qualit\u00e0 e molteplici possibilit\u00e0 di espressione e sfumature artistiche ed estetiche.<br \/>\nQuando&nbsp;<em>Javier Almal\u00e9 e Jes\u00fas Bond\u00eda<\/em>&nbsp;decisero di iniziare a lavorare insieme, ognuno aveva gi\u00e0 orientato la propria pratica artistica verso la fotografia e la creazione di video.<br \/>\nIl loro lavoro riflette una delle costanti artistiche degli ultimi anni: smantellare la costruzione degli stereotipi per la rappresentazione della realt\u00e0, rimetterla in discussione e introdurre nuovi livelli di interpretazione. Attraverso il loro lavoro essi cercano di provocare una situazione estetica che sia intuitiva, costruire paesaggi (o nozioni di paesaggi), inferni o paradisi mentali contrassegnati dall\u2019estasi estetica, l\u2019amore, la solitudine, il dolore. Descrivono un mondo singolare in cui il naturale si trasforma in artificiale e quella realt\u00e0 in qualcosa di impossibile da interpretare attraverso le sue proprie cose, \u00e8 un paesaggio metafora di un mondo in cui l\u2019uomo non \u00e8 la misura di tutte le cose.<br \/>\nLe immagini del loro video sono uno shock sensoriale, significanti di fronte a significati, una poetica che mette in relazione amore e dolore. La presenza umana \u00e8 sparita.<br \/>\n<em>Fernando Barredo<\/em>,&nbsp;<em>Loc<\/em>, \u00e8 un artista diverso, unico, e il suo mondo artistico \u00e8 definito da quella originalit\u00e0, da una visione speciale piena di ambiguit\u00e0, provocazione, di forza sensoriale, di potere mentale. Nella sua opera, il punto di partenza si va trasformando nella misura in cui l\u2019artista lo elabora e lo lavora. L\u2019ambiguit\u00e0 fa s\u00ec che lo spettatore sia coinvolto, che determini il contenuto dell\u2019opera d\u2019arte. Non ci sono limiti nella scultura. L\u2019opera d\u2019arte si trasforma in una moltiplicazione di processi di \u201cincontro col reale\u201d. L\u2019opera di Fernando Barredo \u00e8 una sintesi tra la verit\u00e0 accessibile e inaccessibile, tra la realt\u00e0 e la magia.<br \/>\n<em>Felix Anaut<\/em>&nbsp;ha uno stile molto personale, attraverso forme eccessive e opprimenti l\u2019artista ridefinisce e ripensa alle nozioni di soggetto ed essere umano. Questo ricorso al teatrale rivela l\u2019interesse dell\u2019artista per l\u2019anatomia umana come via per investigare nell\u2019arte figurativa e nell\u2019essere umano. Anaut sembra rappresentare un postmodernismo conservatore: promuove un ritorno alla figura, alla tradizione umanista&nbsp;&nbsp;ed al soggetto. In definitiva, un ritorno al reale. Se l\u2019arte contemporanea si \u00e8 allontanata dal mondo reale, Anaut ci da\u2019 una prospettiva del mondo molto individuale basata sul ritorno del corpo.<br \/>\n<em>Gloria Pereda<\/em>&nbsp;ci offre un quadro di sottile poetica, di colori soavi e contrastati e di forme piatte. Lo spettatore ricerca un punto spaziale da cui dare inizio all\u2019interpretazione. Questo stimola l\u2019interazione tra l\u2019opera d\u2019arte e lo spettatore che si trova circondato da un mondo estetico con un linguaggio unico pieno di significati allegorici. Attraverso un\u2019astrazione estetica&nbsp;<em>Iraida Cano,<\/em>invece, ottiene un\u2019opera d\u2019arte che \u00e8 stata creata come una forma artificiale per integrarsi col mondo reale E\u2019 come se l\u2019arte nascesse dalla natura per tornare ad essa. E\u2019 come se l\u2019artista volesse trasmetterci, attraverso la sua opera la felicit\u00e0, la bellezza o l\u2019edonismo, ricorrendo all\u2019imitazione di forme della natura ma raggiungendo un grado superiore: la stilizzazione. Si tratta di uno stato avanzato di denaturalizzazione dell\u2019oggetto rappresentato. Osservando le sue sculture, esse ci rivelano un senso concettuale e penetrante; oltre l\u2019imitazione, oltre la figurazione, oltre la semplice rappresentazione della bellezza.<br \/>\n<em>Joan&nbsp;Ll\u00e1cer<\/em>&nbsp;pianta il seme dell\u2019autodistruzione in ogni suo lavoro. Fa della negazione l\u2019istanza per la purezza della sua lotta per eliminare ogni contaminazione&nbsp;&nbsp;di bellezza estetica, ogni concessione all\u2019ornamento o alle forme superflue che seducono lo spazio e rinnegano il tempo, che annunciano la loro decomposizione epidermica per l\u2019amore della consacrazione dello scheletro. L\u2019essenzialit\u00e0 strutturale \u00e8 il paradigma del Trascendente in un\u2019arte senza concessioni, in una scultura che eredita la semplicit\u00e0 e la forza della ceramica, che esprime le verit\u00e0 del fuoco e della terra.&nbsp;Ll\u00e1cer&nbsp;usa lo stato larvale come un germe della creazione e elude lo splendore della farfalla, l\u2019illusione sensoriale, per saltare direttamente alla piroetta concettuale dallo stato della crisalide ad uno di fossile, con cui&nbsp;&nbsp;consacra forme e id\u00e9e.<em>&nbsp;&nbsp;<br \/>\n<\/em>I dipinti dello spagnolo&nbsp;<em>Manolo Messia<\/em>&nbsp;sono caleidoscopi che sovvertono la realt\u00e0 attraverso la finzione; con la precisione del chirurgo, commette il \u201ccrimine perfetto\u201d. Egli infatti con geometria ingannevole colpisce ogni resto della natura. Si tratta di composizioni pura in cui l\u2019elemento narrativo non crea discorsi estetici; piuttosto si rallegra di distruggere il linguaggio fino ad arrivare al silenzio della luce che attraversa il vetro.<br \/>\n<em>Ana Ferriera<\/em><strong>&nbsp;<\/strong>compone, con l\u2019argilla cotta, figure che arrivano intrecciate al forno, crogiuoli di afflizioni e sentimenti in cui gli aspetti umani incontrano ancora il Dio del fuoco. Nell\u2019idea di quest\u2019 artista \u201cdel popolo\u201d, i corpi appaiono nella loro identit\u00e0, le mani si toccano, i visi sono interrogativi, c\u2019\u00e8 il rifiuto dell\u2019IO in favore del NOI con cui Ferreira si rivolge&nbsp;&nbsp;ai cori ancestrali, alle danze di iniziazione e ai riti di fratellanza; i fal\u00f2 collettivi dove il gesto, il contatto, il grido, mostrano che la complicit\u00e0 umana non ha bisogno di parole, slogan, bandiere. L\u2019uomo allo stato \u201cpuro\u201d, nel paradiso prima delle proibizioni, ci libera da scismi, pregiudizi e frustrazioni; ci restituisce la nostra capacit\u00e0 di vivere senza limiti.<br \/>\nLa paraguaiana&nbsp;<em>Marta Carolina Beckelmann Gonz\u00e1lez<\/em>&nbsp;eleva l\u2019antropometria a categoria estetica, relaziona la figura umana alla geometria mostrando che la materia organica e inorganica, sopravvissuta ed estinta, sono espressioni della medesima realt\u00e0 pulsante. In questa realt\u00e0, specchio dei momenti in cui la vita non ha alcun senso senza testimonianze, le cose di ogni giorno, anche gli aneddoti, possiedono significati onirici .<br \/>\nBeckelmann obbliga all\u2019importanza del pensare e insiste di volta in volta nel percorso umano \u201cdal\u201d fango.<br \/>\nLa sud coreana<strong>&nbsp;<\/strong><em>Jung Yeun Park<\/em>&nbsp;abita un mondo in cui la realt\u00e0 \u00e8 una primavera di sogni vissuti. In esso i sogni sono riflessi, sfere scintillanti dai colori impossibili che non inviano mai i loro raggi su linee rette.<br \/>\nQuesta artista giunge all\u2019astrazione dalla riduzione dell\u2019assurdo, dall\u2019esaurimento dei parametri figurativi in un universo plastico che tende a rimuovere la corporeit\u00e0. Il lavoro che ci presenta \u00e8 etereo poich\u00e9 parla di chimere non assopite mentre lasciano i loro stessi posti d\u2019origine, trasformando la vita in strada e la strada in movimento.<br \/>\nIl dipinto della bulgara&nbsp;<em>MIlena Ouzounova&nbsp;<\/em>ricava l\u2019ocra dalla terra e il blu dal cielo e dall\u2019acqua. L\u2019artista crea il suo lavoro come il vento e la pioggia fanno con i paesaggi. Lavora con le superfici pittoriche impregnandole, lacerandole, inumidendole, corrugandole, facendo di ogni composizione, con il minimo utilizzo di colori e procedure, un\u2019esperienza unica. Usa solo due colori dello spettro visivo da cui ottiene risultati eccellenti.<br \/>\nSenza alcun dubbio, questi artisti rispondono al tempo in cui vivono, ed \u00e8 in special modo interessante che essi ci invitino alla riflessione e alla contemplazione della bellezza, al godimento estetico e all\u2019unione tra il naturale e l\u2019artificiale.<br \/>\nUn vero piacere per i sensi! Un progetto unico e ricco. Un museo vivo.<br \/>\nSaragoza, aprile 2005<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CV Artisti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ahmad Alaa Eddin<\/strong><strong>Artisti<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato a Bisnada in Siria nel 1954. Ha compiuto gli studi artistici a Damasco dove ha conseguito la specializzazione di Arte della Calligrafia Araba. Ha esposto in Siria, Libano, Giordania, Grecia e Germania. Dal 1986 vive e lavora in Italia. In Italia ha tenuto numerosissime mostre personali e collettive a Ivrea, Novara, Torino, Milano, Firenze, Roma, Bari, Padova e Napoli. Tra le principali mostre personali realizzate negli ultimi anni sono da ricordare quella alla Galerie d\u2019Art Contemporain di Uzes e al SIAC di Marsiglia in Francia.<\/p>\n<p><strong>Javier Almal\u00e9 Jes\u00fas Bond\u00eda<\/strong><br \/>\nE&#8217; un gruppo di fotografia e video che opera prevalentemente in Spagna. Javier Almal\u00e9 \u00e8 nato a Saragoza nel 1969, Jes\u00fas Bond\u00eda nel 1952 a Saragoza. Tra le pi\u00f9 importanti mostre personali e collettive si ricordano: 2001 Casa de Vel\u00e1zquez, Madrid; 2002 ARCO \u201902, Castillo de Grisel-Zaragoza, Torre de Abizanda-Huesca; 2003 Universdad de Cantabria-Santander, Cartiera Papale-Ascoli Piceno (Italy); 2004 Instituto Cervantes-Toulose (France), Galeria Pepe Rebollo-Zaragoza, Galeria Spectrum\/Sotos-Zaragoza, La Casa Encendida-Madrid, Circulo de Bellas Artes-Madrid.<\/p>\n<p><strong>Felix Anaut<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato in Spagna nel 1944. Vive e lavora a Gascony in Francia. Insignito del prestigioso premio \u201cLorenzo il Magnifico\u201d dalla Citt\u00e0 di Firenze, ha esposto in importanti gallerie private e pubbliche in Inghilterra, Francia, Irlanda e Spagna. Tra le pi\u00f9 importanti mostre: 1982 El Baroja, Madrid-Spagna; 2004 Zimmer Stewart Gallery, Arundel-Inghilterra; 2003 Galeria Pepe Rebollo, Zaragoza-Spagna; 2000 Heifer Gallery, Londra-Inghilterra; 1999 TristAnn Gallery, Dundalk-Ireland; 1997 Instituto Cervantes, Dublin-Irlanda e Heifer Gallery, Londra-Inghilterra; 1989 Galeria Gris, Algarve-Portogallo; 1985 Otter Gallery, Belfast-Irlanda. Le sue opera sono presenti in importanti collezione pubbliche e private in Europa, Stati uniti, Australia e in Musei in tutto il mondo: Ulster Museum, Belfast-Irlanda; Museo de Isaba, Navarra-Spagna; Fundacion Central Hispano, Madrid-Spagna; Ayuntamiento de Villanueva de Jiloca, Saragoza-Spagna; Collection Foucault, Olanda.<\/p>\n<p><strong>Klitsa Antoniou<\/strong><br \/>\nHa studiato arte al Wimbledon School of Art, at Central St. Martins School of Art and Design London BA, al Pratt Institute New York MFA e si \u00e8 specializzata a New York University Doctorate Program. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive a Cypro e nel mondo, tra le pi\u00f9 importanti: 2005 Lulea Biennale in Sweden, 20th. LAC Salon de Printemps 2005 Luxembourg, 2004 Terra Vita Xiamen, China, 2003 International Transchina Video Festival, 2003 Senores Salon International de Arte SIART Bolivia, 2003 Biennale of Jeollabuk in South Korea, \u201cOPEN 2002\u201d Venice, 2002 \u201cNoi\u201d Morcone Museum Italy, 2001 8th International Cairo Biennial, 2000 \u201cDe-Core-Instanz: Deconstruction, Installation, Orensanz\u201d New York, 1999 \u201cSix workshops in Sarajevo\u201d Rome, 1998 \u201cJeunes Artistes Cypriots\u201d Palais de Nations, Geneva, 1998 Academy of Fine Arts, Sarajevo, 1997 Biennale of Young Artists Cable Factory Helsinki, 1997 Biennale of Young Artists of Europe and Mediterranean Turin, 1995 Biennale of Young Artists, Rijeka Croatia. Ha inoltre partecipato a numerosi Simposi in Europa e in Cina e ha avuto importanti premi internazionali quali il 1991-1993 Fulbright Scholarship.<\/p>\n<p><strong>Francis Norbert Attard<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Malta nel 1951. Laureateosi in architettura alla Universit\u00e0 di Malta, il suo lavoro consiste nella realizzazione di grandi installazioni in ambienti esterni e interni, antichi e moderni. E\u2019 membro del Consiglio della Cultura del Governo Maltese \u00e8 direttore di GOZO Contemporary Art dove risiede ed ha il suo studio. Ha partecipato alla 48\u00b0 Biennale di Venezia alla Edinburgh International Arts Festival, Scotland; 2nd Liverpool Biennale England; 8th Havana Biennale, Cuba. Ha realizzato molte mostre personali e collettive in Austria, Spagna, Germania, Grecia, Sud Corea, Australia e Taiwan. Ha pubblicato diversi importanti cataloghi. Tra i pi\u00f9 recenti sono da annoverare \u201cI See Red Everywhere\u201d, 2002, e \u201c2000 &amp; Four Olympics\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lloren\u00e7 Barb\u00e8r<\/strong><br \/>\nE&#8217;nato a Valencia nel 1948. Musicista, compositore, performer, critico e musicologo ha studiato piano, composizione e storia della Musica a Valencia e all\u2019Universit\u00e0 di Madrid. E\u2019 membro fondatore di \u201cActum\u201d e di \u201cTaller de M\u00fasica Mundana\u201d. E\u2019 anche autore di molti articoli sul \u201cMinimalismo e Postmodernismo nella nuova musica spagnola\u201d. Fin dal 1980 realizza personalmente il designer per i suoi strumenti che consistono prevalentemente in campane di ogni forma e dimensione. Ha realizzato migliaia di concerti in molti paesi. V.Aguilera, T.Sauvage, E.Crispolti, G.C.Argan ecc.<\/p>\n<p><strong>Renato Barisani<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1918. Caposcuola del Movimento di Arte Concreta (MAC) fin dal 1950, \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 importanti artisti italiani viventi. Nel 1993 gli \u00e8 stato conferito a New York il prestigioso Premio Pollock. Le sue opere possono essere ammirate in numerosi Musei internazionali quali la Galleria d\u2019Arte Moderna di Roma, nel Museo di Capodimonte nonch\u00e9 nelle metropolitane di Napoli e all\u2019ingresso di Castel dell\u2019Ovo, nel Museo Rivoltella di Trieste, nella Galleria d\u2019Arte Moderna Villa Guinigi di Lucca, nella Galleria d\u2019Arte Moderna di Torino. Artista poliedrico che spazia dalla pittura alla scultura, dal mosaico alla installazione ai gioielli d\u2019artista ha al suo attivo, in 60 anni di attivit\u00e0, centinaia tra personali e collettive in tutto il mondo. Tra le altre sono da ricordare: Scuderie del Palazzo Reale-Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici-Napoli, Museo del Corso-Roma, Galleria Martinez-Valencia, Sala de Arte-Alicante, Galleria Michaud-Firenze, Galleria Adelphi-Padova, Galleria Arti Visive-Roma, Galleria dei Carbonesi-Bologna, Palazzo Reale-Caserta. Hanno scritto di lui critici d\u2019arte quali A. Bonito Oliva, G. Dorfles, F.Menna.<\/p>\n<p><strong>Fernando Barredo<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Madrid in Spagna nel 1960, vive e lavora tra Toledo e Madrid. Presidente degli artisti di Toledo e del Circolo de Arte di Toledo nonch\u00e9 del Simposio Internazionale NEXO, ha al suo attivo mostre e simposi realizzati in tutto il mondo. Lavora in tutto il mondo a grandi sculture monumentali in ferro e legno ed \u00e8 il direttore artistico del gruppo di performance ODELOT con il quale tiene spettacoli in tutta Europa.<\/p>\n<p><strong>Marta Carolina Beckelmann Gonz\u00e1lez<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Paraguay nel 1953. E\u2019 diplomata alla scuola di ceramica alla Universit\u00e0 di Madrid e ha perfezionato gli studi in tecnica di ceramica in \u201cEscuela Madrile\u00f1a de Cer\u00e1mica de la Moncloa\u201d. Ha partecipato a numerose mostre e a premi internazionali in Pabell\u00f3n de Convenciones e al Palacio de Congresos y Exposiciones di Madrid. Galer\u00eda Gaud\u00ed; Olanda Art Fair. Nederland\u2019s Congress Centrum. Galer\u00eda Gaud\u00ed, Den Haag, Olanda; Porto Arte, Modern Art Fair, Oporto, Portogallo; Independent Art Fair Madrid; Gallery Gaud\u00ed, Madrid. Tra le principali mostre personali: Galer\u00eda Expo Arte, Madrid.I suoi lavori sono in importanti collezioni pubbliche e private: Museo de Cer\u00e1mica of Caselli, Italia; Art Museum Fundaci\u00f3n Laus\u00edn, Echo (Huesca).<\/p>\n<p><strong>Franz Josef Berger<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato in Austria nel 1943. Ha esposto nel Museo di Casablanca e a Malo, Vicenza, Kunstforum Innsbruck, Art Fiera Milano, Kongresshaus, Salzburg. Ha partecipato a numerosi Simposi a Gm\u00fcnd, Maribor, Verona Corcovado, Ljubljana, Rovnje a ricevuto importanti premi quali: Grand Prix, Pivan, Rogaska Slatina, Alpe-Adria nonch\u00e8 il prestigioso Diplome Internationalle Goldenes Kultur-Ehrenzeichen de Stadt Villach 2000. E\u2019 il curatore di diversi simposi internazionali realizzati a Gm\u00fcd, Cordonado, Rijeka. Berger usa diversi materiali e tecniche per il suo lavoro affidandosi soprattutto a collage e photolaser.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sandra Bermudez<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Colombia; vive e lavora tra Miami e New York City. Lavora con la fotografia e con le video installazioni. Il lavoro di Bermudez \u00e8 principalmente autobiografico, essendo inteso alla ricerca della rappresentazione della sessualit\u00e0 femminile. Bermudez ha studiato all\u2019Istituto Marangono di Milano e ha conseguito un master alla Columbia University e all\u2019Universit\u00e0 di New York. Ha realizzato numerosissime mostre personali: Chateau La Napoule Art Foundation, Cannes; Vermont Studio Center; Artists in the Marketplace, Bronx Museum of the Arts; Blue Mountain Center, NY; and Skopelos Art Foundation, Greece e partecipato ad importanti collettive quail: Not Only Performance, Museo del Barrio, New York (2004); The Sublime Metaphor, Oxford Museum, Oxford (2003); Rencontres Internationales, Podewil Centre for Contemporary Arts, Berlin (2003); Public Responsibility, Art Museum of the Americas, Washington (2003); Un Caballero no se sienta asi, Galeria Santa Fe, Bogot\u00c3\u00a1 (2003); Freewaves, Iturralde Gallery, Los Angeles (2002) and Socket Saliva, Videotage, Hong Kong, China (2002), Scope Art Fair, Miami-FL.Ha recentemente ricevuto un importante riconoscimento alla National Colombian Salon. Ed \u00e8 in preparazione una personale alla Galeria Valenzuela y Klenner in Bogota, Colombia.<\/p>\n<p><strong>Giona Bernardi<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Lugano in Svizzera nel 1976. Vive e lavora tra Lugano e Milano. Diplomato all\u2019Accademia di Belle Arti di Milano nel 2002 ha al suo attivo moltissime mostre e rassegne internazionali di fumetti : 1999 Centro Arte Contemporanea, Bellinzona-Svizzera; 2000-Happening Underground Leoncavallo, Milano; 2001-Expocartoon, Roma; 2001-Il Diavolo, Svizzera! 2002-Co-edizione e direzione artistica di \u201cLolabrigida2\u201d Italia-Messico; 2002-Comicoon, San Diego-USA; 2002-MAX, Messico; 2002-Contadores, Messico; 2003-Progress in (f)art, La Rada(Festival del cinema), Locarno-Svizzera; 2004-Arrivederci e grazie, Viafarini, Milano.<\/p>\n<p><strong>Monica Biancardi<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Napoli nel 1972 dove vive e lavora. Professore di disegno e storia del costume presso l\u2019I.P.S.C.T. \u201cIsabella D\u2019Este\u201d di Napoli lavora da sempre con la fotografia rappresentata a Napoli dalla Galleria Franco Riccardo con la quale ha realizzato diverse personali e collettive. Sue importanti personali sono state realizzate alla Galleria Adora Calvo di Salamanca, alla Galleria Las Rozas di Madrid, alla Galleria Studio Lattuada di Milano. Sue opere sono presenti nella Biblioth\u00e8que Nationale de France-Paris, nella Biblioth\u00e8que de l\u2019Arsenal-Paris, nella Galleria Nazionale di Arte Moderna-Roma e al FNAC-Paris.<\/p>\n<p><strong>Martina Braun<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Austria nel 1955. Ha studiato alla Accademie of Fine Arts di Vienna e di Venezia con il maestro Emilio Vedova. Master in Art organic. Ha esposto alla Neue Galerie-Vienna, Galerie Slavi,-Salzburg, Galerie Valentin-Freiburg, Studio Elke Mann-Karlsruhe, Centro d\u00b4Arte la Roggia-Pirano. Brown ha vissuto e lavorato negli Stati uniti, Venezia, Roma, San Paulo del Brasile, Germania, Eritrea e Inghilterra. Ha partecipato a diversi simposi in Carinzia, Istria, Zagorie, Austria.<\/p>\n<p><strong>Luciano Campitelli<\/strong><br \/>\nNato a Napoli nel 1955 si dedica fin da piccolo alla scultura in pietra nella industria di famiglia. Dapprima realizzando grandi sculture per noti artisti internazionali e successivamente realizzando ed esponendo le proprie opere in marmo. Lavora alle sue sculture a Carrara ed espone le sue opere soprattutto in Germania.<\/p>\n<p><strong>Iraida Cano<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Madrid nel 1959 da padre Guatemalteco. Si \u00e8 diplomata alla Facultad de San Fernando di Madrid e al St. Martin\u00b4s School of Art di London. Naturalista, si \u00e8 specializzata come pittrice e scultrice lavorando principalmente negli spazi aperti come riserve, parchi naturali, parchi pubblici. Sue opere sono infatti presenti in diversi parchi naturali in Spagna e in diverse foreste in Inghilterra, Guatemala, Pakistan, Per\u00f9, Portogallo. E\u2019 membro del Artist Nature Foundation. Ha partecipato a diversi simposi in tutto il mondo. Vive e lavora tra Madrid e la sua tenuta Arreciado farm in Toledo.<\/p>\n<p><strong>Odile Cariteau<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Atar nel deserto di Adrar in Mauritania nel 1959 da famiglia francese. Vive e lavora a Montauban, Francia. Cariteau ha studiato la storia e la simbologia religiosa nonch\u00e8 il Tchan, il Ta\u00ef-Chi-Chuan e il Chi-Gong che ha trasportato nelle sue opere. Pittrice e ceramista, il suo lavoro \u00e8 impregnato di metafisica. Ha esposto soprattutto in Francia e Spagna.<\/p>\n<p><strong>Renate Christin<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Germania nel 1941. Vive e lavora in Regensburg, Germania. Ha studiato arte alla Accademia di Salzburg e Millstatt (Austria) e alla University of Haifa (Israele). Nel 1989 si \u00e8 trasferita per un breve periodo negli Stati Uniti per lavoro. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Germania, Svizzera, Francia, Lussemburgo, Danimarca, Italia, Austria, Spagna, Republica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, USA e Australia. St\u00e0 realizzando attualmente degli importantissimi progetti, \u201cStreets of Europe\u201d; \u201cCommon House Europe\u201d; \u201cHall of Expectation\u201d; \u201cLife-River-Danube\u201d. Dal 1981 \u00e8 il Direttore artistico di the \u201cInternationales Kunstforum\u201d.<\/p>\n<p><strong>Rodolfo Ll\u00f3piz Cisneros<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Cuba nel 1966. Diplomato all\u2019Accademia di \u201cSan Alejandro\u201d Ll\u00f3piz ha esposto in numerosissime mostre personali e collettive a Cuba e in Europa: Associazione Internationale Incisori in Roma, Gallerie Art\u00b4s Events, Benevento, Galerie Rahn, Zurich, Switzerland, \u201cCanvas International Art\u201d Amsterdam and gallerie Jamate, Cuenca, Spain. Ha recentemente esposto alla 7th Internationale Print Triennal, Alvar Aalto Museum of Central Finland; \u201cIX International Exhibition di aex-libris\u201d , Taiwan, nonch\u00e8 in diverse gallerie a Cuba, Peru, Brasile. Nel 1993 ha ricevuto il primo premio al \u201cIII Sal\u00f3n de Arte\u201d in Cuba. Molti suoi lavori sono in collezioni pubbliche e private in Brasile, Croazia, Egitto, Spagna, Francia, Olanda, Italia, Messico, Polonia, Svizzera, U.K., U.S.A. e Venezuela. Attualmente vive e lavora in Spagna.<\/p>\n<p><strong>Pasquale Ciuccio<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1950. Vive e lavora in Svizzera da molti anni. Tra le maggiori moste collettive degli ultimi anni sono da annoverare: Art Karlsruhe, Germania; Artefiera Bologna; Kunst Cologne; Artt Zurich; Art Bodensee, Germania; Galerie TrafficArt, Z\u00fcrich (CH); Galerie Studio 10, Chur (CH); SkulpTour, Nottwil (CH). Tra le personali: Kohinoor Art Gallery, Karlsruhe; Generali Versicherungen, Langenthal; Galerie Veronica Kautsch, Michelstadt (CH); Galerie Ursula Huber, Olten; Galerie TrafficArt, Z\u00fcrich (CH); Stadthaus Uster (CH); Galerie Studio 10, Chur (CH); Galerie Inge Donath, Troisdorf (D); Kohinoor Art Gallery, Karlsruhe (D); Chelsea Galerie, Laufen (CH); Galerie A dr Bahnhofstross, M\u00f6rschwil\/SG (CH); Artevisive, Galleria Franco Riccardo, Napoli (I). Group exhibitions: Galerie TrafficArt, Z\u00fcrich (CH); Galerie Studio 10, Chur (CH); SkulpTour, Nottwil (CH).<\/p>\n<p><strong>Melita Couta<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Cipro nel 1974. Si \u00e8 diplomata alla M.F.A Sculpture The Slade School of Fine Art UCL, Londra; Bachelor of Fine Arts &#8211; B.A Sculpture Central St. Martins College of Art and Design, Londra: Foundation Course in Art and Design, Central St. Martins College of Art and Design, Londra. Ha realizzato numerose ed importanti mostre personali: Osmosis&#8221; DIATOPOS Centre of Arts, Nicosia, Cyprus; &#8211; &#8220;Idiosistasies&#8221; DIATOPOS Centre of Arts, Nicosia, Cipro; Kerava Taidemuseo, Helsinki-Finland; The 9th International Biennale of Cairo, Egitto; &#8220;Beauty and the Beast&#8221; \/ 7 Young Artists, Centre of Contemporary Art, Brussels, Belgio; Center of Contemporary Art Thessalonica-Grecia; DRAG Alsace, Strasbourg-Francia; Medi@terra &#8211; A Moving Festival for the Digital Culture. De-Globalizing \/ Re-Globalizing, Part of the Cultural Olympics Atene 2004 Lavrio-Greece, Sofia, Belgrado, Maribor, Osnambrouk, Francoforte; &#8220;Chaos and Communications&#8221; 10th Biennale of Young Artists from Europe and the Mediterranean, Sarajevo, Bosnia and Herzegovina. Ha anche partecipato ad importanti simposi internazionali a Tambacounda-Geneva-Dakar International workshop in Senegal. Attualmente lavora anche per il teatro contemporaneo.<\/p>\n<p><strong>Ciop &amp; Kaf<\/strong><br \/>\nNati a Napoli, ove lavorano. Di se stessi dicono : \u201cTerribilmente soli, o quasi, questi oramai ricercati artisti (Ricercati pi\u00f9 dalla Digos che dai collezionisti) continuano imperterriti nel loro maniacale impegno di diffusione di segni \u201canomali, irrequieti, talvolta inquietanti\u201d. \u201d Ciop &amp; Kaf<\/p>\n<p><strong>Charly d&#8217;Almeida<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato nel Benin nel 1968. Ha realizzato numerosissime mostre personali e collettive soprattutto a Parigi dove attualmente risiede. Tra le pi\u00f9 importanti sono da ricordare: ASSAFO LOME TOGO. MASSAI MARA Parigi; Musee de Sanary sur mer (Le Vent des Arts) ; Exposition de sculpture au Mus\u00e9e des arts derniers Parigi; Exposition H\u00f4tel de ville (Nancy) \u2013 Francia; &#8216;Workshop&#8217; Slovenia open to Art 10 lef \u2013 Slovenia; &#8216;Air Bag Artoteek Rotterdam, Olanda; Dak&#8217;Art 2002 &#8211; 2000 -1998 (Biennale des Arts contemporains) (Dakar) S\u00e9n\u00e9gal; Charly d&#8217;Almeida &#8211; Alassane Drabo et Saliou Traore) Artoteek (Rotterdam) Olanda; Galerie &#8216;Regard crois\u00e9&#8217; Parigi \u2013 Francia; Mairie de Guillancourt \u2013 Francia; Galerie Agbe Gbalicam (Parigi) \u2013 Francia; Kameroen leefs Bruxelles Belgio.<\/p>\n<p><strong>Jos\u00e9 D&#8217;Apice<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a san Paolo del Brasile. Vive e lavora a Roma fin dagli inizi degli anni \u201970. E\u2019 cittadino italiano dal 1982. Ha realizzato moltissime mostre personali a Roma, Londra, Chicago, nella Sala do Risco, Municipal Chamber, Lisbona; Castelbasso Progetto Cultura \u2013 Teramo; nel 2003 ha esposto nella Galleria Fabbrica EOS di Milano. Ha partecipato anche a numerosissime mostre collettive ed \u00e8 presente in prestigiose collezioni pubbliche e private in Europa, Arabia, Brasile e Stati Uniti inclusa la collezione Jalane &amp; Richard Davidson Collection of Chicago.<\/p>\n<p><strong>Caroline de Lannoy<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Belgio nel 1962, vive e lavora a Londra. Insegna arte all\u2019Universit\u00e0 di Londra. Artista astratta, predomina nella sua pittura il colore, la luce e lo spazio. Lavora con diversi strumenti ma soprattutto con pittura, musica, video e installazioni. Ha preso parte a numerosissime mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati in Inghilterra e all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong>Federico Del Vecchio<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1977 dove vive e lavora. Lavora a Napoli con la Galleria Umberto Di Marino con la quale ha realizzato diverse mostre e rassegne internazionali di arte contemporanea (Bologna Flash Art Show 2005; BORN-OUT 2005 a cura di Simona Barucco; BORN-OUT Project, MIART Milano 2004; BORN-OUT Project, ARCO 2004 Madrid). Nel 2004 \u00e8 invitato alla XIV Esposizione Quadriennale d\u2019Arte di Roma\u201d, Palazzo Reale, Napoli. Scrive Simona Barucco, che segue il giovane artista napoletano da qualche anno: \u201cIl fallimento delle aspettative riposte nel progresso, chimera ormai completamente disillusa, \u00e8 il filo conduttore dell\u2019opera di Federico Del Vecchio, il quale si ritrova a combattere con un immaginario personale costituito da contraddizioni visibili dell\u2019evoluzione innaturale in atto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Huxiang Dong<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato nel 1961 a Nanjing nella Provincia dello Jiangsu. Diplomato al Nanjing Academy of Arts ha partecipato a moltissime mostre personali e collettive in Gallerie e Musei pubblici e privati: Guangzhou Triennial \u201cReinterpretation\u201d: a Decade of Experimental Chinese Art , Guangdong Art Museum, Guangzhou; Contemporary Chinese Art Duisburg-Germania; Chinese Oil Paintings and Sculptures Huachen Auctions Beijing; Art seasons Gallery Singapore; The Contemporary Asian Art Fair 2002 Singapore; The Architectural Experiments, Tianjing; Different Words Artist\u2019s Petrol Station, Pechino; \u00b0Crossroads\u201d Chengdu Modern Art Gallery, Sichuan; \u201cRed Hot\u201d Chinese Contemporary Art Exhibition, Red Gate Gallery, Pechino; The Documentary Exhibition of Chinese Contemporary Art, Fukuoka Art Museum, Giappone; De Wette Dame, Eindhoven-Holland; Dong Yu Museum of Fine Arts, Shenyang.<\/p>\n<p><strong>Zhang Donghong<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato nella Provincia dello Jilin in Cina nel 1967. Diplomato all\u2019 Art Academy. Bachelor Degree della stessa provincia insegna al The Art Department of Jilin Gong Academy. Vive e lavora a Pechino come artista professionista. Tra le mostre principali: Contemporary Asia Pacific Gallery HK; Vanali Gallery Shanghai; Chunxiahanmo Gallery Pechino; Hakaren Art Gallery Singapore. Pricipali mostre collettive: Cina Contemporary Art Show, Olanda; Contemporary Art Show . Berlino Germania; Mainland Artists Show Taiwan; Cina Contemporary Art Show. Singapore; Contemporary Young Artists Show. Milano Italia; View of Spirit Art Exhibition Pechino; Contemporary Art From China. The Art Alliance Center at Clear. U.S.A; Free Space Florence Gallery Pechino; Sensuous Oriental Tang Gallery Bangkok Thailand; Contemporary Art From China Houston U.S.A; \u00b0Beautiful Painting Ziyunxuan Pechino. E\u2019 presente nelle mggiori collezioni di arte contemporanea in Cina, Europa e Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Frederica Bastide Duarte<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Lisbona in Portogallo nel 1974 dove vive e lavora. Ha studiato all\u2019Accademia di Fine Arts a Lisbona. Ha esposto a Como, Galeria 24B, Oeiras, Portugal, Pavilh\u00e3o Branco, Museu da Cidade, Lisbon, Lime, Draavidia Art and Performance Gallery, Fort Cochin, India, M\u00faltiplos objectos, ModaLisboaDesign, Lisbon. Ha preso parte al VI International Art Symposium Festival, Trancoso-Portogallo e al Budapest Gal\u00e9ria exchange program, Hungary, July 2003 . Ha ricevuto numerose borse di studio per Artistic Creation, Calouste Gulbenkian Foundation, Lisbon, Portugal. Ha vissuto in India dove ha prodotto un film documentario per la Funda\u00e7\u00e3o-Internship in esposizione al Peggy Guggenheim Collection Museum di Venezia.<\/p>\n<p><strong>Metka Erzar<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Lubiana in Slovenia nel 1974, vive e lavora tra Nova Goriza e Lubiana. Diplomata all&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia \u00e8 tra i pi\u00f9 importanti giovani artisti sloveni, spazia dall&#8217;incisione alla scultura, dalla pittura all&#8217;installazione e anche nel design grafico. I temi inerenti alla religiosit\u00e0 sono alla base dei suoi interventi. E\u2019 membro dell\u2019 Union of Slovenian Fine Arts Associations. Ha al suo attivo numerose mostre in gallerie e musei pubblici e privati.<\/p>\n<p><strong>Bartolom\u00e9 Ferrando<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Valenzia in Spagna nel 1951. Performer e poeta visivo \u00e8 conferenziere in performance al Valencia Faculty of Fine Arts. E\u2019 il fondatore della rivista Texto Po\u00e9tico. Ha partecipato ai pi\u00f9 importanti festival e mostre di Performance e Poesia visiva in europa, Canada, Messico, Giappone, Corea e Cile. Ha fatto parte dei gruppi Flatus Vocis Trio, Taller de M\u00fasica Mundana e Rojo. Ha pubblicato numerosi testi di poesia, MC, LP e CD.<\/p>\n<p><strong>Ana Ferreira<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Spagna nel 1960. Si diploma nel 1994 alla scuola di Cer\u00e1mica de la Moncloa di Madrid. Ceramista e scultrice dal 1997 \u00e8 docente di Cer\u00e1mica en el Centros Culturales de Madrid. Espone soprattutto in Spagna realizzando grandi progetti e sculture in caramica. Sue opere monumentali sono installate a Torrej\u00f3n de la Calzada, Madrid e a Castell\u00f3n, Valenzia. Tra le principali personali sono da annoverare la mostra alla Galer\u00eda Acad\u00e9mica de la Escuela De Cer\u00e1mica de la Moncloa, Madrid; Sala de Arte Casarrubios del Monte, Toledo; Centro Municipal de Cultura, Brunete-Madrid; Fiera di Arte di Bologna 1998.<\/p>\n<p><strong>Enzo Fiore<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Milano nel 1968 dove vive e lavora. Diplomatosi all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera nel 1991, \u00e8 stato allievo di Luciano Fabro. Scultore e pittore ha partecipato a numerosi eventi espositivi in importanti gallerie pubbliche e private. Lavora a Milano con la galleria Fabbrica Eos e a Napoli con la galleria Franco Riccardo.<\/p>\n<p><strong>Vladimir Ga\u015bpari\u0107<\/strong><br \/>\nNato a Zagabria in Croazia nel 1951 si \u00e8 diplomato all\u2019Accademy of Fine Arts in Zagabria nel 1975. Vive e lavora tra Cakovec e Zagabria. Scultore di fama internazionale lavora con marmo, pietra, granito, legno e cemento. Sue grandi sculture sono presenti in tutta la Croazia. Ha al suo attivo decine di mostre personali e collettive nei maggiori musei d\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Pierre Gauthier-Dub\u00e9dat<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Bordeaux nel 1938, vive e lavora in Bayonne, Francia. Diplomatosi alla National Superior School of Fine Arts di Parigi si \u00e8 perfezionato allo studio parigino del pittore Johnny Friedlander. Nel 1962 ha vinto il prestigioso premio Prix di Roma presieduto da Max Ernst. Ha vinto numerosi ed importanti premi di pittura in tutto ilo mondo. Ha insegnato litografia alla Accademia Nazionale di Arte di Damasco per lungo tempo. Ha vissuto a Madrid dal 1974 al 1981dove ha fondato la casa editrice \u201cEditorial Almodovar\u201d specializzata nella pubblicazione di libri d\u2019artista. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto in importanti e prestigiose gallerie pubbliche e private nel mondo come il French National Contemporary Art Collection, la Biblioth\u00e8que Nationale di Parigi, il National Museum of Damascus.<\/p>\n<p><strong>GGTarantola<\/strong><br \/>\nNato a Milano nel 1972, arriva dal fumetto underground e approda all&#8217;animazione e alla pittura da autodidatta. Attualmente vive e lavora a Milano attivo a 360\u00b0nell&#8217;ambito della produzione di immagini (dal vjng, ai cortometraggi, al disegno).<\/p>\n<p><strong>Ashish Ghosh<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato nel Bengala in India nel 1972 dove si \u00e8 laureate al MFA e BFA sculture school. Ha insegnato per il Governo cinese, al Kanoria Centre e al Nirman Award in India. Ha esposto principalmente in Austria e in India e molte sue sculture sono installate in Inghilterra, India, Italia, Austria e Grecia. Ha partecipato a numerosi simposi internazionali di scultura.<\/p>\n<p><strong>Fabio Giampietro<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Milano nel 1974 dove vive e lavora. Realizza scenografie teatrali. Tra le pi\u00f9 importanti mostre: 2005 Miart, Milano; 2004 Lineart, Belgio-Gent, Palazzo Trivulzio-Melzo, Wonder why, Fabbrica Eos-Milano, Slovenija open to art-Slovenia; 2003 Riaprte-Roma, Ligia-Roma; 2002 Cox-Milano, Officina-Milano, Possession A&amp;O-Berlino, Excursus Camaver Kunsthaus.<\/p>\n<p><strong>Klementina Golija<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Slovenia nel 1966. Diplomata in pittura alla Accademia di Belle arti di Brera a Milano e successivamente alla Academy of Fine Art in Lubiana in Slovenia si \u00e8 specializzata successivamente a Boston, New York e Parigi. Ha al suo attivo 64 mostre personali e pi\u00f9 di 180 collettive realizzate in tutto il mondo. E\u2019 il direttore artistico della Slovenski Biennale mesta Kranja-Slovenia.<\/p>\n<p><strong>Dimitar Grozdanov<\/strong><br \/>\nNato a Toshevo, Bulgaria nel 1951. Diplomato in storia e teoria dell\u2019arte Contemporanea alla National Academy of Fine Arts di Sofia, usa diversissimi materiali per la realizzazione delle sue opere. Ha realizzato numerosissime mostre personale tra le quali: 2003 Balchik Town Gallery, Balchik, 2001 A Project, National Art Gallery, Sofia; Cite Internationale des Arts, Paris 2000 Revival Gallery, Plovdiv; Drita Gallery,Sofia 1999 State Gallery, Rousse.Ha anche partecipato a diverse mostre collettive: 2003 The Landscape, National Art Gallery; 10 Years Art in Bulgaria magazine, Sofia City Gallery; Military Museum, Foundation Museum for Contemporary Art, Istanbul 2002 The Man Body, 6 Shipka Gallery, Sofia; Bulgarian Painting after 1989, National Palace of Culture, Sofia 2001 Informal, Rayco Alexiev Gallery, Sofia 2000 Contemporary Bulgarian Artists, National Historical Museum, Bucharest.<\/p>\n<p><strong>Armin Guerino<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Vienna nel 1961 dove vive e lavora. Ha studiato alla scuola di ingegneria in Klagenfurt, Physics all\u2019 Universit\u00e0 di Vienna, grafica alla Academy of Visual Arts di Vienna, illustrazione e litografia alla Salzburg Accademy. Le pi\u00f9 importanti mostre realizzate sono: Galerie Vorspann, Austria &#8211; Gm\u00fcnd Gallery, Senegal &#8211; 5e Biennale Dakar\/DAKARTOFF\/Senegal &#8211; Museum for Applied Art with the Sikoronja Gallery, Vienna &#8211; Gerersdorfer Gallery, Vienna &#8211; Gallery Judith Walker, Reifnitz Castle, Carinthia.<\/p>\n<p><strong>Amela Had\u017eimejli\u0107<\/strong><br \/>\nNasce in Bosnia nel 1969. Pittrice e video artista di fama internazionale lavora principalmente in Bosnia con la Galerija Preporod di Sarajevo e in Kuwait con la Al Dahia Gallery e Boushahri Art Gallery, Salmiyah. Ha partecipato a numerore Biennali internazionali tra cui la 17\u00b0 International Biennal Alexandria di Egitto.<\/p>\n<p><strong>Eti Haik-Naor<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata nel 1961 in Israele. E\u2019 laureata in Ingegneria Civile al Technion di Haifa, Israele ed alla facolt\u00e0 di Scienze dell\u2019informatica presso l\u2019universit\u00e0 di Tel Aviv. Dopo 12 anni dedicati alla carriera nel campo del computer e dell\u2019ingegneria, Eti Naor ha seguito corsi di arte presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Kfar Saba ed ha studiato in vari laboratori artistici in Israele. Dal 2001 si dedica all\u2019arte, svolgendo la sua attivit\u00e0 nel campo della pittura, scultura e fotografia. Contemporaneamente svolge numerose attivit\u00e0 sociali. Una delle sua principali iniziative \u00e8 la co-fondazione di &#8220;Yaniv&#8221; \u2013 un progetto nazionale su ampia scala per bambini e giovani a rischio. Eti Naor ha presentato una mostra fotografica nel 2003 (Riservato al personale) all\u2019 Hilton hotel di Tel Aviv, ha partecipato nel 2004 al progetto internazionale d\u2019arte Nomadifesta a Nicosia, Cipro, e OPENASIA a Venezia, Italia, e nel 2005 al progetto Unclaimed Luggage a Madrid, Spagna. Vive ed opera in Israele.<\/p>\n<p><strong>Jacques Haramburu<\/strong><br \/>\nNato a Parigi nel 1934.Vive e lavora a Septfonds, Francia. Si \u00e8 diplomato alla National School of Applied Arts di Parigi, alla National Superior School of Fine Arts di Parigi e alla National School of Decorative Arts di Aubusson. Ha vinto due importanti premi, nel 1960 il 2d Grand Prix di Roma e nel 1961 il prestigioso premio Casa de Velazquez of Madrid. Insegna arti plastiche alla University of Jussieu in Parigi, alla School of Fine Arts di Grenoble e alla National School of Decorative Arts di Aubusson e di Limoges. Ha esposto in prestigiose gallerie pubbliche e private in Francia, Spagna, Svizzera, Irlanda.<\/p>\n<p><strong>Manabu Hasegawa<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Tokyo, Giappone nel 1973. Diplomato al Tama Art University di Tokyo, ha partecipato a numerose mostre persolali e collettive: Sudo Art Museum, Tokyo; Gallery Furesuka, Tokyo; Fads Art Space, Tokyo and Tatsuno Museum in Nagano.<\/p>\n<p><strong>Heiko Hofmann<\/strong><br \/>\nNato in Germania nel 1964. Diplomato come pittore ad Amburgo ha successivamente studiato in Spagna. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive: Galerie \u201cDie Wand\u201d, Hamburg; KunstraumAltona; Galerie Rudolf, Heidelberg; Kunsthaus Hamburg; lten Rathaus, Birkenan; Artaque Austellungsraum Karslruhe.<\/p>\n<p><strong>Iabo<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1980, ha frequentato il liceo artistico ed \u00e8 vissuto per circa un anno negli USA (New York e Los Angeles).Ha partecipato a diverse collettive; attualmente \u00e8 iscritto al corso sperimentale QUARTAPITTURA all&#8217;accademia di belle arti di Napoli.<\/p>\n<p><strong>Nora Iniesta<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in argentina nel 1950. Artista concettuale si esprime principalmente attraverso grandi installazioni. Ha partecipato a numerose ed importanti biennali in diverse parti del mondo. Nel 2001 Iniesta \u00e8 stata invitata in Corea alla Century 21 Artist Association, commemorating the Flag Art Festival. Nello stesso anno \u00e8 stata invitata dal critico francese Pierre Restany a partecipare a \u201cOpen 2002 \u201cImaginaire Feminin\u201d nell\u2019ambito del Film Festival al Lido di Venezia alla quale hanno partecipato 43 tra le pi\u00f9 importanti e famose artiste internazionali. Lo scorso anno \u00e8 stata invitata alla \u201cContemporary Art Biennale II CONART 2004\u201d, Cochabamba, Bolivia.<\/p>\n<p><strong>Gisella Jackle<\/strong><br \/>\nNata nel 1955 ad Ulm in Germania, vive attualmente a Stuttgart. Diplomata alla Staatlichen Akademie di Stuttgart nel 1986 ha al suo attivo numerosissime mostre collettive e personali in tutta Europa. Ha partecipato ai pi\u00f9 importanti simposi internazionali di pietra. Lavora soprattutto con la pietra di basalto.<\/p>\n<p><strong>Kaf<\/strong><br \/>\nNati a Napoli, ove lavorano. Di se stessi dicono : \u201cTerribilmente soli, o quasi, questi oramai ricercati artisti (Ricercati pi\u00f9 dalla Digos che dai collezionisti) continuano imperterriti nel loro maniacale impegno di diffusione di segni \u201canomali, irrequieti, talvolta inquietanti\u201d. \u201d Ciop &amp; Kaf<\/p>\n<p><strong>Kaori Kawakami<\/strong><br \/>\nNata a Tokyo nel 1980, vive e lavora tra Hitachi e Tokyo. Diplomata alla Ibaraki National Sculture University, ha realizzato sculture in ferro soprattutto a Tokyo e Osaka. Ha al suo attivo mostre in gallerie pubbliche e private in Giappone ed in Europa. Lavora attualmente con la Sudoh Art Gallery Museum di Tokyo.<\/p>\n<p><strong>Khaleghpour Nader<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Langrud-Iran nel 1947. Nel 1973 allestisce la prima mostra personale in Iran, a Tehran, presso la galleria Sullivan. Sempre nello stesso anno si trasferisce in Italia dove frequenta l\u2019Accademia di Belle Arti a Venezia. Nel 1986 espone a Milano presso la Fondazione Corrente e nel 1987 a Ferrara a Palazzo dei Diamanti. E\u2019 stato invitato a Biennali italiane e internazionali. Nel 1997 una sua opera \u00e8 acquistata dal Portland Art Museum di N.Y. Le mostre personali di Nader sono state oltre cinquanta e quelle collettive pi\u00f9 di cento. La citt\u00e0 di Padova gli ha dedicato nel 1992 una mostra personale nella Civica Galleria dei Magazzini del Sale e nel 2001 una grande mostra nelle Ex Scuderie di Palazzo Moroni.<\/p>\n<p><strong>Ria Klop<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Veenendaal, Olanda dove vive e lavora. Ha studiato alla Beeldend Kunsten Academie di Rotterdam. Ha esposto in Olanda, Germania e Slovenia. Il suo lavoro partito da astratto si \u00e8 da tempo sviluppato in un realismo che a volte arriva fino alla fotografia. Nel lavoro donato al Museo di Casoria \u201cThe Wall of My Life\u201d la realt\u00e0 e la fotografia si fondono fino ad arrivare alla installazione fotografica.<\/p>\n<p><strong>Bo\u0161tjan Lapajne<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Lubiana in slovenia nel 1972. Diplomato alla Accademia d\u2019Arte di Lubiana lavora con il video e la fotografia. Tra le sue pi\u00f9 importante mostre personali e collettive: (1999) ZDSLU Gallery, Kos Gallery, Visnja Gora Gallery, Na Produ Poljane Gallery in Ljubljana; (2000) Rihard Jakopic Gallery, Delavska Gallery in Ljubljana; (2001) Avsenik Gallery, ABB Gallery in Ljubljana and The 4th International Triennial of Small Graphic Forms in Vilnius; (2002) Imprima Gallery, Interakcija Gallery, Finzgarjeva Gallery in Ljubljana and 8th Mednarodni Festival in Maribor; (2003) Dom\u017eale Gallery in Dom\u017eale-Slovenia.<\/p>\n<p><strong>Nu\u0161a Lapajne<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Lubiana in Slovenia nel 1970 dove vive e lavora. Si \u00e8 diplomata alla Accademia di Fine Arts in Lubiana nel 1995. Realizza prevalentemente installazioni. E\u2019 membro della Associazione degli artisti sloveni (ZDSLU). Ha preso parte a molte mostre collettive e personali in slovenia e in Europa.<\/p>\n<p><strong>Barbara La Ragione<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Napoli nel 1974 dove vive e lavora. Fotografa e performer lavora a Napoli con la Galleria Umberto Di Marino con la quale ha realizzato una personale &#8220;INT.Webcam&#8221; nel 2002 ed \u00e8 stata presente a diverse fiere internazional d\u2019arte (Arte Fiera Bologna, MiArt Milano, Arco 2004 Madrid) e a Mantova con la Galleria Massimo Carasi. Nel 2001 ha partecipato alla \u201cX Biennale dei Giovani Artisti dell\u2019Europa e del Mediterraneo\u201d di Sarajevo in Bosnia\/Herzegovina.<\/p>\n<p><strong>Liz Magic Laser<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a New York e risiede a Williamsburg, Brooklyn. Diplomata alla Wesleyan University dove ha ricevuto il premio \u201cElizabeth Verveer Tishler Prize\u201d. I suoi lavori sono stati esposti al Pelican Presents and CoCA (Center on Contemporary Art in Seattle). Le sue foto sono inoltre state esposte al Office Ops in Brooklyn, Camera Club di New York e alla Fraser Gallery in Maryland. In Settembre alcune sue importanti opere sono state pubblicate sul prestigioso Frankfurter Rundschau Magazine pubblicato in Francoforte, Germania. Laser inoltre collabora a grandi progetti con altri artisti con musica, scrittura e coreografia.<\/p>\n<p><strong>Christian Leperino<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1979. Si \u00e8 diplomato alla Accademia di belle Arti di Napoli. Ha partecipato a diversi workshop \u2013 Gora Nad Ajdovscino \u2013 Slovenia e a diversi progetti di arte contemporanea all\u2019arte Fiera di Bologna e a Berlino. Tra le pi\u00f9 importanti mostre personali sono da ricordare: Gallery Lorch-Seidel, Berlino; Galleria Franco Riccardo Arti Visive in Napoli; Fabbrica Eos Gallery in Milano; Chelsea Gallery in Svezia;Importanti mostre collettive: RIPARTE in Napoli; Bologna Flash art show; Bologna Art Fair; Superstudiopiu, Milano; Torino Art Fair; Cologne Art Fair; Biennale d\u2019arte contemporanea in TRANSito \u201cLe Mutazioni\u201d; Roma. Ha vinto l\u2019importante premio \u201cArt Fair Under 30\u201d in Bologna; Confindustria-ANM in Napoli ed il Premio Suzzara di Mantova. Come artista performer ha esposto a Milano, Berlino, Laufen, Napoli e Roma. Realizza anche videoart.<\/p>\n<p><strong>Ma Lin<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Wu-Han in Cina nel 1961. Diplomato alla Arts Academy di Wu-Han e in Arte alla Academia di Bologna attualmente vive e lavora a Roma. Ha partecipato a numerosi ed importanti mostre personali e collettive: Palazzo Ducale; Young Museum di Revere; Galleria Forni, Bologna; Chines Artist, Contemporary Art Museum in Ravenna; Linguaggio del Sud; Museum of Canton; Cover 2000, Galleria di Arte Moderna di Termoli.<\/p>\n<p><strong>Joan Llacer<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Borriana-Valencia nel 1947, vive e lavora a Toledo. Professore di ceramica presso diversi istituti spagnoli tra cui l\u2019 Escuola Superior de Cer\u00e1mica de la Moncloa di Madrid, ha tenuto inportanti conferenze in Spagna e nel mondo. Vincitore di numerosi premi internazionali di scultura e ceramica ha esposto nelle maggiori fiere d\u2019arte internazionali (Arco, Madrid \u2013 Artefiera, Bologna \u2013 Lineart, Gant \u2013 Fiac, Parigi \u2013 Londonart, Londra \u2013 A.I.C., New York) nonch\u00e9 in importanti gallerie e musei d\u2019arte in Giappone ed in Europa (Galer\u00eda Matsutya, Tokyo \u2013 Museo de Arte Contemporaneo, Madrid \u2013 Biennale Internazionale de El Cairo, Egitto).<\/p>\n<p><strong>Macro<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1982 ha frequentato il liceo artistico e attualmente \u00e8 iscritto all&#8217;Accademia di belle arti di Napoli. Ha partecipato a diverse collettive (nel 2003 presso la galleria Spazio Arte di Napoli, nel 2004 con i finalisti del &#8220;Premio Arte&#8221; a Milano).<\/p>\n<p><strong>Christoph Mancke<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Sch\u00f6necken \u2013 Germania nel 1953, ha studiato in FH Dortmund. Scultore di fama internazionale ha ricevuto importanti e numerosi premi: Landkreises Trier-Saarburg, Stadt Frankenthal, Kleinplastikbienale Hilden. Landes Rheinland-Pfalz scholarship. Membro del German Werkbund ha partecipato a numerosissimi simposi in Germania, Polonia, Canada e Cina nei quail realizza sculture monumentali. Ha esposto in diverse personali e collettive in tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>Mayerle Manfred<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Monaco in Germania nel 1933 dove attualmente vive e lavora. Diplomato alla Akademie of Bildende Kunst di Munaco ha successivamente studiato a Firenze. Ha partecipato a numerosissime mostre personali e collettive tra le quali sono da annoverare: 1981 Deplana Gallery, Berlino; 1984 Einzelausstellung Galerie, Regensburg; 1988 International Triennial der Zeichnung Breslau Polonia; 1991 Kultur and Museumsverein Kuenburgew\u00f6lbe Werfen, Austria; 1997 Galerie K\u00f6nigstra\u00dfe in Dresden; 2000 Galerie B\u00fchler, Bodingen; 2001 Biennale Cairo-Egitto; 2002 Galerie Kemper, Monaco; 2005 Gallery Metaphor, New York.<\/p>\n<p><strong>Antonio Manfredi<\/strong><br \/>\nNato a Casoria nel 1961, artista concettuale, espone le sue opere di scultura, pittura e fotografia principalmente all\u2019estero. Sue opere monumentali in marmo, ferro e legno sono presenti in Cina, dove lavora da diversi anni ed in Europa. Lavora con prestigiose gallerie private in Italia e all\u2019estero. Ha al suo attivo pi\u00f9 di 200 tra personali e collettive. Tra le pi\u00f9 importanti mostre: Arcade Cambronne a Parigi nel 1989, Study Center Larson di Hadson (NY) e al Palazzo dei Congressi di Roma nel 1990, al Maschio Angioino di Napoli nel 1993, alla Galleria Art Actuel a Liege-Belgio nel 1995, al Ethnographic Russian Museum di San Petersburg-Russia nel 1996, al Young Museum di Mantova nel 1997, al Gersheim Sculpture Museum di Saarbrucken-Germany nel 1998, nel Palazzo della Cultura della Citt\u00e0 del Vaticano e alla Reggia di Caserta nel 2000, al Museo di Arte Contemporanea della Casina Pompeiana a Napoli e alla Galleria Fabbrica Eos-Milano nel 2002, alla Galleria Arts Meeting Point di Atene nel 2003, al Contemporary Art Gorenjski Muzej, Kranji-Slovenija e alla Galerie Beukers di Rotterdam-Olanda nel 2004. E\u2019 il curatore del Progetto triennale per la realizzazione del Casoria International Contemporary Art Museum.<\/p>\n<p><strong>Jannis Markopoulos<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato in Grecia nel 1961. Vive e lavora a Berlino in Germania. Ha studiato arte al College of Arts in Thessaloniki, Grecia e all\u2019 Universit\u00e0 d\u2019 Arte di Berlino. Lavora principalmente con il video, performance ed installazioni. Le sue pi\u00f9 importanti mostre sono: 1998 Biennial of Dakar-Africa e New National Gallery of Art di Berlino-Germania, 2001Fuller Museum of Art Brockton-USA and 1\u00b0 International Biennial di Austria: 2nd prize, 2003 SWR Gallery Stuttgart-Germania e Gallery Luke &amp; a London, 2004; Circulo de Bellas Artes in Madrid, Gallery Dolores Sierra in Madrid, Liverpool Biennial, London Biennial e Peloponnesus Project in Grecia.<\/p>\n<p><strong>Nikolaj Ma\u0161ukov<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Krasnojarsk in Russia nel 1956. Diplomato alla Krasnojarsk Academy of Art di Mosca \u00e8 membro del Russian Art Group Moved di Mosca fin dal 1989. Lavora prevalentemente con acrilico su tela e ha realizzato pi\u00f9 di 40 mostre personali.<\/p>\n<p><strong>Ke\u010do Mensud<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Foca, in Bosnia e Erzegovina, nel 1957 ed ha frequentato la Scuola di Arti Applicate a Sarajevo. Nel 1980 si e&#8217; diplomato presso l&#8217;Accademia di Belle Arti dell&#8217;Universita&#8217; di Sarajevo. Attualmente e&#8217; professore di Arti Applicate presso la Scuola d&#8217;Arte locale. E&#8217; presidente dell&#8217;Associazione degli Artisti della Bosnia e Herzegovina. Ha vissuto per un periodo in Inghilterra ed ha partecipato a numerose esposizioni sia nel suo paese che all&#8217;estero. Ha al suo attivo circa 40 mostre personali ed oltre settanta collettive. Ha partecipato inoltre a numerosi simposi e workshops all&#8217;estero. Mensud vive e lavora a Sarajevo.<\/p>\n<p><strong>Manolo Messia<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Ja\u00e9n, Andaluc\u00eda in Spagna nel 1951. Vive e lavora a Noja, Cantabria. Artista poliedrico lavora con la pittura, scultura, immagini digitali, scenografia, oggetti ed installazioni. Si \u00e8 formato alla scuola del C\u00edrculo Bellas Artes di Madrid, alla Escuela de Artes y Oficios de Madrid, alla Universidad de Vincennes, Fac. de Beaux Arts. di Parigi, IFICT di Lisboa e al Laboratorio delle Arti Scheniche di Chieti, (Programa Caleidoscopio). Ha realizzato 21 mostre personali e pi\u00f9 di duecento collettive. Dal 1982 al 2001 \u00e8 stato Professore al El P. M. C. di M\u00f3stoles-Madrid, al Ministerio de Educaci\u00f3n (P. E. de F.P. y C.P.R.), alla Comunidad de Madrid e alla Junta de Castilla e di Le\u00f3n. Da 12 anni \u00e8 membro della Junta Directiva de la Asociaci\u00f3n de Artistas di Madrid e attualmente e il Direttore e commissario di SIANOJA.<\/p>\n<p><strong>Penka Mincheva<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Karlovo, Bulgaria nel 1979. Vive e lavora a Sofia in Bulgaria. Ha conseguito diplomi e master in diverse discipline artistiche tra le quali quella al &#8220;The National Academy of Arts Ceramics&#8221;. Ha partecipato alla 1th Biennial for Young Artists &#8220;Image of Violence\/Violence of Image&#8221; &#8211; &#8220;Carturesti Gallery&#8221; &#8211; Bucharest, Romania e al 48th International Meeting of Arts &#8220;Slika &#8211; 2004&#8221; &#8211; Ecka, Serbia and Montenegro. Nel 2004 \u00e8 stata invitata all\u2019 International Exhibition of 2th Art Festival &#8220;NEXO&#8221; &#8211; Art Center &#8220;Circulo De Arte&#8221; &#8211; Toledo, Spain.<\/p>\n<p><strong>Helmut Morawets<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Leoben in Austria nel 1948. Vive e lavora a Salisburgo. Tra le principali mostre: 1983 Galerie Klinger; 1989 Graz, Minoritengalerie; 1991 Wien, Galeriecafe Wien; 1992 Arnfels, Galerie Klinger; 1993 Graz, \u201ceast meets west\u201c Minoritengalerie Beteiligung; 1995 Salzburg, Ausstellung Bank Austria; 1996 M\u00fcnchen, Galerie Freiraum;1999 Berchtesgadener K\u00fcnstlerbund Fr\u00fchjahrsausstellung; 2000 Leipzig, Alte Nicolaischule; 2001 M\u00fcnchen, Galerie Freiraum; 2002 Wien-Haus Wittgenstein, Zagreb-Kroatien City Hall Gallery, Berlin-Lithowerkstatt Treptow, Zadar-Kroatien Galerie Captains Tower; 2003 M\u00fcnchen-Haus der Kunst Jahresausstellung K 03, M\u00fcnchen-Galerie Freiraum; 2004 Elixhausen-Galerie in der Bibliothek.<\/p>\n<p><strong>Aghim Muka<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Fieri in Albania nel 1965, ha studiato Belle Arti nella scuola d\u2019arte di Valona dove ha insegnato per alcuni anni. Nel 1991 si e\u2019 trasferito in Grecia e dal 1995 a Milano dove attualmente vive e lavora. Aghim Muka \u00e8 una figura poliedrica e difficilmente classificabile. Non si esprime solo attraverso la pittura, la sua ricerca spazia dalla pittura alle installazioni, dal video alla scultura, alle performance. Ha realizzato diverse mostre personali e collettive. Lavora a Milano con la galleria Movimento Arte Contemporanea con la quale ha realizzato numerose personali. E\u2019 stato ultimamente segnalato al 43\u00b0 Premio Suzzara.<\/p>\n<p><strong>Mihoko Nakahara<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Okayama in Giappone nel 1951. Diplomata al Tokyo Woman\u2019s Christian University, B.A. ha realizzato numerose mostre personali: Fine Art Exhibition in Tama, Tokyo; Gallery UP\u00b4S Tokyo; Fuchn Art Museum Citizen\u2019s Gallery Tokyo; Gallery DODO Tokyo; Studio Piamonte 12, Madrid. Nei suoi lavori utilizza diversi media.<\/p>\n<p><strong>Mira Narobe<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Sydney in Australia nel 1967. Attualmente vive e lavora a Lubiana in Slovenia. Completati gli studi alla scuola di Designer a Lubiana nel 1987 si \u00e8 diplomata alla Faculty of Education \u2013 dipartimento arte &#8211; nel 1993 con il professor H. Gvardjan\u010di\u010d. Ha studiato arte a Parigi nel 1998. E\u2019 membro dell\u2019 Union of Slovenian Fine Arts Associations fin dal 1993. Ha realizzato numerosissime mostre in tutta Europa.<\/p>\n<p><strong>Lindsey Nobel<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata negli stati Uniti d\u2019america dove vive e lavora tra New York e la California. Il lavoro di Nobel \u00e8 incentrato sulla pittura e sulle installazioni al quale applica tecnologia e scienza in una luce assolutamente nuova e particolare. Nobel ha studiato arte alla University of California Santa Cruz, al Royal College of Art a London e al Museum school a Boston. Nobel ha avuto due importanti personali con Sol Lewitt a New York City. Ha esposto a New York City, Miami, Los Angeles e in tutta Europa.<\/p>\n<p><strong>Bonnie Onderwaater<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Olanda dove vive e lavora. Ha partecipato a numerose esposizioni in Schiedam, Utrecht, Vlaardingen, Delft e al Stedel\u00ffk Museum nel 2000. Nei suoi lavori prevalentemente pittorici porta in primo piano esperienze di vita vissuta. Recentemente utilizza anche diversi oggetti che mirabilmente inserisce sulle tele.<\/p>\n<p><strong>Milena Ouzounova<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Bulgaria nel 1972. Si \u00e8 diplomata alla academia Nazionale di Arte di Sofia dove attualmente vive e lavora. Tra le sue maggiori mostre personali: \u201cTrans Art\u201d Project &#8211; \u201cBresan\u201d Gallery, Split, Croatia; \u201cStudio 11\u201d, Sofia; \u201cWood and Paper\u201d &#8211; \u201cKadinovi\u201d Gallery, Sofia; ha preso parte a numerosi workshop e simposi a \u201cO.B.R.A.\u201d Cruce Gallery, Madrid, Spain; \u201cIwano Project\u201d \u2013 work shop, Novi Sad, Serbia and Montenegro ; \u201cMaestral\u201d International Symposium- Split, Croatia; \u201cWater Techniques\u201d &#8211; \u201cShipka 6\u201c Gallery, Sofia; \u201cRounded, Flat, Sharply\u201d &#8211; \u201cGaia\u201d Gallery, Sofia; \u201cTrans Art\u201d &#8211; Plano, Croatia; \u201cMaestral\u201d International Symposium- Kastel Lukshich, Croatia; \u201cThe Small Format\u201d First Biennial &#8211; Pleven, Bulgaria; Barzia \u2018\u201d Symposium on Wood Sculpture \u2013 Bulgaria. Molte sue opera sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Bulgaria, Belgio, Germania, Svizzera e croazia.<\/p>\n<p><strong>Bruno Paladin<\/strong><br \/>\nNato a Fiume, in Croazia nel 1951, dove vive e lavora. Pittore per vocazione, ha indirizzato l&#8217;energia interiore all&#8217; atto creativo. Il risultato sono delle realizzazioni figurative che meritano attenzione, sia dagli appasionati come da conoscitori d&#8217;arte. I numerosi premi e riconoscimenti ottenuti gli hanno assicurato un posto nelle piu&#8217; recenti enciclopedie d&#8217;arte. Sue opere si trovano in numerose collezioni e gallerie d&#8217;arte contemporanea in Croazia e all&#8217;estero. Oltre che di pittura, si occupa di grafica, design, scenografia, creazione di burattini e maschere. Dal 1976 ha esposto in una cinquantina di mostre personali e circa trecento mostre collettive in Croazia e all&#8217;estero. Ha partecipato a numerosi simposi in Croazia e all&#8217;estero.<\/p>\n<p><strong>Michael Panayiotis<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Cipro. Si \u00e8 diplomato al Queens College di New York. MFA (Pittura) e al Moscow Academic Art Institute V.I. Surikov, Mosca, Russia. Tra le sue pi\u00f9 importanti mostre personali sono da ricordare: Diatopos Contemporary Art Centre, Nicosia, Cipro; Gallery Argo, Nicosia, Cipro; Werk Hall Siemens, Leipzig, Germania; Caelum Gallery, New York; Diaspro Art Center, Nicosia, Cipro; Theatro ENA Gallery, Nicosia, Cipro. Tra le maggiori mostre collettive: &#8216;Idiosystasies&#8217;, Diatopos Center of Arts, Nicosia, Cipro; Art Symposium Noise Crossings, Cipro \u2013 European Union Festivities; Old Nicosia streets, Cipro; &#8216;The languages of gender&#8217;, organizzato dalla Universit\u00e0 di Cipro, SPEL building, Nicosia, Cipro; Europaseminar, Branderboug, Germania.<\/p>\n<p><strong>Sibylle Pasche<\/strong><br \/>\nNata a Lucerna in Svizzera nel 1976. Vive e lavora tra Zurigo e Carrara. Scultrice di fama internazionale \u00e8 membro dell\u2019Associazione degli artisti Svizzeri. Ha partecipato negli ultimi anni a numerosi simposi internazionali di Scultura (Simposio Internazionale di Scultura Fordongianus, Sardegna 2004; Wilhelmshaven, Germania 2004; Palma de Mallorca, Spagna 2002 ; Saint-Jean de Maurienne, Francia 2000 ; Carrara, Italia 1999). Sue opere sono installate in numerosi spazi pubblici in Europa. Tra le pi\u00f9 recenti personali sono da annoverare quelle svolte nella K\u00fcnstlerhaus am Lenbachplatz, Monaco di Baviera-Germania; Galerie au Paon, Avenches-Svizzera ; Galerie im Hof, Baar-Zagabria; Privatbank Reichmuth &amp; Co., Luzern.<\/p>\n<p><strong>Gloria Pereda<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Santander in Spagna nel 1966. E\u2019 diplomata al San Fernando in Madrid University e ha studiato alla Akademia der Bildende Kunst in Munich. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive a: Santander; Palacio del Albaicin in Neja; 70 Sal\u00f3n de Oto\u00f1o, Madrid; SEC University in Segovia.<\/p>\n<p><strong>Massimo Pianese<\/strong><br \/>\nNasce a Napoli nel 1979 dove vive e lavora e dove si \u00e8 diplomato in scultura presso l\u2019Accademia delle Belle Arti. Video artista, pittore e scultore ha preso parte a numerose mostre e rassegne d\u2019arte nazionali ed internazionali. Milano Film Festival, 2001 &#8211; Festival Europeo della Comunicazione Audiovisiva Breve, Citt\u00e0 della Scienza, Napoli -Rassegna Internazionale del Cortometraggio \u201c, Milano 1999 &#8211; Les Troph\u00e8es de la Couleur \u201c, Lefranc &amp; Bourgeois, Francia 1999).<\/p>\n<p><strong>Ivan Piano<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1975. Lavora prevalentemente nella produzione di video. Tra le sue pi\u00f9 importanti mostre: Galleria Pagea Arte Contemporanea, Angri; A History of (Work in progress), Galleria A.O.C.F. 58, Roma; Rosso d\u2019Autore, Sala Michelangelo a Costantinopoli, Napoli; FOTOACCAD_04, Istituto Cervantes, Napoli ; Incontri sulla Fotografia Napoletana Contemporanea, Acc. Belle Arti Napoli; Premio Mario Razzano per giovani artisti; Museo del Sannio e Rocca dei Rettori, Benevento; Anteprima Napoli &#8211; XIV Quadriennale in Roma, Palazzo Reale, Napoli; And his filmography: E. Pinto, Quarta P@rete, VHS, 2000.<\/p>\n<p><strong>Alberto Ponticelli<\/strong><br \/>\n(Ponti) vive e lavora a Milano, comincia la sua avventura a fumetti grazie a Graziano Origa con il quale disegna Videomax e incontra gli altri membri dello Shok Studio, con i quali produce e disegna \u201cEgon and Dead or Alive\u201d distribuiti successivamente anche negli Usa con la Dark Horse Comics. Collabora a varie riviste americane e e realizza una miniserie (\u201cSam and Twitch&#8221; scritta da Brian Bendiss per la Image di Mc Farlane). Da li in poi lavora in Marvel (Marvel Knights, Blade, Captain America ecc), Dark Horse (Lone), Dc Comics (Lobo) e Image (Sharky) e successivamente in Francia con Delcourt (Starlight), Les Humanoides (Stellaire) e Semic (Wall after wall).<\/p>\n<p><strong>Robert Primig<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato in Austria nel 1951 dove ha studiato. Ha realizzato numerosissime mostre personali: Galerie an der Stadtmauer, Villach (A) ;Cankarjev dom, Ljubljana (SLO) ;Galerie Holzer, Villach (A) ; DE-Galerija, Murska Sobota (SLO) ; Stadttheater Klagenfurt (A) ;Galerija Insula, Izola (SLO);Galeria Palazze Lantieri, Gorizia (I); Galleria L&#8217;imagine ineltre, Potenza (I) :Galleria TK, Trieste (I) ;K\u00fcnstlerhaus, Kleine Galerie, Klagenfurt (A);Pilonova Galerija, Ajdovscina (SLO) ;Kongresshaus, Europasaal, Salzburg; Mestna Galerija, Ljubljana (SLO) ;Umetnostna Galerija, Maribor (SLO) ;Dolenjski muzej, Novo Mesto; Galerie Alte Burg Gm\u00fcnd (A) ;Aula, Kaposvar (H) ;Fundernevum, St. Veit (A) ;Galerija Preseren hisa, Kranj (SLO) ;Kulturforum, Innsbruck (A) . And has participated in various International Symposiums: Pohorje\/ Maribor (SLO);Areh POOArt\/ Maribor (SLO);Duine (I);Zakojca (SLO);Monfalcone (I);Gm\u00fcnd (A) Vipavski Kriz\/ Ajdovscina (SLO);Grad Mokrize\/ Vas (SLO);Paradise\/ Pocenia (I);Hum\/ Nova Gorica (SLO).<\/p>\n<p><strong>Raffo<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Napoli nel 1979 diplomato all&#8217;istituto d&#8217;arte sta terminando gli studi all&#8217;accademia di belle arti di Napoli. Nel 2002 ha tenuto un corso sul graffitismo; Oltre ad aver partecipato a diverse collettive, lavora per emittenti locali e come scenografo per set fotografici.<\/p>\n<p><strong>Robot Inc 2501<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Milano dove vive e lavora.\u2026\u2026.quando si consultano i testi dei documenti ,si apre una nuova sessione di ricerca, che occorre chiudere per ritornare alla scheda dei lavori preparatori\u2026.(Robot Inc2501)<\/p>\n<p><strong>Marie-Fran\u00e7oise Rouy<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Tolosa nel 1953, vive e lavora tra Parigi e la contea basca. Lavora prevalentemente con il cemento con il quale realizza le sue sculture. Utilizza inoltre questo elemento con I pigmenti colorati realizzando piccolo e grandi sculture per spazi pubblici e private. Ha realizzato moltissime mostre personali e collettive principalmente a Parigi.<\/p>\n<p><strong>Titti Sarpa<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Napoli nel 1977 dove vive e lavora. Diplomata in pittura all\u2019Accademia di Belle di Napoli si dedica principalmente alla fotografia, alla installazione e all\u2019incisione. Invitata a numerose mostre in Italia il suo lavoro verte sull\u2019identit\u00e0: un raccontarsi dissacratorio e ironico in immagini dove il vissuto \u00e8 filtrato dalla memoria di una bambolina di stoffa, attraverso cui identificarsi e riconoscersi con vena ludica, per ritrovare il mondo trasognato dell\u2019icona infantile. La ricerca spasmodica della comunicazione attraverso gesti e situazioni quotidiane, la ricerca di s\u00e9 e dell\u2019altro da s\u00e9, avviene talora in uno status di reincanto, talora di disincanto.<\/p>\n<p><strong>Ulf Saupe<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato in Germania, ha studiato Comunicazione visuale e arte a Kassel al Glasworkshop Marihnia Grande in Portogallo e al Socrates Compultense in Madrid, Spagna.Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive: Alstom Art Project, Kassel ; \u201cAus Lust und Laune\u201d, Welde-Kunstausstellung, Schlo\u00df Schwetzingen ; \u201cWerke; E-Werke, Wasserwerke und Schauwerke\u201d, Kunsthalle Villa Kobe, Halle Saale ; \u201cWhile\u201d, K\u00fcnstlerhaus Bergedorf e.V. im Rahmen der Phototrienale, Hamburg ; \u201cExperimente der Fotografie\u201d, Kunsthalle Roter Ochse, Erfurt \u201cKunstsequenzen\u201d, K\u00fcnstlerhaus e.V. G\u00f6ttingen ; Cruze, Madrid ; \u201cNexo\u201d, Toledo ; \u201cIm Schatten der Photographie\u201d, Galerie Lumas, Berlin.Publications: &#8211; Prisma, \u201cDevolvement of Perspective in Photography\u201d 2002 &#8211; Photography and Art, Class of experimental Photography in Kassel. 1972-2002 Floris Neus\u00fcss, page 156-158 &#8211; El Rapto de Europe, Encultura 2004 &#8211; Month of Photography in Berlin, 2004.<\/p>\n<p><strong>Raquel Schwartz<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Bolivia dove vive e lavora. E\u2019 diplomata al Barbara-CA, USA e al Wizo School of design in Israele. Una selezione delle sue importanti e numerose mostre personali: \u201cTela , papel , tijera &#8221; Oxigeno Fine Arts: Santa Cruz, Bolivia; &#8220;Fragments of culture and spirit&#8221;, Evan Gallery: New York, USA; Bodies&#8221;, Recoleta Cultural Center: Buenos Aires, Argentina &#8220;Humani Corpuris Fabrica&#8221;, Gabriela Mistral Gallery: Santiago, Chile; &#8220;Image&#8221;, Oxigeno Fine Art: Santa Cruz, Bolivia; &#8220;The Long Count&#8221;, Los Tajibos Gallery: Santa Cruz, Bolivia; &#8220;Sensations of Autumn&#8221;, Oxigeno Fine Art ; &#8220;On Skin and Dress\u201d, Contemporary Art Museum: Santa Cruz, Bolivia. Ha inoltre partecipato a numerose collettive in Corea, Cile, Messico, Bolivia, New York, Argentina, Venezia (\u201cOpen 2002 \u201cImaginaire Feminin\u201d), Paraguay Germania, Spagna e Venezuela.<\/p>\n<p><strong>Maria Grazia Serina<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Crema nel 1969. Le sue principali mostre: \u201cOpera Prima\u201d nel Centro Culturale di S. Agostino, Crema; Galleria Mosaico in Chiasso; Galleria Acquifante di Busto Arsizio; That\u2019s Amore di Milan Space; Hora Artis in Novara; Milano Art Fair. Ha anche realizzato dei grandi murales per il Salone del mobile di Milano e ad Hannover. E\u2019 stata selezionata ed invitata a partecipare al Premio morlotti e al Concorso La Fenice di Venezia.<\/p>\n<p><strong>Natalie Silva<\/strong><br \/>\nLavora con la pittura e con le installazioni. Lavora tra Milano e la Riviera romagnola. Ha studiato all\u2019Universit\u00e0 del Maryland e alla Bocconi di Milano. Ha disegnatrice ha realizzato 4 dei pi\u00f9 interessanti ed innovativi bar e ristoranti di Milano -Caf\u00e8 India, Lelephant, Milch, Beige-. Silva ha partecipato a numerosissime mostre personali e collettive ed espone regolarmente alla International Art Basel di Miami. Ha recentemente esposto alla Galleria Lia Rumma di Milano, alla Fondazione Mudima Merci in Locarno \u201cThe Narcisism of the Artist\u201d-Svizzera, al Film Festival Internazionale di Napoli, Workshop in Venezia con Rikrit Tiravanija, Pierre Huygee and Andres Perrone. Nel mese di Aprile 2005 ha realizzato una sua personale al Museo Internazionale di arte Contemporanea di Ventimiglia.<\/p>\n<p><strong>Kamen Simov<\/strong><br \/>\nNato a Sofia in Bulgaria nel 1968 \u00e8 Professore all\u2019Art Accademy di Sofia. Scultore di fama internazionale con all\u2019attivo numerose mostre personali e collettive \u00e8 attualmente il Segretario Artistico dell\u2019Unione degli Artisti Bulgari. Realizza opere soprattutto in legno ed ha partecipato ai pi\u00f9 importanti Simposi internazionali di scultura in legno. Tra le pi\u00f9 importanti mostre e simposi realizzati sono da ricordare: Plovdiv Fair of Arts Oosterholt-Olanda in 1996, Wood-carving to the Union of Bulgarian Artists to Sofia in 1997, Masters Gallery di Sofia nel 1999, VIth International Wood Sculpture Symposium in Brienz- Switzerland in 2000, Central European Symposium of Fine Arts in Talia-Hungary in 2002.<\/p>\n<p><strong>Irmelin Slotfeldt<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Oslo, attualmente vive e lavora a Padova. Ha studiato pittura a Parigi, Oslo e Roma. Nel 1959 debutta al H\u00f6stutstillingen di Oslo, dove partecipa anche nel 1961. Dal 1978 si dedica anche alle grandi pitture murali, di particolare interesse nel 1978 quella a Teheran e nel 1993 quella nella sede delle Poste Centrali spagnole a Madrid. Tra le principali mostre collettive sono da annoverare quelle a Napoli, nel 2001 \u201cVele d\u2019Artista\u201d al Castel dell\u2019Ovo e nel 2002 \u201cNOI\u201d nell\u2019Istituto Francese organizzate dall\u2019Associazione degli artisti napoletani \u201cSole Urbano\u201d. Tra le principali mostre personali: 1960 Oslo-Kunstnerforbundet, 1960 Drammen- Kunstforening, 1962 Madrid-Galleria Nebli, 1965 Milano-Galleria Sebastiani, 1966 Venezia-Galleria il Traghetto, 1977 Anzere (Svizzera)-Salon des Masques, 1981 Milano-Galleria dei Bibliofili, 1985 Padova-Centro d&#8217;Arte Villa Contarmi, 1985 Oslo-Kunstforening, 1990 Wien-Istituto Italiano di Cultura, 1991 Padova-Galleria la Chiocciola, 1994 Montagnana-Galleria Comunale, 1997 Villa di Stra (Museo Nazionale) Venezia, 2002 Venezia-Museo Storico Navale, 2003 Ris\u00f8r (Norvegia).<\/p>\n<p><strong>Ale Staffa<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Verona nel 1959, vive e lavora a Bassano del Grappa (VI). Ideatore della SGORBIO ART nel 1982 con lo slogan &#8221; Idee Zeero, Conteenuti Meeno&#8221;, ha prodotto fumetti ipercolorati e dissacratori, illustrazioni con tecniche eterogenee, progetti grafici per aziende, associazioni culturali, centri sociali, rassegne d&#8217;arte, riviste, gruppi musicali, quadri e disegni in varie dimensioni:<br \/>\nGreen Peace, ArciNova, Amnesty International, LILA Cedius, Lagambiente, Centro Sociale Leoncavallo, TuttoMusica\/Mondadori, MTV, VideoMusic, Odeon Tv, Lupo Alberto Almanacco, Il Manifesto, L&#8217;Espresso Musica\/Republica. Dal 1990 \u00e8 stato ideatore e art director di alcune tra le pi\u00f9 caratteristiche pubblicazioni d&#8217;immaginazione Underground (Bzz, Trib\u00f9, Iterzona, AlterVox, AgitPOP, Brr!). Soui videocartoons, realizzati in collaborazione con Tibor Fabian, sono stati proiettati in alcuni festival, tra cui: Polyphonix 40 ( Centre Pompidou Parigi), Cartoombria (Mostra Internazionale delle immagini).<\/p>\n<p><strong>Kim Tae-jun<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Chang-Heung in Corea nel 1963. Ha studiato alla Humbolt University; alla Hochschule di Berlin e all\u2019 Art Academie di Kassel dove attualmente vive e lavora. Ha partecipato ad importanti eventi artistici quali Hofmann-Projekt, Obernburg\/Main e Rathaus-Projekt, Kassel. Tra le sue pi\u00f9 importanti personali: Praesentation von Neuerwerbung in Museum Aschaffenburg; Skulpturengarten Daemonen Mensch &#8211; Mensch Goetter\u00d2, Meiningen (K); Presentation of Neuerwerbung in Museum Aschaffenburg; Skulpturengarten \u00e3Daemonen Mensch &#8211; Mensch Goetter\u00d2.<\/p>\n<p><strong>Suo Tan<\/strong><br \/>\nNato a Pechino-Cina nel 1962 vive e lavora tra Handan (Hebei) e Pechino. Professore al Design Center of Central Academy di Pechino, lavora principalmente con il marmo e la ceramica realizzando grandi sculture monumentali in tutta la Cina. Ha partecipato a tutti i maggiori simposi di scultura e ceramica in Cina. Sue opere sono presenti in molti musei pubblici.<\/p>\n<p><strong>Tatiana<\/strong><br \/>\nHa al suo attivo diverse collaborazioni, in diversi media. Il suo lavoro nasce dal fumetto, per evolversi successivamente nella pittura e nel video. Lavora molto sulla performance video dal vivo realizzando vari spettacoli audio-video con vari musicisti. Tra il 1999 e il 2004 produce una serie di corti in animazione e stop motion. Ha collaborato con la casa editrice indipendente &#8221; Shok Studio &#8221; ( 1995\/1999 ),con il gruppo video &#8221; Sun Wu Kung &#8221; ( 2000\/2002 ) e con il collettivo di artisti &#8220;BOX&#8221; (2002\/2003).<\/p>\n<p><strong>Li Tianyuan<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato Shangyuan in Cina nel 1965 dove vive e lavora. E\u2019 Professore presso l\u2019 Art Institute University di Qinghua. Le pi\u00f9 importanti mostre personali sono: (1989) The 7th National Art Exhibition, Jiangsu Museum; (1990) Chinese Contemporary Art, Artland Gallery, Stati Uniti; (1992) International Art Biennial, The United Emirates; Chinese Historical Museum and Hong Kong; \u201cLi Tianyuan and Zhao Bandi Painting Exhibition\u201d Tiand space Pechino; (1993) One-man show of Li Tianyuan Painting Exhibition, Cina National Art Gallery, Pechino; \u201cMAO\u201d Painting Exhibition, East Village Art Gallery, New York (U.S.); (1994) Chinese Contemporary Oil Painting Exhibition, University Art Museum, Hong Kong; Havana Biennial, Havana-Cuba; (1995) Chinese Oil Painting From Modernism to Post-modernism, Brussels-Belgio; Exhibition, Goetburg Art Museum, Svezia; (1996) Yanhuang Art Museum, Pechino; (1997) In and Out, Lu Mingde Art Gallery, Singapore; (1998) International Art Exhibition, Parigi International Art Community, Francia; Yun Feng Art Gallery, Pechino; (1999) Art Works Exhibition, J Gallery, Hong Kong; (2001) Sino-German New Media Art Exhibition, Loft New Media Art Space, Shanghai; (2002) Asia Biennial, Bangladesh; Chinese Plastic Art Exhibition, Cairo-Egitto; Pingyao International Photography Exhibition, Shanxi; Asian Art Exhibition, Arabia Saudita; (2003) Xray Art Center Pechino.<\/p>\n<p><strong>Yoshie Tonegawa<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Giappone nel 1964. E\u2019 diplomata al Tama Art University nel dipartimento di pittura. Nei suoi lavori utilizza diversi media, dalla pittura alla pietra all\u2019argilla. Tra le principali mostre: Muse Kara Kara, Kanagawa; Sudo Art Museum, Tokyo; Gallery Klammer, Tokio; Klein Blue Gallery, Tokyo; Shonandai Gallery, Kanagawa.<\/p>\n<p><strong>Cristina Treppo<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata a Venezia nel 1968. E\u2019 diplomata alla Accademia delle Belle Arti di Venezia. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive a Udine, alla Libreria Mondadori, S. Marco, Venezia; all Fondazione Bevilacqua La Masa, Venice; Palazzo della Permanente, Milan; Accademia delle Arti del Disegno, Florence; Biblioteca Casanatense, Roma.<br \/>\n<strong>Filippos Tsitsopoulos<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato ad Atene nel 1967. Si \u00e8 diplomato all\u2019 Honor\u2019s Degree in Fine Arts con il professor V. Dimitreas, e alla Thessaloniki University. Ha studiato \u2018Action Painting\u2019 al C\u00edrculo de Bellas Artes di Madrid e alla Complutense Fine Arts University di Madrid. Una selezione delle sue principali mostre personali e collettive sono: \u201cDrop natures on the water \u201c Liverpool Bienalle Proyects. Cruce space, Madrid. \u201cA drop of dust a grain of water\u201d Berliner Kunst Project. Berlin; \u201c Sweet Dumpness\u201d Stigma gallery . Athens; Circulo de Bellas Artes, Madrid;Dolores Sierra Gallery, Madrid; Griechische Kulturstiftung Zweigstelle Berlin; \u201d. Projects for The Actual Art Park of Tempus Arti. Flandres, Belgium; Project. Art Forum Vilka Gallery. Thessaloniki; and a selection oh his group exhibitions:\u201cLight lament\u201d Red Gallery London; \u201cEros Arrows\u201d The fountry London Bienalle cur.Marisol Cavia; Stigma gallery ARCO 2004; Dollores de Sierra Gallery.Madrid ;\u201cRape of Europe\u201d Luke &amp; A Gallery. London. Il suo lavoro \u00e8 incentrato sul video e sulla fotografia.<\/p>\n<p><strong>Etko Tutta<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Postumia, in Slovenia, nel 1961. Ha studiato Arti Figurative con indirizzo pedagogico presso l&#8217;Accademia a Lubiana (Slo), dove si e laureato nel 1985. Ha insegnato per diversi anni nelle scuole di Nova Gorica (Slovenia). Attualmente si dedica, oltre alla pittura e scultura, alla grafica e Computer Art. Ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive in Austria, Croazia, BiH, Italia, Spagna e Slovenia. E&#8217; il presidente dell&#8217;incontro internazionale d&#8217;Arte MMMArt (Medana-Slovenia).<\/p>\n<p><strong>Klavdij Tutta<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Postojna in Slovenia nel 1958. Diplomato alla scuola di Designer di Lubiana e in seguito all\u2019 Accademia d\u2019Arte di Lubiana lavora con molti media come la pittura, la grafica e gli oggetti. E\u2019 il curatore e l\u2019organizzatore del workshop internazionale \u201cSlovenia open to art\u201d che si svolge Sinji Vrh fin dal 1993. Dal 1981 \u00e8 membro della Society of Slovene Visual Artists. Vive e lavora in Nova Gorica e Kranj. Ha realizzato pi\u00f9 di 100 mostre personali e circa 300 mostre collettive in Slovenia e in tutta Europa. Ha anche ricevuto moltissimi premi internazionali di pittura a Ljubljana, Barcellona, Seul, Cadaques, L\u00f3d\u017a e Villac. Nel 1992 \u00e8 stato eletto presidente della Associazione degli artisti Sloveni.<\/p>\n<p><strong>Two Four Two<\/strong><br \/>\nArt group \u00e8 formato dagli artisti ciprioti Costas Mantzalos e Constantinos Kounnis. Questi due artisti provenienti da due diverse formazioni culturali, l\u2019uno artista visuale e l\u2019altro architetto, hanno unito le loro diverse esperienze per la realizzazione di opere di grande impatto socio-culturale. Il gruppo TWO|FOUR|TWO \u00e8 stato fondato il 21 agosto del 1996 a Nicosia nell\u2019isola di Cipro dove I due artisti vivono e risiedono. Hanno esposto in collettive e personali in diverse parti d\u2019Europa e in Australia.<\/p>\n<p><strong>Un.0z<\/strong><br \/>\nDal 1999 si occupa di video. Entra a far parte del gruppo Sun-Wu Kung per il video dei 99posse \u201ccomincia adesso\u201d. Da li comincia la sua collaborazione con Tatiana, GGT e Riccardo Arena, che continua ancor oggi nonostante Sun-Wu Kung sia solo un ricordo. Nel 2002 nasce il gruppo Box, che muore prestissimo, dopo solo un anno d\u2019attivit\u00e0. Realizza cortometraggi in stop motion, spettacoli audio-visivi, installazioni, live performance.<\/p>\n<p><strong>Pim Van Halem<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Voorburg in Olanda nel 1951. Ha partecipato a numerose mostre personale e collettive a Rotterdam, Dordrecht, Den Hag, Contempo Galerie Eindhoven, Holland art Fair Utrecht, Galerie Per Adres and L&amp;K Interart Gallery in Amsterdam.<\/p>\n<p><strong>Willem van Hest<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Rotterdam nel 1953 dove vive e lavora. Ha studiato all\u2019Accademia van Beeldende Kunsten a Rotterdam. Tra le sue pi\u00f9 importanti mostre: Galerie Pfefferberg a Berlino, Galeria Zero a Barcellona, Galleria d\u2019Arte Gnaccarini a Bologna, Galerie Arte Wallhof Basilea, Internationale Kunstbeurs Lineart in Gent, Galerie de KunstRAI in Amsterdam, Galerie Maas e Galerie Kunsthal in Rotterdam. Ha lavorato per opere presenti alla Casa Bianca a Washington e per la Fortis Bank a Rotterdam.<\/p>\n<p><strong>Ji\u0159\u00ed Voves<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Pardubice nella Repubblica Ceca nel 1945. ha studiato al Technical University a Praga \u2013 faculty of architecture and at Academy of Fine Arts, Prague. Dal 1977 egli si dedica esclusivamente alla attivit\u00e0 di pittore, grafico, libri di illustrazioni e grandi progetti di architettura. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive: Studio Pam\u011b\u0165;Mal\u00fd \u0160pan\u011blsk\u00fd s\u00e1l; Praha, Studio Pam\u011b\u0165; Praha, Studio Pam\u011b\u0165; His participation on the group exhibitions: Plze\u0148 \u2013 Bien\u00e1le kresby. Has work in illustration and (typo)graphical edditing of books. And has works in collection representations: Oblastn\u00ed galerie \u2013 Litom\u011b\u0159ice; Severo\u010desk\u00e1 galerie \u2013 Liberec; Z\u00e1pado\u010desk\u00e1 galerie \u2013 Plze\u0148; Galerie B. Rejta \u2013 Lounyed \u00e8 presente in impoirtanti collezioni pubbliche e private.<\/p>\n<p><strong>Celia Washington<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nata ad Edimburgo (Scozia), vive e lavora tra Edimburgo, Parigi, Tokyo, Madrid, Londra e Firenze. Ha frequentato gli studi alla scuola d\u2019arte di Byam di Londra. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private nel Sud e Nord America, Canada, Europa e Giappone. Tra le pi\u00f9 importanti mostre sono da annoverare le personali alla Chenil Art Gallery, alla Long &amp; Ryle Gallery, alla The White Horse Gallery ed alla Royal Over-Seas League Gallery di Londra, alla The Landings Gallery di Edinburgh (Scozia) e al C.I.E.C. Museum in Galizia (Spagna).<\/p>\n<p><strong>Alan Waters<\/strong><br \/>\nE&#8217; nato a Manchester in Inghilterra dove vive e lavora. Ha frequentato gli studi artistici al MMU di Edimburgo e all\u2019Universit\u00e0 di Alberta in Canada. Pittore e scultore di fama internazionale dal 1991 \u00e8 presente costantemente sulla scena artistica Inglese realizzando numerossissime personali in tutto il paese (Stockport Art Gallery-Cheshire, Harris Museum and Art Gallery-Preston, York City Art Gallery-York, Hanover Galleries-Liverpool, Islington Arts Gallery, London). E\u2019 Stato invitato a numerosi simposi in Cina, Stati Uniti, Dubai e Germania dove ha realizzato diverse sculture monumentali. Ha insegnato discipline artistiche al Kent Institute (Canterbury School of Art)-Kent, alla Robert Gordon University-Aberdeen ed alla University of NSW-Australia.<\/p>\n<p><strong>Liu Wei<br \/>\n<\/strong>Nasce in Cina nel 1965. Vive e lavora a Pechino. Si diploma al Department of Fine Arts, of China Central Academy of Drama e successivamente studia al Philosophy Department of the Beijing University. Ha esposto a New York, Amsterdam (World Wide Video Festival, The Netherlands, e Berlin International Art Festival, Museum of Contemporary Art\/Denver, USA, Media City festival in Windsor, Ontario, Canada. Ha anche preso parte ad importanti mostre di video arte quali: Video Basel 2003, International Festival for Film, Video and New Media, Basilea, Contemporary Chinese Art In a Transitional Electronic City, Canada, AVICON (Asia Video art Conference) 2003 Tokyo, Japan. Video Brazil 2003, San Paulo, Brazil. Printemps de September, Festival of contemporary images, Toulouse, Francia. Banquete, the Centre of Contemporary Art Palau de la Virreina of Barcelona, Spagna.<\/p>\n<p><strong>Wu Wenguang<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato a Yunnan in Cina nel 1956. E\u2019 diplomato al Department of the Literature at Yunnan University. Ha lovorato come giornalista nella Televisione cinese. Dal 1988 vive e lavora a Pechino come Indipendente Documentarista e come scrittore. Ha ricevuto numerosi e prestigiosi premi quali il Asian Culture Council (ACC) per un suo documentario presentato anche negli Stati Uniti (1966, My Time In The Red Guards -1993), miglior film nel Taiwan Film Festival (Jiang Hu: Life on the Road -1999), miglior film al Jan Vrijman Fund of International Documentary Film Festival di Amsterdam, Olanda. Dal 1994 si dedica anche al teatro sperimentale con grande successo di critica. Dal 2001 \u00e8 membro della giuria del Singapore International Film Festival, e nel 2002 membro della giuria del International Forum of New Cinema di Berlino e del Film Festival and Cinema, Visions du Reel in Nyon, Svizzera.<\/p>\n<p><strong>Emma Wood<\/strong><br \/>\nE&#8217; nata in Inghilterra nel 1967. Si \u00e8 diplomata alla \u201cArt Foundation Chesterfield College of Art and Technology; B.A. Hons\u201d in Graphic Design e al \u201cLeeds Polytechnic\u201d e al \u201cPrintmaking Slade school of Art\u201d in discipline artistiche. Ha partecipato a diverse ed importanti collettive in London, Dusseldorf, China, Portugal e personali: CCA Galleries, Young Printmaker of the year First Price; National Print Exhibition, Mal Galleries; Fundacao Orient, China; Whayman International Paper Prize; Milly Apthorp Charitable Trust.<\/p>\n<p><strong>Xu Xianglin<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato a Jiangsu in Cina nel 1974. Ha studiato al Department of Oriental Art Nankai University of Tianjin. Tra le sue pi\u00f9 importanti mostre: (2001) &#8220;Consumption Era&#8221; Tang Feng Gallery, Pechino; (2002) &#8220;Fake&#8221; Chinese photograph exhibition at Beijing Artist Warchouse; Northern Modern Independent Image Exhibition at Beijing Loft New media Art Center; Changchun International Independent Imaging Exhibition, Changchun City; &#8220;That&#8217;s Beijing&#8221; a Pechino Red Gallery Chinese Experimental Water and in Exhibition at Pechine-Cina e New York-US; (2003) &#8220;I&#8217;m China&#8221; Beijing; The Reality of Reality C.L.MA Modern Art Gallery, Tianjin; &#8220;About you&#8221; Photo Video Installation Exhibition, Tianjin; (2004) \u201cThink.Reality\u201d C.L.MA Modern. Art Gallery, Pechino.<\/p>\n<p><strong>Zhou Xiaohu<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato in Cina nel 1960. Si \u00e8 diplomato alla Sichuan Academy of Fine Arts in Cina. Video artista ha partecipato ai pi\u00f9 importanti festival del cinema e le sue opere sono esposte nelle maggiori gallerie e musei di arte contemporanea in Cina, Stati Uniti ed Europa. Tra le pi\u00f9 importanti presenze: First Seville Biennial, The Monastery of Santa Maria Seville, Spagna. International Centre of Photography, New York, USA. Mir\u00f2 Foundation, Barcellona, Spagna. 21st World Wide Video Festival, Amsterdam. The Museum of Contemporary Art Marsiglia, Francia. The Museum of Modern Art, New York, USA, The Japan Foundation Forum, Tokyo. National Gallery of Art, Varsavia, Polonia. Museum Kunst Palast, Dusseldorf-Germania. Chinese Photography, Rudolfinum Art Museum, Praga-Repubblica Ceca. 56\u00b0 Festival International Film Locarno-Video Installation Show, Svizzera. Houston International Film Festival, USA. Video Art from Asia, Nikolaj Comtemporary Art Center, Copenhagen, Danimarca. The First Guangzhou Triennial, Guangdong Museum of Art, Cina. Suzhou Art Museum, Cina. National Museum, Zagabria-Croazia. Future of the New Asia, Kuanhoon Gallery, Seul-Corea. China Rushes, Hamburger Bahnhof National Museum, Berlino. Non-linear Narrative, Gallery of National Academy of Fine Arts, Hangzhou, Cina. Excess Asia-Pacific New Medial Art Festival, Brisbane-Australia. Shanghai Biennale, Shanghai Art Museum, Shanghai-Cina.<\/p>\n<p><strong>Cang Xin<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato a Suiha, nella Provincia di Heilongjiang nella Repubblica Popolare Cinese. Vive e lavora a Pechino nella Citt\u00e0 degli artisti. Tra le pi\u00f9 importanti mostre: 1993 \u201cVirus Series-N\u00b01\u201d, Pechino; 1994 \u201cVirus Series-Trample the Face\u201d, Pechino; 1996 \u201cCommunication series\u201d,Pechino; 1997 \u201cProgram for the Patient: Auto-write\u201d,Pechino; 2002 Biennale of Sydney-Australia; 2003 Courtyard Gallery, Pechino-Cina; Ke Li Lang Over-Interest, Singapore; A Strong Heaven, Contemporary Chinese Photography, National Museum, Vienna-Austria; A Strong Heaven, National Museum, Parigi-Francia; A Strange Heaven, NationalMuseum Czechoslovakia; Kampnagel Artist Center, Hamburg-Germania; 2004 Descendant of Chinese Contemporary Photography Exhibition, Contemporary Art Museum, Taipei; NIPAF Asia Performance Art Festival, Tokyo, Kyoto, Nagoya, Nagano-Giappone; Body Chinese Contemporary Art Exhibition in Contemporary Art Museum, Marseilles-Francia; New Photography and Video from China-International Center of New York-US; David and Alfred Smart Museum of Art, Chicago-US; Seattle Art Museum, Seattle-US; Victoria and Albert Museum, Londra; Haus der Kulturen der Welt, Berlin-Germany; Cologne International Photographic apparatus Exhibition, Cologne-Germania; China New Photography-White Space Gallery, Berlino-Germania; China\u2019s Contemporary Photography Exhibition, Red Foundation, Londra-Inghilterra.<\/p>\n<p><strong>Toshiro Yamaguchi<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato in Giappone nel 1956. Diplomato alla Musashinp Art University di Tokyo ha partecipato a molte mostre colletive e personali: Detursa art gallery in Madrid; Gallery Kyubi, Tokyo; Suroaga 463, Okayama; Malta mall art gallery, Seville, Spain; Sudo Art Museum, Tokyo; Biennial in Amsterdam, Geneva, Tokyo; Attualmente vive e lavora a Madrid in Spagna.<\/p>\n<p><strong>Kazuyo Yamamoto<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nata in Giappone nel 1975. E\u2019 diplomata in pittura alla Tama Art University. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive: Sudo Art Museum, Ono Gallery, Iseyoshi Gallery, Tsubaki gallery, Tokyo\u00b4s Do well Powwow Gallery, Setagaya Museum in Giappone. Dal 2003 vive e lavora a Parigi dove ha preso parte a due importanti progetti alla Achot Achot \u201cAfactum\u201d.<\/p>\n<p><strong>Huang Yan<br \/>\n<\/strong>Vive e lavora in Cina. Ha partecipato a numerose mostre in spazi pubblici e privati. Tra le pi\u00f9 importanti degli ultimi anni: (1999) Xieyang Island Performance Art Festival, Xieyang (Cina); Chinese Art Exhibition Chengdu (Cina); Montevideo Exhibition, Montevideo; &#8220;Money&#8221; art show, Changchun (Cina); (2000) Image and Net Art Exhibition, Changchun; &#8220;Man and Animals&#8221; performance art show, Pechino; International Contemporary Art Interflow Exhibition, Nanjing; &#8220;Photographs of Four Artists&#8221; show, Londra; &#8220;Charming Cina&#8221; Eastink Gallery, Shanghai; &#8220;Ilot Pot&#8221; Chinese Contemporary Art Exhibition Oslo, Norvegia; &#8220;Asia Contemporary Art Exhibition Hamburg-Germania; (2003) &#8220;Red Hot&#8221; A Special Exhibition of Contemporary Chinese Art \u201cRed Gete\u201d, Pechino. Personal exhibition \u201cA Story in Mountains-and-waters\u201d, Red-door Gallery Pechino; Image Double Annual Exhibition, Sao Paulo-Brasile; Italia International Video Art Festival, Roma; Polonia International Video Art Festival \u201cWar show\u201d, Polonia; Cina-Israele Image Art Exhibition, Israele Embassy in Pechino; Imaging China and Huang Yan\u2019s Personal Exhibition, New York-USA.<\/p>\n<p><strong>Liu Yang<\/strong><br \/>\nNasce a Jilin in Cina nel 1978. Vive e lavora a Chongqing-Cina. Nel 2001 si diploma nel dipartimento di fotografia all\u2019Universit\u00e0 d\u2019Arte di Luxun. Attualmente insegna nell\u2019Accademia d\u2019Arte di Sichuan. Tra le pi\u00f9 importanti mostre realizzate: (1999) Cross-straits three ground, Photography of Creativity Exhibition; (2004) Ten Jiao, Modern Art Exhibition, Chongqing; 136 artists from Korea and China Voice &amp; Image exhibition; The Trace, photographer from Korea and China exhibition, Pechino.<\/p>\n<p><strong>Jung Yeun Park<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nata a Seul in Corea del Sud, vive e lavora a Toledo dal 1998. Fine ceramista ha studiato Arte Plastica e Disegno a Seul e successivamente alla Facolt\u00e0 di Belle Arti di Madrid. Ha realizzato numerose esposizioni di ceramica in Oriente e in Spagna conseguendo diversi premi internazionali. Lavora principalmente con la galleria D\u2019Art 4 di Villa Real e con la Galer\u00eda Medici di Siviglia.<\/p>\n<p><strong>Ming Yi Chou<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato a Taichung, Taiw\u00e1n nel 1969, diplomato all\u2019Accademia di Belle Arti Ming Tao e successivamente all\u2019Universit\u00e0 di Fine Art Hi In di Taiw\u00e1n, si trasferisce in Spagna dove ha studiato nella Universit\u00e0 Santa Isabel de Hungr\u00eda di Siviglia e alla Real Accademia Nazionale di Belle Arti, San Ferdinando di Madrid. Vincitore di numerosi premi internazionali di arte contemporanea ha esposto in importanti gallerie (Galer\u00eda Bel\u00e9n, Jerez de la Frontero-C\u00e1diz; Galer\u00eda del Taller del Paisaje, Sevilla; Galeria Full Art, Se villa; Galer\u00eda DF Arte Contemperar\u00eda, Santiago de Compostela).<\/p>\n<p><strong>Zhou Yuechao (Chau Yeukchiu)<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato a Guangxi in Cina nel 1958. Vive e lavora a Pechino. Ha studiato ad Hong Kong, Londra e Parigi. Professore al Guangxi Arts College fin dal 1984 si dedica principalmente alla fotografia e realizza Action Performance. Nel 2004 realizza la Action Performance \u201cGet Hurt 2004\u201d a Pechino e nelle stesso anno \u201cFloating Installation-Teahouse\u201d. Questa opera trova il suo background in una sordida sala da te a Chongquing, con cinque lavoratori maschi di Chongqing ed una manovale come personaggio principale. Quest\u2019opera esprime in modo astratto il vero lato umano della classe povera \u201cbangbang army\u201d nel particolare ambiente della citt\u00e0 di Chongqing. Rivela inoltre che nell\u2019ambiente postmoderno l\u2019uomo non pu\u00f2 tornare a se\u2019 stesso \u2013 la perdita dell\u2019ego. Questa \u00e8 una critica nei confronti della disgregazione dell\u2019arte moderna e della cultura (Zhou Yuechao).<\/p>\n<p><strong>Xu Zhenglong<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato a Shangrao, nella provincia cinese di Jiangxi nel 1963. Diplomato al Arts Department of the Jing Dezhen Ceramics Institute attualmente \u00e8 professore di scultura al Department of Academy of Arts &amp; Design di Tsinghua e del Decoration Department of the Central Academy of Arts &amp; Design specializzato in Decorative Sculpture. Tra le pi\u00f9 importanti mostre realizzate: : Better city with art (Shanghai-Guangzhou) The 3st China sculpture exhibition (Pechino). Big shopping: Contemporary Art Documenta (Pechino). \u201cSea &amp; Music\u201d Sculpture manifest (Xiamen). The 1st International Miniature Sculpture Exhibition (Taiwan). Faculty exchange exhibition: works from three Asian universities (Giappone). NOI&#8211;International art exhibition (Italia). Platform, sculpture exhibition (Pechino).<\/p>\n<p><strong>Lin Zijie<br \/>\n<\/strong>E&#8217; nato in Cina nel 1967. Insegna scultura alla Academy of Art &amp; Design Dalian Institute of Light Industry China ed \u00e8 Membro della Sculpture Professional Committee of China. Ha realizzato numerosissime mostre personali e collettive in tutta la Cina ed \u00e8 presente con le sue sculture in molte raccolte pubbliche e private. Alcune sue opere sono permanente esposte nei maggiori parchi di scultura in Cina (World Sculpture Park of Changchun, Huian International Stone Sculpture).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo museo di arte contemporanea Inaugurazione 28 maggio 2005 Artisti Ahmad Alaa Eddin Siria Almal\u00e9 &amp; Bond\u00eda Spagna Felix Anaut Spagna Klitsa Antoniou Cipro Norbert Francis Attard Malta Lloren\u00e7 Barber Spagna Renato Barisani Italia Fernando Barredo Spagna Marta Carolina Beckelman Gonzales Paraguay Franz Josef Berger Austria Sandra Bermudez Colombia Giona Bernardi Svizzera Monica Biancardi &hellip; <a href=\"https:\/\/casoriacontemporaryartmuseum.com\/it\/100-artisti-un-museo\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;100 Artisti per un Museo&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":19119,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-22414","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mostre"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.0 - 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