{"id":22343,"date":"2008-12-20T18:30:41","date_gmt":"2008-12-20T18:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casoriacontemporaryartmuseum.com\/?p=22343"},"modified":"2022-02-03T14:40:10","modified_gmt":"2022-02-03T14:40:10","slug":"oversea-art-from-mediterranean","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casoriacontemporaryartmuseum.com\/it\/oversea-art-from-mediterranean\/","title":{"rendered":"OVERSEA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Arte del Mediterraneo<br \/>\n<\/strong>Pittura, fotografia, video, musica, performance<\/p>\n<p><strong>a cura di Antonio Manfredi<\/strong><br \/>\n<strong> Inaugurazione 20 dicembre 2008 ore 18.30<\/strong><br \/>\n<strong> 20 dicembre 2008 | 20 febbraio 2009<\/strong><\/p>\n<p>Con la mostra Oversea continua il viaggio esplorativo del museo CAM&nbsp;attraverso le realt\u00e0 artistiche territoriali. Le analisi finora svolte sui vari liguaggi e tecniche (dal graffitismo al video), le tematiche di riflessione visiva (come per le mostre Selfportrait, Body o Sguardi sonori), o di carattere sociale (come Camorra), si sono succedute come studi di settori, di immagini dal mondo dell\u2019arte contemporanea che il CAM esamina e che rende di pi\u00f9 ampia fruibilit\u00e0.&nbsp; L\u2019evento Oversea, presso il CAM dal <strong>20 dicembre 2008 <\/strong>al 20 febbraio 2009, \u00e8 concepito come uno sguardo sulle espressioni artistiche delle nazioni bagnate dal Mediterraneo. L\u2019area di interesse appare attualmente come un crogiolo di razze, popoli e nazioni diverse ma storicamente unite da un passato di conquiste e dominazioni. I suoni, le lingue, la cucina e i colori mostrano ancora i segni degli scambi culturali che hanno profondamente influito sullo sviluppo sociale dei paesi mediterranei. Oversea riporta alle fondamenta le differenze culturali, dimostrando, attraverso l\u2019arte, che non si \u00e8 ancora persa quella comunione. Attraverso il mare viaggiano gli impulsi che danno vita a produzioni eterogenee nelle opere esposte. I tratti sottili delle sensibilit\u00e0 si stemperano in graffianti volti sofferti mentre le voci del mare, delle terre solari si trasformano in figure colorate, in linee delicate dalle campiture sovrapposte che mostrano idee e riflessioni dei giovani artisti invitati ad esprimere se stessi e la propria cultura. Le tele sono i fogli su cui gli artisti hanno scritto i propri segnali, la propria identit\u00e0 e la voce di chi non accetta connotazioni territoriali.<br \/>\nEppure il viaggio del CAM attraverso il Mediterraneo ha avuto un\u2019interruzione dovuta alle difficolt\u00e0 incontrate in Palestina. L\u2019artista palestinese non ha ottenuto il permesso di lasciare la propria nazione per partecipare alla mostra Oversea e il quadro che avrebbe dovuto inviare \u00e8 stato bloccato. Ma grazie ad internet anche l\u2019opera di Mohamed Al-Hawajri sar\u00e0 esposta al CAM: una stampa digitale prender\u00e0 il posto della tela dipinta, per affermare ancora una volta che la valutazione delle espressioni artistiche \u00e8 avulsa da elementi estranei ad esse, quali la religione o la politica.<br \/>\nLa sera dell\u2019inaugurazione della mostra Oversea l\u2019artista Sergej Andreevski si esibir\u00e0 in una performance pittorica dal titolo Alexander in Naples. Attraverso gesti decisi e veloci produrr\u00e0 un\u2019opera legata alla storia macedone e al contesto in cui si manifesta attualmente.<br \/>\nL\u2019opening &nbsp;avr\u00e0 come colonna sonora le atmosfere internazionali della performance musicale di Ciccio Merolla, uno dei percussionisti pi\u00f9 accreditati del panorama italiano, che presenter\u00e0, inoltre,&nbsp; il suo ultimo videoclip, Femmina boss, con la regia di Tony D\u2019Angelo.<br \/>\nSar\u00e0 inoltre proiettato il video dell\u2019artista egiziano Fathi Hassan dal titolo Blessed Nubia che indaga l\u2019uso del linguaggio originale della regione egiziana Nubia.<\/p>\n<p>ngg_shortcode_0_placeholderArtisti&nbsp;<br \/>\n<strong>Maryam Abdelwahab <\/strong>EGITTO<br \/>\n<strong>Marija Bjekic<\/strong> SERBIA<br \/>\n<strong>Severine Bourgignon <\/strong>FRANCIA<br \/>\n<strong>Nisrine Boukhari <\/strong>SIRIA<br \/>\n<strong>Carlo Caldara <\/strong>ITALIA<br \/>\n<strong>Carmen Carmona Fernandez<\/strong> SPAGNA<br \/>\n<strong>Maria Dimaki <\/strong>GRECIA<br \/>\n<strong>Fathi Hassan <\/strong>EGITTO<br \/>\n<strong>Mohamed Al-Hawajri <\/strong>PALESTINA<br \/>\n<strong>Ajili Houda <\/strong>TUNISIA<br \/>\n<strong>Dusa Jesih <\/strong>SLOVENIA<br \/>\n<strong>Natasa Ljubetic <\/strong>CROAZIA<br \/>\n<strong>Caroline Navarro <\/strong>MALTA<br \/>\n<strong>Vahida Nimanbegu <\/strong>MONTENEGRO<br \/>\n<strong>Manolo Oyonarte <\/strong>SPAGNA<br \/>\n<strong>Anna Photiadou <\/strong>CIPRO<br \/>\n<strong>Pilar <\/strong>FRANCIA<br \/>\n<strong>Michele Quercia<\/strong> ITALIA<br \/>\n<strong>Khaled Sabsabi <\/strong>LIBANO<br \/>\n<strong>Marcus Shahar <\/strong>ISRAELE<br \/>\n<strong>Shahar Sivan <\/strong>ISRAELE<br \/>\n<strong>Pedrag Szilvassy <\/strong>SLOVENIA<br \/>\n<strong>Lino Vairetti <\/strong>ITALIA<br \/>\n<strong>Eliana Vanvakinos <\/strong>GRECIA<br \/>\nPainting&nbsp; performance by <strong>Sergej Andreevski<\/strong> MACEDONIA<br \/>\nMusic performance by <strong>Ciccio Merolla <\/strong>ITALIA<\/p>\n<p>Concept delle opere<strong><br \/>\nMaryam Abdelwahab | Egypt<br \/>\n<\/strong>La figura assopita \u00e8 la rappresentazione di una divinit\u00e0 dell\u2019antico Egitto: Sekhmet. Dio malefico e portatore di guerra e di distruzione del mondo umano. L\u2019essere divino \u00e8 ritratto in una condizione di stasi, impossibilitato all\u2019azione negativa dal sonno rivela un\u2019energia positiva. La figura appare infatti serena e avvolta in spire colorate che svelano il desiderio di tregua e di pace.<\/p>\n<p><strong>Marija Bjekic | Serbia<br \/>\n<\/strong>Il quadro appare quasi monocromatico. Ampie campiture dal nero al grigio offrono la visione di una figura isolata, che pensosa guarda lontano. L\u2019uso dei colori non vivaci acuisce il senso di riflessione introspettiva che si apre verso l\u2019esterno e sembra relazionarsi ad esso attraverso la postura.<\/p>\n<p><strong>Severine Bourgignon | Francia<br \/>\n<\/strong>L\u2019 oggetto raffigurato \u00e8 la metafora del mondo artistico e della filosofia dell\u2019artista. Non un semplice fiore ma la necessit\u00e0 di una voce fuori dal coro, di una comunicazione che non sia necessariamente scioccante ma che abbia un impatto tenue e gradevole. La linea sottile di contorno si staglia netta sul fondo frammentato e graffiato di filamenti pittorici quasi a definire un universo informe in cui campeggia la sensibilit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p><strong>Nisrine Boukhari| Siria<br \/>\n<\/strong>Video<br \/>\nIl video gioca e analizza la metafora dell\u2019identit\u00e0 e della trasformazione. L\u2019assunzione di ruoli predefiniti sconcerta e definisce l\u2019estraneit\u00e0 rispetto ai canoni imposti dalla visione esterna. Le domande esistenziali sull\u2019essere e sulla valenza della propria visione interiore si scontrano con i personaggi fittizi esterni con cui si istaura un rapporto quasi di fratellanza.<\/p>\n<p><strong>Carlo Caldara | Italia<br \/>\n<\/strong>Il taglio fotografico del ritratto insieme al supporto utilizzato rendono l\u2019opera di notevole impatto visivo. Lo sguardo diretto della protagonista accompagna il gesto di sfida e di attacco rivolto a chi osserva la scena. Eppure la figura non \u00e8 centrata, lascia spazio al riflesso retrostante della propria immagine. Il tutto viene stemperato, la molteplicit\u00e0 dei punti di vista distrae l\u2019occhio e la minaccia iniziale si apre ad una riflessione sulle prospettive recondite.<\/p>\n<p><strong>Carmen Carmona Fernandez | Spagna<br \/>\n<\/strong>Una tuffatrice appare nel momento culminante in cui si rannicchia per contorcersi in un lancio nel vuoto. Lo sforzo fisico e la concentrazione nel compiere il gesto sono esaltati dai colori che, come aureole vivacissime, circondano la sportiva mentre la plastica trasparente \u00e8 come l\u2019acqua che, come un velo, protegge chi vi si immerge. L\u2019impunit\u00e0 del titolo \u00e8 la mancanza di sofferenza per chi si mette in gioco, per chi accetta la sfida con se stesso correndo il rischio di perdere.<\/p>\n<p><strong>Maria Dimaki | Grecia<br \/>\n<\/strong>La figura che sinuosa nuota \u00e8 Talassa, una divinit\u00e0 marina primordiale, che rappresenta la personificazione del Mar Mediterraneo. La sovrapposizione dell\u2019immagine con una radiografia di un piede umano \u00e8 l\u2019identificazione con le popolazioni mediterranee, figlie di un mare che le unisce. L\u2019ultraterreno e il fisico si mescolano in un gioco di ombre e di colori per dar vita ad un connubio strutturale che sembra giustificare la derivazione comune.<\/p>\n<p><strong>Fathi Hassan | Egitto<br \/>\n<\/strong>L\u2019opera \u00e8 la rappresentazione grafica di un viaggio. Come cammelli in fila i segni estetici dell\u2019artista egiziano si susseguono piegandosi al concettuale. La parola declina verso l\u2019arte e perde la valenza del significato. Il percorso appare solitario, privo di punti di riferimento e soprattutto silenzioso come un uomo nel deserto. I riferimenti alle origini e ad atavici ricordi si concretizza in una linea continua che sembra volgere all\u2019infinito senza alcuna sospensione temporale.<\/p>\n<p><strong>Fathi Hassan | Egitto<br \/>\n<\/strong>Video<br \/>\nL\u2019opera analizza il linguaggio originario della regione che si trova tra l\u2019Egitto e il Sudan: la Nubia. Le tradizioni e la cultura propria del popolo nubiano si trasmettono solo oralmente e il video tende a rivelare tale arcaica usanza. Una donna parla con il linguaggio del corpo mentre in sottofondo si sentono delle voci: l\u2019universalit\u00e0 del linguaggio gestuale \u00e8 in contrasto con quello verbale a cui invece \u00e8 affidato il sapere.<\/p>\n<p><strong>Mohamed Al-Hawajri | Palestina<br \/>\n<\/strong>La scrittura araba tendenzialmente volge al decorativismo. Nella storia si \u00e8 sostituita alla rappresentazione umana che ritorna in questo dipinto. Le figure appaiono circondate e avvolte dalla parola, come un vortice che le contiene e ne definisce le ideologie e il sentire. I simboli esterni appartengono ad antiche tradizioni o sono solo un richiamo alle metafore e alle allegorie di popoli ancestrali che dimentichi di un passato comune hanno imparato ad usare il linguaggio come una separazione e l\u2019arte come unione.<\/p>\n<p><strong>Ajili Houda | Tunisia<br \/>\n<\/strong>L\u2019uso dei colori vivaci ribalta la rappresentazione tradizionale della nazione di appartenenza dell\u2019artista. Le macchie tonali si sovrappongono in un collage in cui si leggono le pennellate sfumate che donano al dipinto una piacevole frescura cromatica.<\/p>\n<p><strong>Dusa Jesih | Slovenia<br \/>\n<\/strong>La perfetta definizione dello spazio scandisce i momenti dell\u2019organizzazione mentale. Tutto il tempo, il giorno e la notte, \u00e8 racchiuso in anfratti geometrici che nascondono domande, dubbi e riflessioni. Le linee si incrociano e costruiscono una griglia che non costituisce una prigione ma un universo ordinato o solo apparentemente regolato da leggi interiori.<\/p>\n<p><strong>Natasa Ljubetic | Croazia<br \/>\n<\/strong>Il ricamo e la cornice dorata sono i ricordi dell\u2019artista. L\u2019opera \u00e8 la riproposizione di un quadro che tante volte le deve essere apparso nella casa dei suoi genitori e che ora rivive e si concretizza in una stesura liquida, priva di quella sensazione materica a cui appartengono gli oggetti dipinti. Quasi come un viaggio nel tempo i colori si modificano e ritornano indietro, si impolverano e assumono una valenza antica, lontana dal presente ma vissuta intensamente.<\/p>\n<p><strong>Caroline Navarro | Malta<br \/>\n<\/strong>Pennellate dense delineano per sommi capi il paesaggio. I colori solari sono smorzati dal vento che rende tutto agitato ma sereno. Le vele delle imbarcazioni si gonfiano mentre il sole illumina le architetture dell\u2019isola mediterranea. Quasi una visione impressionistica del paesaggio dall\u2019immediatezza visiva e dal sentimento di appartenenza ad una terra fatta di mare e luminosit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Vahida Nimanbegu | Montenegro<br \/>\n<\/strong>L\u2019opera \u00e8 la rappresentazione di realt\u00e0 che non possiamo n\u00e9 vedere n\u00e9 descrivere ma di cui possiamo solo intuire l\u2019esistenza. La descrizione astratta allontana dalla realt\u00e0 ma avvicina al sentire interiore. Le linee e le forme si intersecano mentre i colori sembrano definire profondit\u00e0 recondite. Sono paesaggi della mente che stimolano la riflessione e il pensiero.<\/p>\n<p><strong>Manolo Oyonarte | Spagna<br \/>\n<\/strong>Le figure ritratte sembrano sussurrare domande esistenziali e la loro deformazione suggerisce riferimenti alla storia dell\u2019arte contemporanea. Si intuiscono strutture architettoniche e personaggi che si insinuano latenti. Sono ancestrali dubbi o pensieri che si visualizzano come ombre incombenti.<\/p>\n<p><strong>Anna Photiadou | Cipro<br \/>\n<\/strong>Un essere alato sembra appoggiato sul muro di un edificio. L\u2019atmosfera appare surreale, quasi onirica e il personaggio femminile si manifesta come protagonista di una storia che lo vede sospeso in attesa di un evento. La scansione geometrica dello spazio definisce gli ambiti dell\u2019azione lasciando tuttavia libert\u00e0 all\u2019immaginazione. La rappresentazione tocca le sfere profonde della sensibilit\u00e0 che rimane attonita e stimolata verso la ricerca interiore.<\/p>\n<p><strong>Pilar | Francia<br \/>\n<\/strong>La tristezza del volto o la voglia di interiorizzare un sentire profondo si leggono attraverso l\u2019incisione nel legno. La bocca appare maggiormente delineata forse perch\u00e9 come fonte di dolore le parole nascono da l\u00ec. Intorno al soggetto un carosello di figure che provengono da un universo di ricordi. Eppure il volto li sovrasta, impone la propria presenza con sguardo fisso verso il futuro.<\/p>\n<p><strong>Michele Quercia | Italia<br \/>\n<\/strong>La definizione del campo architettonico nell\u2019opera ne definisce due aree di interesse: la parte inferiore in cui le foglie rappresentano la natura silenziosa e la parte superiore in cui si staglia in un interno abitativo la grande figura dai tratti non identificati. L\u2019isolamento che si prova anche nel mondo esterno \u00e8 riconoscibile nelle foglie mentre la sensazione di solitudine interiore \u00e8 rappresentata dall\u2019anonimo, e per questo universale, uomo alla finestra.<\/p>\n<p><strong>Khaled Sabsabi|Libano<br \/>\n<\/strong>Sonorit\u00e0 ancestrali si insinuano da lontano. Suoni del deserto e del mare, ma anche delle grandi metropoli dei paesi mediterranei si percepiscono come in un unico corpo di note.<\/p>\n<p><strong>Marcus Shahar | Israele<br \/>\n<\/strong>Video<br \/>\nLa sfilata dell\u2019artista in posa presidenziale sulla lussuosa macchina in giro per le strade della sua citt\u00e0 \u00e8 ribaltata dall\u2019anonimato affermato dall\u2019assoluta ignoranza sulla sua esistenza da parte della gente che viene in sottofondo intervistata. Le persone comuni non conoscono l\u2019artista e antepongono la cucina o un gioco all\u2019importanza dell\u2019arte nella societ\u00e0. Una ironica denuncia di una condizione comune.<\/p>\n<p><strong>Sivan Shahar | Israele<br \/>\n<\/strong>L\u2019opera dell\u2019artista israeliano \u00e8 un autoritratto. La raffigurazione di uno sguardo allo specchio, di un\u2019immagine riflessa che rivela condizioni e pensieri reconditi. Il segno \u00e8 deciso e piccoli tocchi di colore definiscono la figura. Proprio la stesura dell\u2019impasto pittorico rivela l\u2019abilit\u00e0 tecnica, il rimando a esperienze storiche e la corrispondenza ad un sentire personale verso il mondo.<\/p>\n<p><strong>Pedrag Szilvassy | Slovenia<em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br \/>\n<\/em><\/strong>L\u2019opera \u00e8 la visione di un mondo magico dove le figure femminili danzano alla ricerca di pensieri. L\u2019iconografia usata ha rimandi nella tradizione pittorica rinascimentale, filtrata attraverso la sensibilit\u00e0 contemporanea grazie anche all\u2019uso di materiali riciclati e alla&nbsp; tecnica della sovrapposizione degli stessi. L\u2019abilit\u00e0 della linea disegnativa si amplia in uno sfumato lieve e contemporaneamente corposo immergendo lo spettatore in un\u2019altra dimensione.<\/p>\n<p><strong>Lino Vairetti | Italia<br \/>\n<\/strong>La figura geometrica \u00e8 la rappresentazione in tre dimensioni dell\u2019oggetto. La barchetta di carta avanza lungo il mare, solca le onde, che in questo caso sono sonore, e porta il nome con cui i romani chiamavano il Mediterraneo: Mare nostrum. La visione da pi\u00f9 punti di vista aiuta a avere uno sguardo complessivo sul mondo che vive sulle sponde del bacino le cui notizie, riportate dai mass media, sono spesso fragili e parziali.<\/p>\n<p><strong>Eliana Vamvakinos | Grecia<br \/>\n<\/strong>Il letto-barca emerge dal mare, il liquido amniotico da cui l\u2019essere si distacca e in cui ha trovato la propria costruzione&nbsp; personale. L\u2019imbarcazione veleggia sulla superficie liquida per prendere il volo verso l\u2019alto-altro, verso l\u2019esterno, nella ricerca di consapevolezza in un viaggio personale e di confronto con entit\u00e0 diverse. Il tutto appare avvenire in una atmosfera onirica e metafisica, metafora dell\u2019analisi introspettiva che persegue l\u2019umano.<\/p>\n<p><strong>Ciccio Merolla | Italia<br \/>\n<\/strong>Uno dei percussionisti pi\u00f9 accreditati del panorama italiano dal sound internazionale con atmosfere che derivano da influenze universali<strong>. <\/strong>Suggestioni della cultura metropolitana napoletana che si fondono con i suoni arabi, africani e indiani.<\/p>\n<p><strong>Sergej Andreevski | Macedonia<br \/>\n<\/strong>Attraverso gesti decisi e veloci l\u2019opera nasce dal pennello dell\u2019artista, dalle sue sensazioni e dall\u2019analisi della storia macedone e dal contesto in cui si manifesta attualmente. L\u2019impronta gestuale riporta sulla tela impressioni e un\u2019interiorit\u00e0 vissuta attraverso il linguaggio dell\u2019arte.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arte del Mediterraneo Pittura, fotografia, video, musica, performance a cura di Antonio Manfredi Inaugurazione 20 dicembre 2008 ore 18.30 20 dicembre 2008 | 20 febbraio 2009 Con la mostra Oversea continua il viaggio esplorativo del museo CAM&nbsp;attraverso le realt\u00e0 artistiche territoriali. 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